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L’uomo e gli
animali. Alcune divagazioni:
Nella
sua incommensurabile voglia di prevalere, l’uomo attraverso
la filosofia, il pensiero religioso o scientifico, ha sempre
ricercato una logica che lo confermasse, (anche in presenza
delle sue “menomazioni”), al rango di essere superiore.
 |
Cartesio
sosteneva,
definendo l’uomo una “macchina divina” (Creata da Dio),
che se pure potessero esistere o fossero create dall’uomo
macchine simili alla nostra, se esistessero o fossero
create macchine simili ma non umane bensì animali, simili
nel corpo lo sarebbero certo; ma avremmo sempre il mezzo
per riconoscere i veri dai falsi: La parola ed il senso logico/discorsivo. |
| Cartesio |
Egli
portava a sostegno delle sue tesi il fatto che anche un
uomo ebefrenico, poteva facilmente dimostrare di avere delle
sensazioni; stato che denota quindi, secondo la tesi Cartesiana,
la presenza di un’anima in lui che gli animali non hanno.
Eppure
Cartesio stesso era in contraddizione,
Anche gli animali provano sensazioni che non sono di certo,
solamente istinto e reazione.
|

Adalbert
von Chamisso
|
Al contrario, capita
spesso che sia l’egoismo dell’Homo
sapiens a mettere in risalto l’innocenza animale.
Molto indicativa è una storiella, narrata da Adalbert von Chamisso
Scienziato, Naturalista e letterato (1781-
1838).
…”Durante
uno dei nostri viaggi nel Pacifico, furono imbarcati
dei maialini di piccola razza che erano destinati
alla mensa degli ufficiali. Le femmine, partorivano
i maialini che gli uomini a bordo avevano chiamato
con i loro nomi di battesimo, scherzosamente. Essi
man mano venivano mangiati, tranne una scrofa che
era stata chiamata Shaffeca.
Shaffeca navigò, coccolata da tutti
fino alla Polinesia, sopravvivendo agli altri maiali
ed ai propri figli. Attraversò il Sudamerica ove concepì;
in Asia mise al mondo altri piccoli, che subirono
la stessa sorte dei precedenti.
La scrofa proseguì il suo viaggio, felice dell’ospitalità
ed a quel punto, fu chiaro che non sarebbe mai stata
mangiata. Ma i marinai, ingelositi del fatto che ad
una scrofa fossero al pari di loro, (forse di più)
tributati onori e fama per un simile viaggio, s’ingelosirono
ed ordirono trame ed intrighi nei confronti del
povero animale, che nel porto di San Francisco in
California,“accusata” di aver morso il cane del Capitano
del vascello, venne
condannata a morte.
La povera Shaffeca, che aveva attraversato
i cinque continenti, fu fatta a pezzi in Nordamerica
sulla banchina del molo, vittima della spietata ed
invidiosa concorrenza umana….
|
Come
abbiamo più volte osservato, l’essere umano fin dalla notte
dei tempi, è stato propenso allo sfruttamento degli animali
per le proprie necessità; più spesso purtroppo per il proprio
egoismo. I lavori nei campi, le ricerche in campo farmaceutico
o la semplice vanità di utilizzo delle loro pellicce, sono
solo un esempio.
Per
certi versi anche la Religione Cristiana fu fautrice di
questa “persecuzione” nei confronti degli animali: la Bibbia
cita alcuni passaggi ove si legge testualmente:
“dominerete sui pesci del mare e sugli uccelli del
cielo, su ogni essere che striscia sulla terra…”.
Oggi fortunatamente, esistono delle reali prese di
coscienza sui diritti sacrosanti di questi esseri viventi,
ma sebbene molto si sia fatto, tantissimo ancora è da fare.
