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L’UCCELLAIO ERRANTE HA DECISO DI NON MIGRARE PIU’ A molti potrà sembrare un’affermazione irriverente e scortese, nei confronti della persona cui mi riferisco ma, vi assicuro, che l’espressione “uccellaio errante” è un attestato di stima e affetto incondizionato. Vorrei raccontarvi la mia storia di appassionato alle prime armi, condizione di molti, ci sarà un epilogo che interesserà tutti coloro che sono innamorati degli animali e in particolare di uccelli dal “becco curvo”.
Due anni fa, a maggio del 2002, mi fu regalato un inseparabile dalla faccia rosa maschio in precarie condizioni igieniche e provato fisicamente dall’abbandono. Preoccupato per la sua solitudine andai da un “allevatore” ( commerciante rivelatosi poi disonesto), della zona per comprargli una femmina, presi una mutata, giallo australiano, che mi colpì per il colore e non per la rara mutazione, era giovane senza la mascherina rossa completa ( mi fu data per adulta! ). Dopo qualche giorno dallo stesso presi anche una coppia di “personata” ( ibridi tra non so cosa, probabilmente tra personata e fisher). Dopo essermi documentato e aver conosciuto il Club Italiano Allevatori di Agapornis, mi resi conto delle fregature dovute all’inesperienza e alla fiducia riposta negli altri. Insomma ho iniziato a farmi le ossa sugli errori. Poi, a luglio, la svolta; mi portano da una persona che mi dicono particolarmente esperta nell’allevamento e conoscitore di animali, titubavo all’inizio, ormai diffidente dalle bruciature provocate da altri…. Questa persona mi è stata presentata ad una festa patronale dove esponeva all’interno di un piccolo furgone decine e decine di animali di ogni tipo, all’inizio vidi solo i pappagalli, la passione gioca brutti scherzi, ma poi guardandomi in giro vidi tanti tipi di animali: furetti, scoiattoli vari, criceti, colombi, canarini, insomma una cosa indescrivibile.
Decine di gabbie sfruttano lo spazio interno del furgone fino ai più lontani angoli, al momento di fermarsi nelle fiere o nelle piazze “esplode” in una disposizione perfetta, in una miriade di colori e canti, insomma una goduria per occhi e orecchie. Dopo una lunga chiacchierata, decisi di prendere la mia prima coppia di Bolborhymchus lineola, la presi per istinto, perché carini, “l’uccellaio” mi spiegò tutto di quella specie, diffusione, abitudini, necessità ecc; poi passò a parlarmi della coppia specifica, mi spiegò da chi erano stati allevati come era l’allevamento di questo e che tipo di mutazioni portassero, ma soprattutto come riconoscere il maschio dalla femmina, cosa sicuramente banale ma necessaria per arrivare a far fare le uova e allevare piccoli. Questa sarebbe la prima regola del decalogo del giovane appassionato: 1° per avere una buona stagione riproduttiva, accertarsi che la coppia sia formata da un esemplare di sesso maschile e uno di sesso femminile. Naturalmente ascoltai molto interessato ma poco convinto, memore del precedente commerciante. Le cove dei Bolborhynchus sono andate tutte bene, naturalmente tutto quello che mi disse l’uccellaio si è verificato, comprese le mutazioni, soddisfazione incredibile, come tutti quelli alle prime armi. Ora, tra me e l’uccellaio, si è instaurata un’amicizia che va oltre la comune passione per i pappagalli che ci ha fatto incontrare. Mettendo in pratica i suoi consigli ho raggiunto traguardi per me impensabili. Con la sua pazienza riesce ad ascoltare “esperti” di qualsiasi tipo, che esprimono giudizi e elargiscono consigli a chiunque si avvicini al suo furgoncino, che naturalmente diventa il luogo di appuntamento di tutti gli appassionati della zona, da pomeriggio a sera è un via vai di gente che passa anche solo per salutare gli amici che è sicuro di trovare lì. Come ho scritto nel titolo il più grande degli esperti ha deciso di fermarsi. La migrazione tra le province del Piemonte e della Lombardia è finita. Per nostra fortuna. A breve sarà comunicato agli interessati il luogo dove tutti noi avremo la possibilità di vedere animali incredibili e ricevere consigli disinteressati dall’uccellaio non più errante. Questo scritto è per ringraziarlo per la competenza, la pazienza e per la sua amicizia. Grazie Gino Pezzano
Marco Congiu - Giugno 2005 |
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Avifauna.too.it 2005 / 24-07-2005
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