femmina corona intensa (Tellaroli)

femmina corona variegata brinata

 

femmina corona variegata brinata

 

stanza allevamento

stanza muta estiva

 

 

 

All’ombra delle due Torri dette degli Asinelli, nelle immediate vicinanze di Bologna,si allevano glosters di ottima fattura, vincitori di numerose esposizioni specialistiche. Li allevano con amore e competenza, in una partnership, due amici di vecchia data, Pietro Tellaroli e Maurizio Roncarati.

Li ho conosciuti circa quattro anni fa, e da allora nonostante la distanza ci siamo visti diverse volte, sempre in allevamento ad ammirare e discutere di Glosters. Devo dire che la qualità dei canarini di Pietro e Mau è veramente alta , con piumaggi eccezionali, ottime corone e buon equilibrio generale.

 

Quando proposi loro una intervista per Avifauna, la risposta fu subito entusiasta e concordammo giorno e ora del misfatto.

L’allevamento dei nostri amici è ubicato nel cortile di casa di Maurizio, in S.Pietro in Casale, un paesino a pochi km da Bologna.

 

Come sempre, vengo accolto con estremo calore e amicizia, e mentre li saluto, penso che il rapporto umano che poi si trasforma in duratura  salda e disinteressata amicizia è uno degli aspetti più importanti del fare orticoltura.

Una volta dentro, non posso non ammirare la bravura e la competenza di PieMa, che hanno saputo produrre uccelli eccezionali, sicuramente a livello dei maestri inglesi.

Ci accomodiamo e, acceso il registratore, iniziamo l’intervista.

 

 

1) Le prime esperienze con il gloster per Pietro Tellaroli

Il mio primo incontro con un gloster avvenne quando ero poco più di un bambino, nel 1982, in un negozio specializzato di Bologna. Già da un paio d’anni allevavo canarini sassoni di colore ma non ero completamente soddisfatto. Fui subito impressionato dal ciuffo che non avevo mai visto sul capo di nessun altro volatile e dalle forme molto più rotonde rispetto ad altri soggetti, così decisi di acquistarne una coppia per tentarne la riproduzione.

 

2) Stessa domanda a Maurizio Roncarati

Fin da bambino ho frequentato alcuni vecchi allevatori e commercianti del mio paese che avevano a disposizione grandi numeri di uccelli di svariate razze. Ogni anno provavo ad allevarne una diversa fino a quando non mi sono imbattuto nei gloster, che da quel momento (1981) hanno monopolizzato le  mie gabbie.

 

3) Cosa vi ha spinto ad unire le forze?

Maurizio era il mio quasi unico e miglior “cliente”, ma nel tempo si è trasformato in amico sincero anche al di fuori del nostro hobby, così decidemmo di comune accordo di unire gli allevamenti. Siamo entrambi convinti che in ogni settore sia molto difficile fare funzionare le partnerships ed ancora più difficile farle durare nel tempo, particolarmente nell’ornitologia, ambito in cui le gelosie e la permalosità sono all’ordine del giorno; perciò ci scambiamo continuamente idee e suggerimenti, talvolta anche in modo vivace, ma ognuno ha i propri compiti da assolvere.

 

4) Oltre ad unire i ceppi, da chi avete fatto acquisti importanti?

Preferiamo non parlare di allevatori “in attività” perciò diremo che Mr. Harry Marriott (purtroppo deceduto nel 1991), fu il primo nel 1985 a cederci dei soggetti veramente validi per quei tempi. Era pioniere nell’allevamento ed un vero gentleman inglese di vecchio stampo, dotato di grande carisma, parlava chiaro e non rincorreva il denaro.

 

5) La vostra Birdroom , la conduzione e la tecnica di allevamento.