Oggi fortunatamente, con il miglioramento del tenore di
vita, con i progressi tecnologici e la conseguente introduzione
di macchinari nel settore lavorativo, è venuta a mancare
la necessità di utilizzare gli animali per il proprio fabbisogno.
 |
Francesco
Bacone, uno dei fautori della scienza “moderna” sosteneva il detto “sapere è
potere”, condivisibile per certi versi ma non applicabile
in un riferimento contestuale alla Natura; quindi conoscerla,
svelarne i meccanismi, secondo lui, significava avere
il dominio su di essa. Se n'evince dal suo pensiero,
che la natura è “materia” ed in quanto tale oggetto
di proprietà dell’uomo. |
| Francesco
Bacone |
| Goethe,
paragona la natura, sublimandone romanticamente l’essenza,
ad un’opera d’arte da valorizzare esplorandola attraverso
la sua bellezza; non è considerato il meccanismo che
ne regola gli equilibri. Nel suo pensiero essa è considerata
alla stessa stregua di un essere vivente e pensante;
e come tale essa non si sottomette a chi vuole piegarla
al suo volere. In definitiva, possiede equilibri tali,
che possono solo essere imitati dall’uomo, non manipolati. |
 |
|

Giovanni
Paolo II
|
Giovanni
Paolo II
, più volte nel suo Pontificato, si dimostrò aperto e
sensibile nei confronti della Natura; in diverse occasioni
infatti il Pontefice, lanciò il suo allarme sulla mancanza
di rispetto e di tutela da parte dell’uomo su questo
argomento. Fu la prima volta che la Chiesa ufficialmente,
pose l’attenzione non tanto sull’uomo e sul suo destino,
quanto sul fatto che il dominio dell’uomo non debba
divenire assoluto, pena la ribellione della Natura stessa
nei confronti del genere umano. |
|
Paracelso affermava:
“La
natura causa e cura le malattie, ed è quindi necessario
che il medico conosca i processi della Natura, l'uomo
invisibile al pari dell'uomo visibile".
Detto questo, e fatte
le debite ed opportune riflessioni sull’argomento
che sicuramente merita un discorso molto più approfondito,
anche in considerazione della consapevolezza e della
(seppur parziale) presa di coscienza da parte dell’uomo
dei gravi danni arrecati alla Natura per via delle
sue “stravaganze pandemiche” e conseguentemente
a sé stesso; consapevolezza che lo ha spinto a porre
in essere progetti a lungo e medio termine di protezione
e recupero ambientale, re-indirizzeremo il “volo Pindarico” (di cui
si fa menda), ad argomento più specificatamente ornitologico
|

Paracelso
|

Animali vicini all’uomo.
Oltre agli Ordini animali da tutti
conosciuti, che da milioni d'anni hanno condiviso con l’uomo
una vicinanza molto stretta, (cani, gatti, cavalli etc.),
ne esiste uno in particolare che
per certi versi, pur mantenendo una certa indipendenza,
è notoriamente legato all’uomo ed ai suoi insediamenti urbani.
Sono essi volatili con spiccate doti d'adattamento, presenti
in Natura in numerosissime sottofamiglie e specie, questi
uccelli hanno da sempre colpito la fantasia dell’uomo, che
ne ha fatto uso per i propri scopi siano essi alimentari
che di lavoro, o semplicemente per la selezione da diletto
e compagnia; ne ha enfatizzato l’essenza facendone in passato
elementi mitologici quali messaggeri degli dei e successivamente,
nella credenza Cristiana, come simboli di pace e prosperità.
I
Columbiformi
Ordine d'uccelli
ottimi volatori ed ampiamente diffusi in quasi tutte le
latitudini, essi derivano prevalentemente dal colombo
selvatico (Columba livia). Da questa, derivano
le numerosissime razze selezionate dall’uomo
che si differenziano tra loro dal piumaggio e dalla forma
di esso, dal becco, dalla forma della testa e dagli occhi.
Il colombo viaggiatore
Animale divenuto sinonimo
di resistenza e capacità d’orientarsi, tenendo presente
che è in grado di percorrere oltre un migliaio di chilometri
in un giorno alla velocità media di 75/80 Km/h, com’è noto
esso, fu utilizzato per trasportare messaggi. Il Colombo,
utilizza una sorta di bussola rilevando la posizione del
sole; se il cielo è coperto (o al buio), esso è straordinariamente
in grado di ricorrere al campo magnetico terrestre per orientarsi.
Durante il tragitto, il Colombo varia continuamente la rotta,
in funzione di una sorta di “orologio fisiologico” interno
che varia al variare della posizione solare nel trascorrere
del giorno, informandolo sul tempo effettivamente trascorso.
