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Dott. Fernando Spina
Direttore di Ricerca Istituto
Naz.le Fauna SelvaticaOzzano Emilia (Bo)
Al
Dott.
Alessandro Andreotti RicercatoreIstituto
Naz.le Fauna Selvatica
Ozzano
Emilia (Bo)
Oggetto:
TG2 ore 13.00 dell'8 dicembre 2005 e News del CFS del 9 dicembre
2005.
Egr.
Dott. Femando Spina
Le scrive Sebastiano
Paterno, ornitofìlo pubblicista - Presidente del Club Amatori
AvifaunaAutoctona
- Onius con sede in Paterno - Catania - Corso del Popolo, 9.
Ho
avuto il piacere di conoscerLa ed apprezzarLa nel Convegno di
Ornitologia svoltosi, tempo addietro,
a Pantelleria. Altrettanto
piacere ho avuto nell' ascoltare il Dott.Andreotti, nel novembre
scorso, al Work-shop
svoltasi presso la sede della Ripartizione Faunistico-venatoria
ed ambientale di Catania.
Il
motivo di questa lettera:- la redazione del
TG2 delle ore 13.00 del giorno 8 dicembre u.s. ha mandato in
onda, in fascia oraria
di massimo ascolto, un servizio riguardante "Cardellini
e Fringuelli";- lo stesso servizio
trattava ed informava di tali uccelli come "geneticamente
modificati in laboratorio",
di "nuovi colori", di "lunghi incroci",
"di sostanze ormonali vietate", di "commercio
di
uccelli";
il giorno successivo, ricevevo, fra le News inviate dal Corpo
Forestale dello Stato, il comunicato che alla presente
viene allegato; nel comunicato,
come continuando il servizio televisivo del giorno precedente,
si parla di uccellini particolari,
frutto d'incroci e manipolazioni genetiche", incroci "effettuati
anche con il cardellino brasiliano
(?), che è ormai praticamente estinto " laddove "
si era arrivati persino a far nascere un esemplare
albino", dal "cardellino (cardaellus cardaellus) (?)".-
non desidero entrare assolutamente in merito a questioni commerciali,
fiscali, finanziarie,sanitarie, per le quali
le autorità competenti faranno le loro giuste valutazioni;
mi preme invece attenzionare la grave situazione creatasi a
seguito dei servizi in oggetto per latotale disinformazione
scientifica e genetica fornita, in special modo dopo lo svolgimento
del
Convegno d'Acireale, organizzato dall' Organismo da me presieduto,
nel giugno scorso, presenti Dirigenti
della Ripartizione Faunistico-venatoria ed ambientale di Catania
e dell'Assessorato Agricoltura
e Foreste di Palermo, che aveva per tema proprio la domesticità
di tali uccelli, convideoproiezione
di specie domestiche (in tutte le mutazioni comparse);-
che devo fornire risposta alle innumerevoli e pressanti domande
ed ai numerosi quesiti che pervengono all'indirizzo
del sottoscritto, circa la legalità ed il possesso di numerosi
esemplari simili
a quelli video ripresi nel servizio televisivo "de quo",
e comunemente ormai presenti, dopo anni di
facile selezione artificiale nei numerosi allevamenti amatoriali
domestici; premesso quanto sopra, desidero che Lei
si esprima in merito:-
se è vero che oltre ad essere presenti e libere sul territorio
nazionale, oltreché europeo, specie appartenenti all'avifauna
autoctona quali Cardellini, Fringuelli, Verdoni, Fanelli, Verzellini,
Merli,Tordi, Storni, ecc.,
le stesse specie, sono e possono anche essere presenti, sempre
a fenotipo ancestrale,
in allevamenti domestici (autorizzati), regolarmente anellati
alla nascita e quindi
legalmente possedute ed allevate? se è vero che gli
stessi uccelli (e non solo) possono essere soggetti, in natura
come in domesticità a mutazioni geniche che
modifichino l'aspetto esteriore fenotipico e trasmissibile genotipico?
e se è quindi vero che esistono, e se è altrettanto vero che
queste mutazioni, una volta presentatisi ,possono
essere trasmissibili, generazione dopo generazione, secondo
comunissime leggi
mendeliane; e se ne è vietata la riproduzione e l'allevamento
dovendosi assimilare a comuni canarini;
se tutto questo è vero come, in effetti, è vero; non bastava
al giornalista del TG2, prima di dare una totale disinformazione
scientifica e genetica, ricordarsi che anche in una comunissima
piazza,fra centinaia di colombi,
si possono osservare, soggetti dei più svariati colori fra i
quali facilmente individuabili mutati
"bruni", "agata", oltre che ancestrali ed
anche bianchi depigmentati (ad occhionero)
o "perfino albini" (ad occhio rosso), non dopati e
ne geneticamente modificati in laboratorio? se questo avviene
nei colombi, unico esempio portato fra le centinaia possibili,
ed in qualunque comunissima piazza
di città, perché si è tanto meravigliato di comunissimi cardellini
domestici,
mutati, regolarmente anellati, fornendo una notizia inesatta
e sensazionale da far preoccupare tanti comuni allevatori di
specie similari?
