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UMANITA’, ANIMALITA’, BESTIALITA’
In questi ultimi periodi, i mass media hanno
ricominciato a martellare informazioni sull’influenza aviaria.
Cattive notizie. Speriamo bene!
I videogiornali ci
propinano immagini di gente che rincorre oche starnazzanti e galline
non molto difficili da acchiappare.
Quante galline, tacchini, oche, sembrano proprio
disorientate e non riescono a capire cosa stia loro succedendo.
Che le oche abbiano fama popolare di stupidità
è cosa risaputa (Lorenz, che con le
oche ha rimediato un Nobel, si
starà rivoltando nella tomba) ma in quella loro presunta stupidità
non stanno proprio comprendendo questa nuova bestialità che si
sta accanendo contro di loro.
Vero è che prima o poi
dovevano finire in pentola.
Ci sono però tanti altri modi d’agire per un’umanità
pensante, nei riguardi di un’animalità innocente, contro atti
di una bestialità prorompente. Stiamo assistendo e vedendo atti
fra i più orrendi. In assoluto silenzio!
Si è iniziato a trattare, nei nostri siti di
“Diritti degli Animali”. Stanno ancora decidendo sulla primigenia
dell’idea; senza riflettere se l’attuale momento meritava, nella
delicata fase che stiamo attraversando, una maggiore
attenzione circa l’utilità che ne poteva venire o il danno che
ne poteva scaturire. Un vecchio detto siciliano recita: ”piegati
jungo che passa la piena”.
Perché poi degli “animali”
e non degli “uccelli”. A noi interessano solo e soltanto gli uccelli.
Cani & gatti ci confonderanno le idee. Magari, pigiando quel
bottone, verranno fuori tante notizie utili per un corretto mantenimento
dei tanti animali da compagnia. L’attenzione vera, in siti ornitologici,
deve essere indirizzata ai nostri beneamati uccelli. Altrimenti
si perde del tempo prezioso e si genera confusione. L’allevatore
invece di essere aiutato viene frastornato
dai tanti diritti degli uccelli, si allarma. Si sente non tutelato,
mentre constata sempre più una maggiore
tutela degli uccelli che alleva. Quanti riguardi, quanti accorgimenti!
Ci stiamo dissanguando a fornire il meglio. Eppure senti le lamentele dei contenitori ridotti nei trasporti
da e per le mostre, degli uccelli temporaneamente in maggior numero
nelle mostre scambio, come se quelle provvisorietà dovessero durare
un’eternità.
Quanti diritti. Quanti obblighi consigliati.
Quei bottoni invece di aiutare stanno allarmando.
Una gabbia che dimensioni deve
avere e quanti uccelli deve contenere?
Accettando i consigli (vado a memoria) dell’INFS
(Istituto Nazionale Fauna Selvatica) un uccello va mantenuto in
una gabbia consona e tale da permettere la completa estensione
dell’ala e della zampa nella classica posa di stiracchiamento.
Ma all’INFS sono Ricercatori e Studiosi,
forse vi sarà anche qualche allevatore; il grande Chigi,
lo fu senz’altro.
I veri allevatori siamo noi.
Dovremmo essere noi stessi a fissare le nostre
regole, conoscendo benissimo il problema. Non desideriamo che
altri lo faccia per noi. Gli estensori
di norme prima chiedano consigli a chi il problema lo conosce
a fondo.
La vita va rispettata. Gli uccelli hanno
i loro diritti, vantano le loro priorità di spazio, di
coppia, di cibo, di cura. Sacrosanto!
Lo stesso principio vale per le stupide oche,
per i polli, per i tacchini.
Dovrebbe valere: mala tempora
currunt.
Tutti tacciono. Solo il Prof.
Francesco Saverio Dalba ha tuonato.
A torto o a ragione?
Ho sempre davanti l’immagine di quell’anatroccolo
col marziano verde. Commovente
.
Quelle esecuzioni di massa sono educative? In
questi casi, diritti ve ne sono o dobbiamo tacere?
Sono mesi che vediamo scene orrende.Polli presi
in malo modo per un’ala, chiusi in sacchi di plastica ancora vivi,
sbattuti sui camion, calpestati da bulldozer e ricoperti di terra
se non addirittura bruciati (vivi) o sotterrati (vivi). Quanta commovente animalità in quei sacchi in movimento; quanta cruda
bestialità. Perpetrata
da un’umanità totalmente sorda. Mai un seppur
piccolo commento a loro favore.
Altro che diritti! Altro che convegni sull’etica
nell’allevare!
Un altro mondo, fino ad ora un terzo mondo.
Ma adesso tocca alla
Turchia, con un piede nel nostro mondo.
Guardo i miei uccelli e mi preoccupo.
Vado subito a premere quel bottone; voglio leggere
e sperare che qualcuno abbia la mia stessa sensibilità!
Peccato! Resto ancora solo!
Sebastiano Paternò
Gennaio 2006
Licenziato per:
www.avifaunafree.com
Conversazioni Ornitologiche (Periodico del Club
Amatori Avifauna Autoctona – Onlus)
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