L’abilità innata dei piccioni viaggiatori nel ritrovare
la strada di casa dai luoghi più remoti, ha da sempre affascinato
l’immaginario collettivo e, sebbene oggi questa straordinaria
peculiarità d'orientamento sia considerata da molti solo
una curiosità scientifica ed ornitologica, sin da tempi
molto remoti, essa veniva sfruttata per lo scambio di notizie.
Nella storia dell’agenzia
Reuters
si legge che sino al 1850, la trasmissione delle quotazioni
del mercato finanziario fra Bruxelles e la città tedesca di Aachen, era assicurata da
una flotta aerea ben consistente di Colombi viaggiatori.
Sebbene si conosca da tempo
l’importanza della funzione dei magnetorecettori posti nella parte superiore del becco di questi
volatili, siamo ancora lontani da una completa comprensione
del processo neuro-fisiologico
alla base di una così straordinaria abilità.
L’ordine dei Columbiformi, comprende
cinque sottofamiglie ed oltre trecento specie esistenti allo stato attuale
in Natura. La sottofamiglia più numerosa è quella dei Columbini,
e solo a questa, appartengono
circa duecento specie tra quelle denominate popolarmente
come Colombi
e Tortore.
Esse sono a loro volta suddivise in generi tra cui i più numerosi, circa
una trentina, appartengono al genus Streptopelia
e Columba.
Il
Colombaccio. (Columba palumbus)
Il Colombaccio
è il parente selvatico per antonomasia del Colombo. E’ il
più grande dei Columbidi che vivono liberi in natura. Delle
dimensioni di 40/45 centimetri di lunghezza, apertura alare
di una settantina di centimetri, testa piccola ed affusolata
tipica della sua specie, ha piumaggio molto caratteristico.
Testa e dorso sono grigio-azzurri, il collo ha riflessi
verdi iridescenti e tipico collare bianco. Il petto ed i
fianchi presentano colorazione vinaccio molto intenso. Il
bordo della coda come quello delle ali è bianco. Specie
d'enorme interesse venatorio, il Colombaccio abitatore dei
querceti, si nutre di semi, insetti e vermi, bacche selvatiche,
cereali.
La coppia,
costruisce un nido di fogliame, rametti ed erbe in alberi
alti e la femmina vi depone 5-6 uova tra Marzo e fine Novembre;
la coppia può effettuare diverse covate. Esse sono incubate
per una ventina di giorni circa. I piccoli sono indipendenti
a circa 30 giorni. Come tutti i Columbidi, il Colombaccio
secerne dal gozzo una sostanza nutriente con cui alimenta
i piccoli, chiamata “latte
di piccione”.
Questi animali vivono in
stormi a volte numerosi, e spesso possono creare danni alle
coltivazioni attaccando in massa i campi di cereali e leguminose.
Spesso, soprattutto durante il passo estivo, condividono
i territori di pastura con altri Columbiformi come le Tortore
ed i Colombi selvatici. La specie, è diffusa in tutta l’Europa,
Asia, Africa. In Italia, è specie di passo e nidificante;
a volte stanziale.
nella
foto: Colombaccio (Columba palumbus)

Le
razze domestiche:
Molteplici sono le varietà
derivate da mutazioni oggi presenti grazie ad incroci per
mano dell’uomo; il Colombo grazie alle sue caratteristiche
morfologiche e genetiche si presta molto bene a codeste
“manipolazioni”. Il risultato è veramente sorprendente.
Possiamo dunque definire
sommariamente tre grosse branche principali in cui sono
distinti i vari ceppi morfologici ed esattamente:
-
Colombi da carne;
-
Colombi da competizione
(Colombi viaggiatori);
-
Colombi da esposizionefrica
-
Queste razze
sono a loro volta suddivise in due categorie ed esattamente
in:
Categoria
Italiani
e categoria Esteri.
Andrew M. Neillie in "Colombi
- Atlante delle razze" - Edagricole propone invece la seguente classificazione:
-
Colombi caruncolati, i colombi-gallina, da carne e da reddito;
- Colombi decorativi;
- Colombi colorati - Colombi nani;
- Colombi da competizione;
- Colombi italiani.
Entrando
nello specifico, osserveremo le principali e più significative
varietà.
ITALIANI:
Fattore, Fiorentino, Occhialone, Colombo-gallina Italico
(esistono anche le varietà Spagnolo, Romano ed Americano razza gigante); Reggiano, Piacenza, Romagnolo, Cravattato
Italiano,Torraiolo, Triganino, Sottobanca o Modenese.