Disponiamo  di tre  birdrooms. Una per il periodo di cova con luce artificiale e riscaldamento, e due per la muta che ne sono sprovviste, tutte sono situate all’aperto. Siamo contrari all’uso smodato di medicinali e vitaminici. Crediamo infatti che si possa intervenire SOLO sui soggetti ammalati e/o bisognosi e non a pioggia. Infatti l’utilizzo casuale di sostanze chimiche può provocare effetti indesiderati a breve ma specialmente a lungo termine. In inverno tutti i soggetti vengono lasciati liberi in voliere da 120 cm. di lunghezza, suddivisi per sesso fino ai primi di febbraio. A questo punto i maschi vengono isolati e messi in singole gabbie da cova nella birdroom 1. Le femmine li raggiungono solitamente all’inizio di marzo per avere le prime uova verso la metà/fine dello stesso mese. Per quanto riguarda l’alimentazione utilizziamo metodi piuttosto spartani: somministriamo un misto molto chiaro, allungato con scagliola, grit. D’inverno, saltuariamente qualche cucchiaio di semi condizionati in più per mantenere il grasso di protezione. Durante il periodo dell’allevamento aggiungiamo alla dieta un pastone secco (Cedè) mescolato a semi bolliti, mai verdura e/o frutta che invece proponiamo (sempre saltuariamente) a tutti i giovani svezzati durante la muta delle penne.

 

 

 

6) La vostra tecnica di selezione verso quale varietà e orientata?

Avete due linee selettive separate?

La nostra selezione non è orientata verso alcuna varietà di colore in particolare ma cerchiamo semplicemente di accoppiare tra loro i soggetti che ci paiono più idonei indipendentemente dalla loro colorazione. Poi è chiaro che la varietà con la quale solitamente otteniamo i migliori risultati espositivi è quella dei variegati.

Per  quanto riguarda le linee selettive la risposta è ovviamente si, anche più di due.

 

7) In base a quali caratteristiche sia nei corona che nei consort, selezionate i vostri soggetti ?

Per la nostra esperienza esistono tre criteri fondamentali che cerchiamo di adottare sempre per effettuare una buona selezione: il primo e più importante è lo STATO DI SALUTE senza il quale l’allevamento non ha basi solide per potere crescere. E’ inutile puntare su soggetti (anche se bellissimi campioni) non in pieno vigore fisico o peggio con tare ereditarie… le tramanderebbero alla loro prole con effetti negativi. Meglio soggetti discreti ma in perfetta forma fisica e/o provenienti da allevamenti dove sono presenti anche soggetti vecchi in buone condizioni.

LA CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE, cioè le loro forme. Cerchiamo di assortire le coppie cercando di compensare i difetti di un soggetto con i pregi dell’altro.

IL PEDIGREE. Controlliamo i nostri libri per trovare il modo di accoppiare consanguinei tra loro. Non applichiamo mai però consanguineità stretta come padre/figlia – madre/figlio – sorella/fratello perché riteniamo che sia una “forzatura” e come tutte le forzature implica un alto rischio genetico che può andare ad inficiare tutti gli sforzi di cui al primo punto.

 

8) Per quella che è la vostra esperienza, si può prescindere dall’uso degli intensi a piuma dura o si può andare avanti accoppiando sempre brinati tra loro seppure  di ottimo piumaggio e buon lipocromo ?

Pensiamo che non si possa fare a meno di un discreto numero di intensi in allevamento. E’ vero che per anni, se VERAMENTE si dispone di un ottimo piumaggio almeno nel 90% dei soggetti brinati, si può mantenere il lipocromo a livelli di tutto rispetto ma presto o tardi l’utilizzo della penna corta e dura si rende necessario.

 

9) 11 cm.?

Facciamo una premessa: siamo dell’opinione che ogni allevatore abbia nella propria mente il suo gloster ideale, quello che piace a lui, perciò se Tizio predilige la taglia forte o Caio la extra small, personalmente lo troviamo assolutamente normale.

Se invece parliamo di parametri di giudizio sappiamo che l’argomento taglia del gloster è da sempre la voce più dibattuta insieme al piumaggio. Noi crediamo che i fatidici 11 cm. vogliano essere solo un riferimento numerico e non un obiettivo reale. Crediamo invece che il vero obiettivo sia generare soggetti il più corti possibile ma conservando contemporaneamente le altre peculiari caratteristiche del nostro amato uccellino: rotondità, proporzione nelle forme e qualità del piumaggio.

