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Chiudevo un mio precedente intervento dicendomi
preoccupato (nel guardare i miei uccelli).
Preoccupato, non allarmato.
Con quel mio scritto (Umanità, animalità, bestialità
– gennaio 2006) mi fermavo alla Turchia, ultimo paese visitato
dai vettori dell’H5N1.
I vettori erano ancora spennacchiati polli o
altri pennuti di “bassa lega”.
Mi tengo costantemente in contatto col mondo
intero ed informato dei tragitti del virus.
Nel nostro caso, prima ancora di conoscere la
notizia in prima persona, un amico del “villaggio globale”
mi informava che “appresso
porta” avevo il virus dell’aviaria. Era arrivato in
Sicilia!
Mi chiedo quale benedetto spennacchiato uccello
sarà stato infettato da quel maledetto parassita obbligato
endocellulare?
Un volgare Gabbiano? Un Corvo? Una Gazza ladra?
In quale posto vicino casa mia?
Nei pressi di Taormina e di Mascali
c’erano dei Cigni in difficoltà!
Cigni?? Cigni reali selvatici?? Cignus olor??
Oh! Proprio i Cigni no! Così regali, cosi magnifici,
così eleganti!
Ma quei posti menzionati li conosco
meglio delle mie tasche. A Fondachello
di Mascali passo i mesi estivi (da pendolare,
benedetti uccelli!). Prima erano trenta case, di pescatori tutti
imparentati. Ora, centinaia di seconde case e alberghi, hanno
distrutto i limoneti, i giganteschi pioppi, i colossali
bagolari.
Provo ad immaginare dove i Cigni hanno sostato.
Due zone umide di gran pregio, sono rimasti indenni
e non aggrediti (ancora per poco – una strada a doppia corsia
si ferma in tronco presso “La
Gurna”, un grande
canneto con ampi specchi d’acqua di notevole interesse naturalistico
e un paio di chilometri più avanti “La Riserva orientata del fiume Fiumefreddo” coi papiri e molte altre preziosità botaniche
oltrechè ornitiche; anche pappagalli.
Anni addietro, un amico contadino del luogo mi fece assistere
all’assalto giornaliero di una colonia di una ventina di
Parrocchetti dal collare, verso una piantagione di granturco quasi
maturo.
Di Cigni se n’avvistavano altri a Calatabiano,
nelle vicinanze, ed altri ancora sempre in Sicilia orientale.
Quanti Cigni! Tanti sono già volati in Nigeria
e nel Ciad (al ripasso saranno guai – speriamo di no).
Qualcuno è morto, infettato dal virus, senza
cantare! Gli altri stanno bene! Guardati a vista! Sempre superbi,
eleganti, dignitosi.
Ai primi di dicembre in una riunione voluta dalla
Ripartizione di Catania, i veterinari della
ASL furono chiari e precisi: la preoccupazione maggiore
veniva da anatidi e limicoli
e così è stato ma
l’apparato sanitario
s’è mosso in totale e piena efficienza. Il ministro Storace l’indomani
era a Giarre.
L’amico Franco Lino che toccò uno dei Cigni ricoverati
e che s’accorse per primo che qualcosa non andava per il giusto
verso (era presente alla riunione di cui sopra), dopo le prime
preoccupazioni, ora è più tranquillo. I cinque giorni d’incubazione
del virus sono passati.
Quanta differenza a vederli da morti! Dal piumaggio
sembravano giovani al primo inverno! Sfortunati!
Quel collo penzoloni e senza vita sembrava ancora
più lungo. Quel corpo inerme non era più regale, aveva perduto
l’eleganza e la maestosità; mostrava soltanto la miseria della
morte.
Tutti i nostri quotidiani riportano ancora oggi,
con dovizia di particolari gli spostamenti ma anche le leggende,
i miti e le favole su questa fantastica specie.
Proprio ai Cigni doveva toccare il disonore di
portare il virus dell’aviaria!
Gli antichi greci raffigurarono nientemeno
Zeus prendere le sembianze del cigno per sedurre Leda, e Leonardo
da Vinci volle raffigurarli
Anche Andersen
nel Brutto Anatroccolo, impiantò la storia del diverso che si
sentiva brutto
(era una favola perché i cigni alla nascita sono
belli quanto gli anatroccoli), prima di diventare un magnifico
cigno.
O nel lago dei cigni di Ciaikovskij dove
la principessa Odette fu trasformata
in cigno
Tutte storie, favole, musica.
I cigni reali (nel senso di veri) però hanno
iniziato a morire e l’ignoranza lcomincia a bastonare.
A San Cataldo (Caltanissetta),
a un pacifico cigno in uno specchio cittadino è stato dato
dell’untore e ucciso a bastonate!
Aiutamoli! Vivere è
un loro sacrosanto diritto!
Sebastiano Paternò
Febbraio 2006
Licenziato per :
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- Conversazioni Ornitologiche (Periodico del
Club Amatori Avifauna Autoctona – Onlus)
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