ESTERI:
Bagadese, Altovolante, Allodola, Capitombolante, Capit.Danese,
Cappuccino, Carrier, Carneau, Ciuffolotto arcangelo, Ricciuto,
Damasco, Cravattato, Dragone, Elmato, Conchiglia Olandese,
Gozzuto, Flight, King, Lahore, Martham, Maltese, Lince polacco,
Montauban, Mondano, Mookee, Pica, Pavoncello, Polacco, Roller,
Tipper, Rondinella di Turingia, Rondone, Smerle, Tamburo,
Texano, Ungherese, Strasser.
Nella
foto: Lahore
nella
foto: Gozzuto
Vedremo,
senza pretesa alcuna di voler fare una guida sulle varie
razze, di entrare nel merito della descrizione sommaria
delle caratteristiche delle varie tipologie sopra evidenziate.
Sulle razze
Italiane, sopra descritte appaiono degni d'attenzione le
razze Fattore, Colombo-gallina, Reggiano, Triganino Modenese
e Piacentino. La motivazione che ci spinge a queste personali considerazioni,
risiede nel fatto che tutte queste razze sono accomunate
da caratteristiche morfologiche molto importanti quali la
tipicità, la relativa facilità d’allevamento, la rusticità
e la prolificità abbinata all’elevata capacità di allevare
la prole senza eccessive difficoltà; non ultima l’innata
capacità di modeste esigenze alimentari in termini di qualità
(difficoltà di reperimento di mangimi e pastoni specifici).
Sottobanca Modenese:
Ottimo soggetto
da carne (superato solo dalla razza Americana), ha una buona
capacità di cova e ottimo piumaggio; dei buoni soggetti
hanno “conchiglia” (ciuffo di piume inverso
dietro il capo) ben compatta e definita. I corpo massiccio
e ben piantato presenta piumaggio fitto con colorazione
che va dal marrone al marmorizzato bianco e nero (Magnanino).
Romagnolo mondano:
Colombo
da carne molto grosso al pari del precedente ha corpo e
tarsi e zampe ricoperti da piume. Può raggiungere il considerevole
peso di 1.200 grammi, il che ne fa uno dei più allevati
Colombi da reddito. Anche in questa razza il piumaggio ammesso
può essere di vari colori o pezzato.
Torraiolo:
Il più tipico
e conosciuto dei Colombi semi-selvatici. Il piumaggio iridescente
sul collo e sul gozzo, le bande nere sulle remiganti e sulla
coda, il grigio-blu delle penne dorsali e le zampe rosso-corallo
sono le caratteristiche tipiche di questa razza conosciuta
da tutti. Può essere a volte utilizzato per incroci con
Colombi da volo.
Occhialone Parmense:
Tipiche
di questa razza sono le abbondanti “caruncole”* oculari
molto spesse e di color vermiglio (* si definiscono così gli anelli perioftalmici semiverrucosi
o le escrescenze nasali caratteristici dei Colombi. - n.d.a).
L’occhialone
si presenta con coda abbastanza lunga, stazza regolare e
ottima attitudine al volo. Ottimo riproduttore, ha ali corte
e robuste. Anche questa razza presenta diverse colorazioni
del piumaggio.
Romano:
Conosciuto ed allevato sin da tempi remoti, quest'animale è il più
grosso di tutti i Colombi. Poco atto al volo a causa del
peso (può con facilità raggiungere i 1.300-1.400 grammi),
è poco socievole ma molto prolifico, spesso utilizzato per
incroci con altre varietà di Colombi-gallina alla quale
categoria appartiene come sopra specificato.
Le razze
estere, si differiscono per la molteplice varietà d'elementi
di diversificazioni tra razza e razza, oltre che per le
derivazioni di selezione derivanti maggiormente dalle specie
selvatiche indigene da tutto il Continente. Tenteremo di
descrivere le caratteristiche salienti delle razze più significative.
Fra le
molteplici razze, merita
sicuramente d’essere annoverata per la sua caratteristica
di capovolgersi in volo la capitombolante, che da questo strano
comportamento prende appunto la denominazione. Di questa
razza esistono una ventina circa di varietà di provenienza
Danese, Tedesca ed Anglosassone.