Mi spiego meglio: chiunque allevi il nostro canarino da anni sa bene che è assolutamente impossibile creare un ceppo di soggetti (di buona qualità) di 11 cm di lunghezza. Perciò questo dato numerico (gli 11 cm.) viene da noi interpretato come un invito a non scordare mai la taglia nell’assortire le proprie coppie.

 

10)La vostra vittoria più importante ?

Se parliamo di eventi/mostre, probabilmente sono le due volte che abbiamo vinto il "Best Canary in Show"  alla mostra specialistica di Bologna in quanto riportate nei confronti di tutti i soggetti e di ogni razza esposta; se invece parliamo di “vittoria” come traguardo senza dubbio la nostra soddisfazione più grande è la speranza di avere dato il nostro contributo a migliorare la razza in questi ultimi anni.

 

 

11) Perché finora solo mostre di tipo inglese?

Questa è veramente una bella domanda !

Ci piace rispondere così:

entrambi quando ci avvicinammo alla razza notammo subito ed in maniera lampante che esistevano due tipi molto diversi tra loro di canarino gloster:

1)quello che era più in voga e che esaltava le forme esasperate, le grosse teste simil-Norwich, lunghi ciuffi simil-Crest, piumaggi lunghi e spenti con taglie abbondanti ma che inspiegabilmente (a nostro avviso..) dettava legge alle mostre con giudizio a scala punti;

2) quello meno diffuso e che vinceva SOLAMENTE alle pochissime mostre specialistiche allora poste in essere che già avevano luogo con giudizio a confronto con giudice inglese e che valorizzava taglia, piumaggio e forma.

 

Bene, a noi sono sempre piaciuti i secondi !!

 

Abbiamo notato con grandissima soddisfazione che negli ultimi anni la tendenza si è decisamente invertita e che in particolare in occasione dell’ultimo campionato Italiano di Udine numerosi soggetti spiccavano per le buone caratteristiche di cui abbiamo parlato sopra e che i giudici hanno operato tenendole in giusta considerazione.

 

12) Gli allevatori italiani: Anglodipendenti o studenti che stanno  per superare i maestri ?

Noi crediamo che la risposta a questa domanda sia senza dubbio la seconda (siamo ottimisti.. !) ed implicitamente collegata alla risposta precedente. A parte gli scherzi pensiamo che la via imboccata sia quella giusta, perciò con il tempo siamo convinti che la qualità media dei "gloster italiani" andrà nei prossimi anni livellandosi verso l’alto in maniera naturale con benefici sensibili anche nei prezzi di acquisto.

 

13) C’è qualcuno che vorreste ringraziare per avervi aiutato ad essere quello che oggi siete in campo ornitologico ?

 

Sinceramente non riteniamo di rappresentare qualcosa di speciale in campo ornitologico, forse è vero che recentemente si è parlato di noi un po’ di più rispetto ai tempi passati ma ben presto altri prenderanno il nostro posto è assolutamente normale e fisiologico; è accaduto ad altri nel passato ed accadrà nel futuro. Però visto che ce n’è l’occasione vorremmo davvero ringraziare tutte quelle persone che ci hanno seguito nelle nostre idee facendole anche proprie e ci hanno supportato con la loro solidarietà nel tempo. Ci auguriamo che costoro continuino e migliorino quello che si è iniziato insieme.

 

Guardo l’orologio: tra una domanda e l’altra, intervallate dalla visione di qualche bel soggetto, dei pregi e dei difetti migliorabili del ceppo, sono passate quasi due ore, VOLATE !

Ci trasferiamo in casa per un buon caffè e un pezzo di dolce e mentre dalla finestra osservo le ombre della sera che cominciano ad allungarsi, penso che mi aspettano quasi 500 km di strada da fare. Meno male che domani è domenica!

Grazie amici e continuate sempre così… anzi no.... MEGLIO!

 

 

Lello Melillo

 

 

 

 

 

 

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