Chiunque possieda un pappagallo da compagnia desidera sentirlo parlare; occorre dunque insegnargli, ma spesso i primi tentativi sono infruttuosi e scoraggiano gli improvvisati maestri.

Ritengo sia quindi utile dare qualche consiglio, frutto di esperienze personali ed altrui.

Creare un rapporto d'intimità

Negli Stati Uniti il prof. Mower, che stava compiendo studi sui bambini ritardati nel linguaggio, aveva ritenuti di poter trarre utili elementi insegnando agli uccelli, ed aveva riempito il proprio laboratorio di pappagalli e Gracule religiose. I risultati erano stati però pressocché nulli.

Egli ebbe allora l'idea di affidare ai propri collaboratori un solo uccello ciascuno, affinché tentassero, nell'intimità domestica, di ottenere migliori risultati; il che puntualmente si verificò. Il prof. Mower ne dedusse che un uccello impara a parlare unicamente quando si viene a creare con il proprio istruttore un legame affettivo. Parlare per un uccello è uno scambio d'amore Durante l'apprendimento l'uccello, come il bambino, cerca di imitare i suoni prodotti dall'oggetto del proprio amore. Primo requisito è dunque quello di guadagnarsi le simpatie dell'animale, isolandolo in un ambiente non disturbato, tenendogli compagnia (cosa apprezzata da uccelli gregari come i pappagalli) ed offrendogli di tanto in tanto un bocconcino appetitoso (un pezzetto di mela o di biscotto, una bacca, un pinolo o una tarma della farina, di cui anche i grossi pappagalli sono in genere ghiotti).

Una parola per volta

Successivamente, quando l'uccello si sarà perfettamente abituato alla vostra presenza, ed approfittando di un momento di assoluta tranquillità, comincerete a ripetergli una prima parola, scandendo bene le sillabe tenendo la bocca vicina al suo becco.

Quando avrà appreso a ripeterla senza incertezze si potrà passare ad un'altra, o ad una breve frase, cercando però sempre di collegarle ad un avvenimento: ciao per il saluto, vieni qui quando vi avvcinate, il vostro o il suo nome quando gli offrite un bocconcino, zitto quando strilla, ecc.

Non punire l'allievo disattento i: necessario evitare la stupida abitudine di punire con uno scappellotto un soggetto distratto o di usare una voce rauca o in falsetto. Qualunque pappagallo può parlare con voce chiara e limpida ed anzi impara più facilmente da una voce femminile.

Ho avuto un Ondulato che parlava con una vocina incantevole e che quando volava in un'altra stanza chiamava un compagno vieni qui, ed un Tricoglosso di Swainson (Trichoglossus haematodus moluccanus) che gridava: zitto!, se un altro uccello nella voliera strillava troppo forte.

Una femmina di Ecletto (Eclectus roratus), giunta selvaticissima, imparò a parlare con voce limpida non appena si fu tranquillizzata, come faceva un maschio della stessa specie, avuto precedentemente già domestico.

Sconsigliato il registratore

La tecnica ci viene oggi in aiuto con il registratore. Il sistema è comodo, ma sconsigliabile, perché un pappagallo cosl addestrato ripeterà i vocabili meccanicamente, senza collegarli ad alcun evento. Intelligenza e gelosie La maggior parte dei pappagalli è dotata di un notevole grado di intelligenza ed ama giocare. Il mio Tricoglosso dava calci e testate ad palla, mentre l'Ondulato giocava a rimpiattino, invitandomi con: sù, sù, giochiamo e saltando poi fuori con un: cacù. Il Mélides ha osservato che se in un gruppo di Tricoglossi che stanno giocando si intromette un soggetto spaiato, questo viene ferocemente aggredito, accettato solo se viene invitato con ³inchini² da un individuo del gruppo, del medesimo sesso.

Tutti i pappagalli soffrono di gelosie. Il Tricoglosso di cui ho parlato, ³innamorato² di me, mi si scagliò contro il giorno in cui mi vide rivolgere delle attenzioni al maschio di Ecletto.

L'Ondulato, affezionato invece a mia moglie,brontolava minaccioso se mi avvicinavo a lei quando lo tenevo sulla spalla, e se fingevo di picchiarla mi beccava a sangue.

Periodi di maggiore ricettività

Ogni individuo ha poi un suo preciso carattere. Il comportamento è la combinazione di due fattori: I'istinto ereditario e l'esperienza. Il Mélides afferma che i pappagalli del Genere Platycercus (comunemente detti Roselle) sono particolarmente ricettivi tra il 4° ed il 14°giorno di vita.

Questo sarebbe il periodo ideale per chi volesse allevarne uno a mano. Altro fatto verificato dallo stesso Autore è che i pappagalli sono terrorizzati dagli oggetti di colore bianco.

Proprio per una busta di plastica trasportata dal vento ho perso il mio domesticissimo maschio di Ecletto che tenevo libero in giardino, volato via e mai più tornato.

(dal n. 5 del ³Bollettino del "Centro Studi e Conservazione Psittaciformi², Paolo Bertagnolio, 00050 Torre in Pietra - Roma)