Le varietà
più conosciute sono:
Capitombolante Inglesi a faccia lunga;
Capitombolante Danese a faccia lunga;
Capitombolante di Hannover;
Capitombolante di Budapest;
Capitombolante di Praga;
Capitombolante di Colonia;
Capitombolante d'Amburgo.
Descrivere
tutte le caratteristiche di queste razze nello specifico,
è impresa ardua in quanto sono talmente tali e tante le
diversificazioni della morfologia del piumaggio e delle
colorazioni che occorrerebbe scrivere un trattato a sé.
Ci si limiterà dunque alla sommaria descrizione delle caratteristiche
comuni a questa razza.
Il
ceppo ha origini Asiatiche; hanno corporatura esile e sono
generalmente dei buoni volatori. Il piumaggio è generalmente
fitto e serico nelle parti inferiori, i tarsi possono essere
nudi o coperti di piume. Le femmine sono generalmente ottime
fattrici e alcune varietà effettuano diverse covate nell’anno
che portano quasi sempre a termine generando un buon numero
di pullus. Attualmente si stanno selezionando anche capitombolanti
da esposizione (questa razza com’è noto è inserita nella
categoria dei colombi da volo o da competizione). Fa eccezione
nella morfologia sopra descritta il Capitombolante Danese , che ha più
le caratteristiche di un’altra razza la Pica
così chiamata per la somiglianza con la Gazza (Pica pica). In effetti, il C. Danese è altresì definito col nome di Pica Danese per l’appunto.
nella
foto: Bavarese
Carrier:
Molto
singolare per via dell’ipertrofia caruncolare ottenuta dalle
varie selezioni. Ha stazza esile ed allungata, e sembra
derivi da razza Inglese da volo. Le zampe ed i tarsi sono
molto sviluppati; quasi da Galliforme. Sembrerebbe che alle
origini di un’altra razza molto apprezzata in passato, il
Dragone, vi sia il Carrier e il Gozzuto di Norwich. Il Carrier, ha ala stretta e lunga, una dimensione
di circa 42/45 centimetri, iride generalmente rossa che
risalta sull’abbondante caruncola oculare di colore generalmente
chiaro e becco seminascosto da quella nasale.
Cappuccino:
Un’altra
razza di Colombi veramente caratteristici per la forma del
piumaggio, che è caratterizzata dal “collare” di penne è
il cappuccino.
D'origini
Indiane, venne introdotto in Europa circa due secoli or
sono. Come i Cravattati o i Pavoncelli, gli Elmati
o i Ricciuti,
(della cui categoria dei primi tre fa parte),
anche in questa razza le elaborate evoluzioni del piumaggio
vengono modificate nel corso del periodo riproduttivo. Anche
nel Cappuccino, il colore del piumaggio, ma soprattutto
la foggia di esso (denominate Corona, catena, rosa etc.),
possono essere variegate e diverse.
nella
foto: Cappuccino tigrato
nella
foto: Cappuccino giallo
Colombo Linciato o Lince Polacca:
Colombo
da reddito originario della Galizia, questa razza presenta
forme tozze, ottima allevabilità, rusticità tipica. Specie
abbastanza prolifica ed ottimo riproduttore, ha ali tozze
e penne bordate sui margini. Esistono due o tre varietà
conosciute; Il suo peso può oscillare dai 500 agli 800 grammi
per una lunghezza di 42/45 centimetri. Coda e zampe corte
e tozze.
Colombi Rondoni e Rondinelle:
Le Rondinelle sono una razza
di provenienza Germanica ed è presente in otto o nove razze
le cui più apprezzate sono la Rondinella Sassone, la Rondinella nana (o di Slesia ), la Rondinella nana di Boemia, Rondinella di Turingia.
Di
corporature esile e minuta, le Rondinelle
si differiscono fra le varietà sopra elencate, dalla forma
del piumaggio e dalla presenza degli elementi caratterizzanti
della razza quale, la corona di piume, la colorazione delle
remiganti o delle penne dei tarsi, la presenza o meno di
questi ultimi, o dalle macchie frontali colorate.
I
Rondoni, provengono da ceppi Mediorientali,
quali il Siriano
e l’Egiziano
che dal luogo di provenienza prendono il nome. Il primo
è ottimo volatore a differenza del secondo che presenta
piumaggio più serico e meno adatto al volo. Caratteristico
il collare chiaro su fondo scuro, la caratteristica di questa
razza come negli Apolidi da cui prende il nome, è quella
di avere zampe molto corte che rendono caratteristica l’andatura
a terra.