certamente
il giornalista non ricordava:-
il Cap. 1 ° de "L'Origine delle Specie" - ed. 1859
- di Charles Darwin dove il grande osservatore, che tanto
ha rivoluzionato il Pensiero scientifico moderno con la Teoria
dell 'Evoluzione, si sentiva onorato di essere "stato ammesso
a due dei loro club" (allevatori di colombi)
che gli permisero di perfezionare e formulare quella Teoria
stessa che si vorrebbe, con
quel tipo d'informazione, disconoscere;le
tre Leggi di Mendel sulla trasmissione dei caratteri.
Le
chiedo pertanto, in momenti di grave crisi del settore avicolo
a seguito di martellanti
informazioni ora sopite, di esprimersi in merito, affinchè anche
l'allevamento amatoriale ed ornamentale
non abbia a soffrire per inesattezze scientifiche e genetiche.
Le
chiedo ancora di essere autorizzato a divulgare la presente
ai soci ed ai simpatizzanti
dell'Organismo che rappresento.
Certo
della Sua, invio i miei più cordiali saluti ed Auguri.
Paterno,
16 dicembre 2005
Dott.
Sebastiano Paterno
ISTITUTO
NAZIONALE PER LA FAUNA SELVATICA "ALESSANDRO GHIGI
DA CITARE NELLA RISPOSTA-
Prol.10242/T-A39 Ozzano Emilia. 28/12/2005
Rir. lett
OGGETTO; Sequestro
di cardellini importati, illegalmente dal Belgio in Italia
Responsabile dell'istruttoria
Dott. Alessandro Andreottì.
In
riferimento alla Sua cortese lettera del 16.12.05 relativa all'argomento
in oggettoe facendo
seguito ai successivi contatti intercorsi per le vie brevi, si
comunica quantosegue.
Dalla lettura
del comunicato stampa del Corpo Forestale dello Stato si evince
che il sequestro
di cardellini [Carduelis carduelis) a cui Lei fa riferimento
è stato motivatodall'assenza
di "documentazione sanitaria, fìscale e di provenienza":
il fatto stesso chegli animali
venissero trasportati in modo occulto lascia intendere che l'importazione sia avvenuta
in palese violazione della normativa vigente.
Si
deve dunque ritenere che si trattasse
di un vero e proprio commercio illegittimo.La circostanza
che gli uccelli in questione avessero piumaggi particolari dovuti
adIncroci
o mutazioni genetiche appare ìnsufficiente rispetto alle motivazioni
che hanno indotto
l'Autorità giudiziaria ad intervenire; nel comunicato stampa
tale particolare sembra
esser stato inserito solo per porre l'accento sul valore commerciale
degli animali
sequestrati. Alla luce
di quanto sopra esposto, non si ritiene vi sia motivo di
allarme da parte di quanti
detengono e allevano, rispettando
le norme, uccelli appartenenti a specie selvatiche,
ivi compresi soggetti ibridi o mutati.In proposito
lo scrivente Istituto si è espresso in diverse occasioni circal'opportunità
che le stesse regole previste per gli individui con fenotipo
'selvatico'vengano
applicate anche nel caso di soggetti con colorazioni atipiche.
frutto dimutazioni
genetiche o di incroci. Ciò in relazione ad una serie di considerazioni
dicarattere
tecnico che tengono conto anche del quadro normativo esistente
In particolare,
per applicare correttamente le leggi e per tutelare gli stessi
allevatori onesti, la detenzìone e il commercio di Individui
ibridi o mutati (purché riconducibili a specie selvatiche presenti
allo stato naturale in Europa) dovrebbero essere permessi, a
giudizio di questo Istituto, solamente a condizione che ogni
individuo sia accompagnato
da idonea documentazione attestante la lecita provenienza e
siainanellato
con anello inamovibile intero privo di fenditura e di diametro
adeguato.
Restando
a disposizione per fornire eventuali ulteriori chiarimenti,
s'inviano distinti saluti
IL DIRETTORE GENERALE [Dott.
Silvano Toso)
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