Sono solito tenere un piccolo quaderno di allevamento, dove annoto le mie osservazioni sulla vita che si svolge all'interno delle mie due voliere, una di Verdoni (Carduelis chloris) e una di Ciuffolotti (Pyrrhula pyrrhula).

Riferire delle mie esperienze in voliera può non essere cosa eclatante, dato che, in ambiente preparato e con soggetti sani e robusti, il Verdone rende al massimo delle sue capacità; può essere invece interessante l'osservazione diretta sui piccoli, relativa allo svezzamento ed al compimento di una buona muta, in quanto oramai è risaputo che il Verdone ha fama di uccello cagionevole nella fase post svezzamento.

Quest'anno nella prima voliera erano alloggiate due coppie di Verdoni, insieme ad una femmina di Cardellino (Carduelis carduelis) e un maschio di Lucherino (Carduelis spinus) che amoreggiavano già dall'anno precedente e che speravo mi avrebbero potuto dare degli ibridi, e ad una femmina di Canarino

Le due coppie di Verdone verso la fine di giugno hanno iniziato quasi all'unisono la costruzione dei rispettivi nidi ed ora, mentre scrivo, (siamo a fine luglio) stanno svezzando cinque piccoli, quattro in un nido e solo uno nell'altro.

Precedentemente una femmina aveva deposto tre uova, che si erano regolarmente schiuse, ma i piccoli li trovai a terra oramai morti.

L'alimentazione fornita a tutti i soggetti ospitati nelle voliere è stata la più varia possibile:

- Misto per Canarini

- Misto per Carduelidi

- Semi lattiginosi e immaturi di piante selvatiche

- Pastoncino all'uovo (cambiato ogni giorno e tenuto sempre fresco nelle mangiatoie)

- Pastone per insettivori (mai toccato dai Verdoni)

- Frutta in grande quantità

- Pupe di formica (molto appetite)

- Piccole cavallette (di quelle che sciamano di sera nei nostri prati in estate),

ma anche questo tipo di alimentazione non ha, a mio parere mai interessato i Verdoni.

Particolare degno di nota è stato l'aiuto fornito allo sviluppo dei piccoli dalla femmina di Cardellino e da quella di Canarino, che regolarmente porgevano l'imbeccata, quando le madri dei nidiacei erano assenti.

E' probabile, anche se non li ho mai visti direttamente, che questo tipo incrociato di cure parentali, sia continuato anche dopo l'uscita dal nido dei novelli

Sino ad ora ho lamentato una sola perdita, il piccolo unico nato è morto all'improvviso, senza sintomi premonitori, il ventre non era arrossato e il novello appariva ben impiumato e in carne.

Gli altri quattro novelli godono di ottima salute, sono ormai indipendenti e cercano di imitare gli altri uccelli nella ricerca del cibo, becchettando qua e là quello che trovano

Durante l'imbeccata ho notato che il gozzo dei nidiacei era sempre pieno di pastone all'uovo, in quanto le femmine ne facevano abbondante uso, prediligendolo ad alti tipi di cibo.

Non ho mai avuto occasione di osservare gonfiori o arrossamenti dell'addome, sono probabilmente lo spazio ed il movimento, uniti ad una alimentazione sana e varia ed in larga parte composta anche di semi immaturi di piante selvatiche, che favoriscono l'irrobustimento dei piccoli, che si presentano vivaci ed attivi all'osservazione.

In un prossimo articolo vi trascriverò dal mio quaderno di allevamento alcune esperienze con i Ciuffolotti.

Romano Cerutti

 

 

> Back Page Quaderni di Allevamento © Avifauna.too.it 2005 - 19-08-2005

REGOLAMENTO: Le opinioni espresse dagli Autori, Redattori o Corrispondenti non impegnano neé la Direzione, né la Redazione di Avifaunna.too.it. È in facoltà della Redazione l'accettare, il rifiutare, l'emendare i manoscritti così come è proprio insindacabile giudizio lo stabilirne l'ordine di pubblicazione o la cancellazione dal sito stesso. Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione dei testi, fotografie digitali in tutto o in parte, è permessa solo citando per esteso la fonte e dopo autorizzazione degli autori.