Colombo
Tamburo:
Colombo
da esposizione (categoria decorativi), questo Colombo Asiatico
deve il suo nome dal caratteristico verso acuto e forte
simili per l’appunto ad un tambureggiamento che emette grazie
alla possibilità di dilatare il gozzo. Animale di grande
indole, molto variabile nel piumaggio, ha i tarsi coperti
di penne. Non estremamente facile il suo allevamento, richiede
cure particolari soprattutto nel periodo riproduttivo e
la fase di accadimento della prole; spesso, nella stragrande
maggioranza dei casi, sono necessarie delle balie per nutrire
i piccoli.
Le varietà
più apprezzate, sono il Dresda,
il Bernburg, il Sassone, la Rondine.
Nella
foto: Tamburo Sassone
I
Columbiformi selvatici: Genere Columba e Streptopelia.
Abbiamo
sopra preso in considerazione, l’Ordine dei Columbiformi e specificatamente la sottofamiglia dei Columbini. In questa sottofamiglia,
il genere più numeroso in termini di specie, è il Columba; segue nell’ordine Patagioenas, ed il Ptlinopus. Segue il genere Streptopelia, il più conosciuto
a cui appartengono le Tortore. Infine (ma non l’ultimo)
il Macropygia, da cui sembrerebbe derivare il purtroppo estinto,
Colombo migratore (Ectopistes
migratorius).
Generi:
Columba:
Columba livia
Columba oenas
Columba guinea
Columba palumbus
Columba arquatrix
Columba leucomela
Columba pulchricollis.
nella foto:
Columba
guinea
Patagioenas:
Patagioenas speciosa
Patagioenas squamosa
Patagioenas fasciata
Patagioenas picazuro
Patagioenas maculosa
Patagioenas flavirostris
Patagioenas cayennensis
Patagioenas plumbea
Patagioenas subvinacea
Patagioenas nigrirostris
Patagioenas leucocephala
Streptopelia:
Streptopelia turtur
Streptopelia orientalis
Streptopelia decipiens
Streptopelia decaocto
Streptopelia semitorquata
Streptopelia vinacea
Streptopelia capicola
Streptopelia picturata
Streptopelia tranquebarica
nella
foto: Streptopelia
turtur
nella
foto: Streptopelia
decaocto
nella
foto: Streptopelia
senegalensis
nella
foto: Streptopelia
semitorquata
Nesoenas:
Nesoenas mayeri
Turacoena:
Turacoena manadensis
Macropygia:
Macropygia phasianella
Macropygia ruficeps
Turtur:
Turtur abyssinicus
Turtur tympanistria
Turtur
chalcospilos
Oena:
Oena
capensis
nella foto: Oena capensis
Chalcophaps:
Chalcophaps
indica
Phaps:
Phaps
chalcoptera
Phaps
elegans
Geophaps:
Geophaps
plumifera
Geophaps
lophotes
Geophaps
smithii
Petrophassa:
Petrophassa rufipennis
Geopelia:
Geopelia cuneata
Geopelia placida
Geopelia striata
Geopelia humeralis
Zenaida:
Zenaida aurita
Zenaida auriculata
Zenaida macroura
Zenaida galapagoensis
Zenaida meloda
Zenaida asiatica
nella
foto: Zenaida
macroura
nella
foto: Zenaida
asiatica
Leucosarcia:
Leucosarcia melanoleuca
Columbina:
Columbina talpacoti
Columbina passerinum
Columbina buckleyi
Columbina picui
Columbina cruziana
Columbina inca
Columbina squamata
nella
foto: Columbina
inca
nella
foto: Columbina
passerina
Claravis:
Claravis pretiosa
Metriopelia:
Metriopelia morenoi
Metriopelia ceciliae
Metiropelia aymara
Metriopelia melonoptera
Uropelia:
Uropelia campestris
Leptotila:
Leptotila rufaxilla
Leptotila verreauxii
Leptotila jamaicensis
nella foto:
Leptotila
verreauxi
Geotrygon:
Geotrygon montana
Geotrygon costaricensis
Caloenas:
Caloenas nicobarica
Otidiphaps:
Otidiphaps nobilis
Goura:
Goura victoria
Goura scheepmakeri
nella
foto: Colomba coronata (Goura victoria)
Treron:
Treron vernans
Treron olax
Treron curvirostra
Treron capellei
Treron phoenicoptera
Treron waalia
Treron calva
nella
foto: Treron
waalia
Ptilinopus:
Ptilinopus magnificus
Ptilinopus jambu
Ptilinopus superbus
Ptilinopus rivolus
Ptilinopus regina
Ptilinopus solomonensis
Ptilinopus luteovirensis
Ptilinopus viridis
Alectroenas:
Alectroenas
pulcherrima
Alectroenas
madagascarensis
Dacula:
Dacula bicolor
Dacula badia
Dacula mullerii
Dacula spilorrhoa
Hemiphaga:
Hemiphaga novaeselandiae
Lopholaimius:
Lopholaimius anctarticus

Alcuni brevi
cenni sui Columbiformi selvatici:
Proveremo
a dare alcuni cenni sulle caratteristiche e sulle abitudini
in generale di questi antichi, quanto eclettici uccelli.
