Prima di iniziare questo mio breve ­ e volutamente sintetico ­ scritto una considerazione.

La generazione d'allevatori d¹arricciati precedente la mia ­ fatte salve rare eccezioni- non è mai stata prodiga di consigli e aiuti per i neofiti.Anche per questo motivo si è creato intorno alla specializzazione degli arricciati un alone di mistero, fatto di difficoltà di allevamento, di canarini ³impossibili², di un sacco di problemi nella conduzione dell¹allevamento stesso.Questo non ha fatto altro che allontanare tanti giovani dalla nostra specializzazione, con il risultato che oggi non abbiamo un adeguato cambio generazionale, indispensabile per garantire la continuità dell¹allevamento di tutte le razze arricciate.

Vorrei sfatare questo mito- che mi rendo conto ­ è duro a morire. Nella nostra specializzazione ­ è vero ­ vi sono due, fra le razze più difficili da allevare dell¹intero panorama canaricolo mondiale, (mi riferisco all¹A.G.I. e al Parigino) ma fatte salve queste due razze, abbiamo tantissimi altri canarini arricciati la cui difficoltà di allevamento e pari a quella che si riscontra nell¹allevare un giallo mosaico, un bianco, un opale.

Praticamente inesistente. Allevare Fiorini, Nord, Sud, in parte anche Padovani e Gibber non è così difficile. Alcuni anni fa, ­ eravamo a fine Luglio- non ricordo ancora oggi esattamente come accadde, ma una coppia di Fiorini depose delle uova quando oramai avevo ultimato con le cove

.Non mi accorsi dell¹accaduto (era una gabbia messa in un angolo nel posto più alto del locale).Le uova schiusero nacquero tre novelli che furono alimentati -per ben sette giorni (finche non mi accorsi della nascita) - con la sola scagliola e il pastone secco.Quest¹esempio la dice lunga sulla rusticità di alcune razze arricciate.

Questo è il regime alimentare che attualmente utilizzo:come si potrà notare nulla di tanto diverso da quello di tante altre razze di canarini.

Da Ottobre a Gennaio: Somministro un misto a tre semi molto leggero di una nota ditta del settore: scagliola 80%, Niger 10% e Lino 10%. La qualità di questi semi è eccellente.

Sempre a disposizione del pastoncino secco che essendo abbastanza ricco di proteine saltuariamente o per i soggetti ­pochi- che manifestano dei problemi digestivi allungo con un po' di farina gialla.

Una volta ogni 7/ 10 giorni (in linea di massima quando mi ricordo) aggiungo un cucchiaino da caffè pro-capite di semi della salute. Somministro inoltre uno spicchio di mela a settimana pro-capite.

Anche se questo è considerato "periodo di riposo", va tenuto presente che la stagione fredda e le poche ore di luce a disposizione impongono una alimentazione adeguatamente sostanziosa.

Per l'inverno è tutto.Va però ricordato che molti allevatori,durante i mesi invernali usano un¹alimentazione ancora più sobria: solo scagliola della migliore qualità e pastoncino a basso tenore proteico.

Da Febbraio a Luglio: Sempre il solito misto, con l'aggiunta settimanale dei semi della salute, ma anche di un cucchiaino da caffè di semi d¹avena.

Pastoncino secco senza aggiunta di polenta, Per l¹allevamento dei nidiacei uso lo stesso pastoncino impastato con uova assodate nella proporzione di uno ogni 100 g inumidito con acqua q.b..

Con i piccoli, nei giorni in cui non somministro l'uovo sodo, inumidisco semplicemente il pastone con quello che trovo in frigo(ricotta,yougurt,succo di frutta,raramente qualche verdura).

Con la stessa cadenza dell'uovo sodo, magari nei giorni alterni se riesco, somministro del grano germinato. Insieme alla mela è il miglior modo ­ a mio avviso- per invogliare i novelli a iniziare a mangiare da soli e superare i primi giorni solitamente difficili.

Una volta a settimana ai novelli posti già in voliera offro il tuorlo di un uovo mischiato ad una bustina di Transivit (vitamina in polvere) Da Agosto a Settembre / Ottobre

Solito misto esente da aggiunte, solito pastoncino secco, niente più uovo, molto raramente il grano germinato, spesso frutta e verdura(soprattutto cetrioli e zucchine).

In questo periodo di muta aiuto gli animali con un complesso di vitamine ed aminoacidi da disciogliere in acqua.

Sabbia esclusivamente silicea e osso di seppia sempre presenti.

Questo è il metodo alimentare da me adottato che però, con il desiderio di far sempre meglio, è suscettibile di qualche cambiamento che, in verità, non risulta sempre positivo. Modi validi per allevare ve né più di uno:sta a noi cercare e trovare quello più adatto per i nostri canarini, in considerazione anche del clima in cui vivono (soprattutto durante l¹inverno).I canarini che passano l¹inverno in Liguria,in Sicilia,nel Sud Italia(clima mite) non devono essere alimentati come i canarini che passano l¹inverno a Bolzano o in altre città del Nord..

Ma questa è solo una mia opinione,per quello che conta.

 

Per eventuali altre informazioni scrivete a

gvalendi@rivolta.it

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