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Le definizioni di ornitologia e di ornitologo per la complessa problematica sottintesa sembrano mancare di una precisa identificazione e si prestano a volte ad interpretazioni diverse, da quelle più settorialisticamente restrittive ad altre eccessivamente generiche. Lo studio degli uccelli si articola in infinite sfaccettature, dalle osservazioni relativealla biologia a quelle comportamentali, dall'approfondimento dell'esame dei meccanismi fisiologici all'analisi delle emissioni vocali, dall'inanellamento alla conoscenza della distribuzione e cosi via, tali da concedere ampio spazio e diritto di cittadinanza a varie specializzazioni. Ne consegue che per ornitologia in senso lato si debba intendere lo studio degli uccelli svolto su basi scientifiche. L'ornicoltura a buon diritto e se praticata con finalità non solamente amatoriali è parte integrante dell'ornitologia di cui costituisce una componente applicativa, e non mi parrebbe neppure il caso di ricordare ad avallo di questo i determinanti apporti scientifici, scaturiti da pratiche esperienze d'allevamento, di Chigi, di Taibel e, più recentemente, di Himmelmann. Da qui ad affermare che agni allevatore di uccelli è un ornitologo c'è ovviamente un abisso, cosi come non mi sentirei di sostenere lo sia ogni guardiacaccia che compie osservazioni nella zona da lui tenuta sotto controllo. Chiaro è però che entrambi possono svolgere un'attività ornitologicamente significativa fornendo l'uno materiale di studio al biologo, all'etologo o anche, se si interessa di ibridazione, al sistematico che si occupa delle affinità esistente fra le specie, I'altro ponendo dati a disposizione dello studioso di faunistica. Cosa distingue allora l'ornitologo dall'ornitofilo? Non è sicuramente questione di professionalità ma soltanto di attitudine mentale e di preparazione. Ogni ornitologo è stato inizialmente mosso da uno spunto ornitofilo, contrariamente anziché dedicare la propria attenzione agli uccelli l'avrebbe rivolta ad altre parimenti interessanti branche della zoologia o di qualsiasi scienza fosse stata tendenzialmente più congeniale. Sulla base di queste considerazioni la nostra Associazione e la nostra rivista, continuano un discorso serio e approfondito con la parte più preparata degli allevatori di uccelli da gabbia e da voliera, intendono apportare il proprio contributo ad una maggiore qualificazione dell'ornicoltura italiana. {da AVIFAUNA, n. 3/83) -
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Le file degli ornitologi italiani si assottigliano: l'amico Giorgio Truffi se n'è andato in silenzio nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2004. Forse i più giovani non lo ricordano perché da qualche tempo si era ritirato nella sua Genova, consapevole che le forze lo stavano pian piano abbandonando. Io, come tutti i meno giovani che lo hanno conosciuto, preferisco ricordarlo nel pieno del suo vigore, sempre sorridente, disponibile, pronto a lottare per le proprie idee, meticoloso nelle ricerche ornitologiche. Nella sua vita si è occupato di vari aspetti dell'ornitologia ligure e nazionale. Voglio solo ricordare i suoi approfonditi studi sull'avifauna ligure, dai classici lavori faunistici ai moderni atlanti, sempre ricchi di dati bibliografici, anche di quelli storici più reconditi; per non parlare delle minuziose ricerche sulle specie parassitate dal Cuculo in Italia. Noi della COI vogliamo ricordarlo per il prezioso lavoro che ha svolto nella Commissione, dalla sua costituzione fino ad un paio di anni fa, quando si è ritirato, consapevole che macchina da scrivere e carta carbone avrebbero dovuto cedere il posto a computer e posta elettronica. Grazie Giorgio. ( da Picus Marzo 2004) (n.d.r.) E' doveroso che ricordi l'amico Giorgio Truffi, ora che non c'è più, mio grande maestro e fondatore insieme a me e ad altri grandi amici dell' Associazione Ornitologica Nazionale (A.O.N.), che dal 1978 al 1985 operò con 12 Gruppi sparsi sul territotio Nazionale in favore dell'Ornicoltuta e dell'Ornitologia. Lo voglio ricordare riproponendo un editoriale apparso su AVIFAUNA organo ufficiale dell' A.O.N. nel 1983 e che mantiene un' attualità sconcertante, sembra che lo abbia scritto ieri... grazie Giorgio, sei stai un grande. |
RINNOVARE L'IMMAGINE Confesso di essere sinceramente perplesso e di non riuscire, fra i tanti argomenti che si sono posti all'attenzione degli ornicoltori in questi ultimi mesi, a trovarne uno meritevole di commento o di riflessione. Non che le occasioni manchino, soltanto nessuna di queste ha in sé elementi di spicco tali da focalizzare l'interesse di tutti anche perché dedicando loro due parole a ruota libera potrei facilmente essere frainteso (e tante volte questo succede quando capita di dialogare con un¹ interlocutore pregiudizialmente poco disposto a! confronto costruttivo) oppure contribuire involontariamente ad acuire momenti di frizione, di irritabilità e di intolleranza in un ambiente cóme il nostro dove si avverte invece la sempre più crescente necessità di distensione, di chiarezza e di amichevole interscambio di esperienze. L'amico Zamparo, sempre attento ai problemi dell'ornicoltura organizzata ed al quale pienamente mi associo (e non da oggi) per le lucide analisi che traccia di questa su « Uccelli » a volte forse anche a scapito dei propri personali interessi ma sicuramente sempre a favore di quelli degli allevatori amatoriali di uccelli da gabbia e da voliera, va predicando da anni, iinascoltata ma non meno veritiera Cassandra, I' adeguamento delle strutture, clelle mentalità e delle disposizioni d'animo a quelle dei paesi di più evoluta tradizione ornitofila, regolarmente prevedendo man mano i fasti e soprattutto i nefasti che non ponendo in essere quest'opera di rinnovamento puntualmente si verificano con scontata ma non per questo meno colpevole ed irritante cadenza. Da parte nostra, lontani anche se talvolta indirettamente coinvolti (viviamo qui e non è sempre possibile, né forse sarebbe giusto farlo, prescindere dalla realtà che ci circonda) in diatribe che ci sono totalmente estranee e di cui rifiutiamo motivazioni e contenuti, operiamo in concreto nella pratica quotidiana, attraverso le nostre mostre e la nostra rivista, perché si creino le premesse per un miglioramento qualitativo dell'ornicoltura italiana tale da consentirle, anche all'esterno del microcosmo delle sue strutture, quella qualificazione di immagine che le compete ma che per inerzia, incompetenza e forse per interessi inconfessabili le è sino ad ora mancata. Giorgio Truffi - Avifauna organo ufficiale dell¹Associazione Ornitologica Nazionale Luglio-Agosto 1983 |
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