Le loro abitudini, seppur variando da specie a specie, ci
riconducono ad un filo logico comune che rappresenteremo
schematicamente:
Abitudini
:
Indole generalmente
molto timida e paurosa; possono essere molto sospettosi
in presenza dell’uomo. Hanno sensi molto acuti, ottima vista,
grande resistenza agli sbalzi termici. Hanno generalmente
volo agile e potente; sono migratori instancabili.
Vivono a
coppie, molto più raramente singoli individui abitano un
territorio; durante le migrazioni possono riunirsi in branchi
numerosi. Vagano sul terreno alla ricerca di cibo e di solito
scelgono territori di pastura ove vi sia abbondanza d’acqua.
Di notte non sono attivi. Possono occupare lo stesso territorio
anche se appartenenti a specie diverse, purché vi sia abbondanza
di cibo. D’indole docile e socievole, difficilmente aggrediscono
i rivali durante i corteggiamenti o in difesa del territorio.
Alimentazione
:
Quasi tutti
i Columbiformi
allo stato selvatico si nutrono di ciò che riescono a reperire
in base alla stagione: Semi, vegetali, piante coltivate,
bacche, foglie tenere e granaglie; ogni tanto piccoli molluschi
come chiocciole e larve che trovano razzolando sul terreno.
Possono causare danni enormi alle coltivazioni e per questo
motivo sono spesso perseguitati dall’uomo. Alcune specie
comuni come la Tortora
Africana ed il Colombaccio, sono oggetto di caccia
durante la migrazione che da noi coincide con la fine dell’estate.
Riproduzione
:
Abitatori
dei luoghi caldi, questi animali generalmente sono monogami
salvo qualche eccezione. La stagione riproduttiva coincide
grossomodo tra fine Aprile e Luglio; Spesso i maschi si
esibiscono in parate nuziali facendo “la ruota” come piccoli
tacchini sul terreno o sugli alti rami degli alberi. Spesso
recano doni nel becco alla femmina che li utilizza per costruire
il nido insieme al maschio. In molte specie, esso è lo stesso
dell’anno precedente che viene riutilizzato. In alcuni casi
sfruttano quello di altri uccelli.
Di norma
i Columbiformi
depongono dalle due alle quattro uova; in qualche specie
ne viene deposto solo uno. Vi possono essere diverse covate
o una sola. In quasi tutte le specie monogame sono entrambi
i sessi a covare le uova; così pure entrambi si occupano
delle cure parentali alla prole inetta. Come detto precedentemente,
molte specie di Columbiformi secernono il cosiddetto “latte di piccione”, un misto
di epitelio sfaldato delle pareti interne del gozzo e di secreto caseoso.
Distribuzione
ed habitat:
Generalmente
abita le foreste sia d’alto fusto che cespugliose. Alcune
amano gli spazi aperti costeggiati da vegetazione. Alcune
specie sono presenti lungo le coste. Le altitudini di presenza
variano dai 500 ai 1.500 metri di quota.
Quasi tutte
le specie sono migratrici, e sono distribuite alle zone
di nidificazione in Europa, In Asia occidentale, Africa
settentrionale, tropicale e sub-tropicale. Presenti anche
in Nuova Guinea, India, Messico Nuova Zelanda.
Curiosità:
Attorno
a questi volatili nel corso dei secoli, sono nate delle
usanze legate a tradizioni antichissime; a volte cruente,
a volte diametralmente opposte: quasi una sublimazione delle
caratteristiche peculiari di questa specie.
E’ il caso
ad esempio, del celeberrimo Palio dei Colombi che si svolge in
una ridente cittadina Umbra nel periodo estivo: Amelia, in provincia di Terni.
Si tratta
di una giostra equestre molto caratteristica dove, al termine
di una gara di velocità fra i componenti di cinque contrade,
un balestriere abbinato alla contrada, lancia il suo dardo
in direzione di un bersaglio collegato ad una colombaia.
Se il bersaglio viene centrato, il meccanismo fa scattare
un congegno che apre la porticina della colombaia, liberando
gli uccelli. La vittoria viene assegnata alla contrada che
racimola più punti. Anticamente, i balestrieri miravano
direttamente all’uccello che veniva liberato, ma tale pratica,
ritenuta fortunatamente immorale, venne abolita e sostituita
con la gara così come descritto.
Persino nel 1940 durante
la guerra, l’Esercito Italiano disponeva di postazioni fisse
di colombaie da messaggio. I colombi impiegati erano circa
diecimila, ed esisteva una fitta rete di tali postazioni
curate dal Genio, che erano circa una quarantina, come si
evince da documenti storici dell’epoca. Alcune di tali postazioni
erano fisse, altre mobili. Personale specializzato si occupava
di effettuare gli esperimenti sugli uccelli che consistevano
nel valutare la trasmissione dei messaggi e quindi il comportamento
dei volatili in condizioni estreme (pioggia, nebbia etc.)
Sembrerebbe che i risultati furono ottimi, al pari delle
nascenti comunicazioni via etere o telegrafo.
Nel
nostro Paese, la colombicoltura iniziò a divenire un passatempo
popolare e non (anche la nobiltà si dilettava di tale hobby)
attorno alla fine del 1600; tuttavia solo intorno al 1800,
si iniziò la vera selezione che precedentemente era rimasta
limitata a pochissime razze allevate. Fu solo grazie alle
opera di Darwin, che si tracciarono le basi della moderna
colombofilia. Nel frattempo questo fenomeno prendeva piede
in tutta l’Europa e dall’estero cominciavano ad essere importate
altre razze molto utilizzate per gli incroci.
A
Sulmona,
esiste una tradizione caratteristica legata alla Pasqua.
Nella piazza principale si portano in processione delle
persone, che raffigurano i Santi Giovanni
e Pietro.
Essi annunciano alla Madonna,
la Resurrezione del Cristo.
Una donna dalle nere vesti che raffigura Maria,
si lancia verso il Figlio risorto, ed al culmine dell’abbraccio,
vengono liberati decine di colombi, in un crescendo di applausi.
Vengono tratti degli auspici, a seguito del volo degli uccelli
da parte dei Sulmonesi,
sul prossimo futuro della città stessa e dei suoi abitanti.
Anche il Friuli,
terra di tradizioni per antonomasia, è solita festeggiare
l’Epifania
in un suo Comune in modo veramente singolare e simbolico.
A Tarcento infatti, è abitudine,
a seguire da altre caratteristiche usanze come il grande
falò o l’auspicio del Venerabile, un volo augurale di colombi ai quali sono stati
legati messaggi di pace scritti dai bimbi.
Persino nel celebre carnevale
di Bahia,
non poteva mancare al culmine della festa, la liberazione
di uno stuolo innumerevole di bianche colombe…
Falco di palude
Bibliografia
consultata:
-
Pelicella - Tortore e Colombi -Edagricole
-
Andrew M. Neillie - Colombi - Atlante delle razze – Edagricole
- Bezzel
- Uccelli - Rapaci diurni, galliformi, columbiformi, rapaci
notturni, picchi ed altri - Zanichelli.
Materiale
fotografico:
Il materiale fotografico è stato cortesemente concesso
da:
Fernando Cerra e Ben Van Den Broek
Inoltre
si ringrazia il sito:
www.capuchine.com
Memento audere semper.
(Gabriele
D'Annunzio)
© Falco di palude - Avifauna
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