Visita all’allevamento ciuffato di Sir Pietro Simonelli co-baronetto di Glostermania

 

Ciao Pietro, dove sei ??

Bene sono uscito al casello di Torre Annunziata Nord, ti aspetto .

Dopo pochissimo tempo con precisione inglese un uomo alto con chioma fluente si ferma vicino alla mia macchina. Dubito un po’, no non può essere lui. Questo signore mi chiede, in perfetto inglese, quale strada deve prendere per andare sul Vesuvio. Fornisco le giuste indicazioni e ritorno ad aspettare.

Ma pochissimo.

Ecco arrivare una persona frenetica, scalpitante, scapigliata, sorridente , schioppettante. E’ lui e chi altro potrebbe essere. L’ho trovato un po’ ingrassato dall’ultima volta, non come Sasà, ma si sa le feste natalizie sono passate da poco. Parcheggio la macchina e salgo sulla sua. Che guida ragazzi, sembrava di essere nella corsa di Agevola – Amalfi con tornanti da brivido e con strade a volte strette come a Genova o ad Amalfi per chi le conosce.

Dopo poco arriviamo a casa. Che splendore. Una vista da infarto, il golfo di Napoli e Capri.

Perdonatemi questi attimi di nostalgia, ma che bello. Come si può non essere sereni nel vedere tanta meraviglia. Apriamo la porta di casa, finalmente conosciamo la bella e simpatica consorte di Pietro, il simpaticissimo Giuseppe e poi, bellissimo, Alessandro.

Prendiamo un caffè delizioso ed andiamo finalmente in allevamento. Una reggia. Pulitissimo, ordinato in ogni piccolo dettaglio.

La sorpresa è che l’allevamento si trova nello stesso locale del laboratorio di Pietro, per cui i canarini e Pietro sono quasi in simbiosi.

Continuando a vedere l’”Artista” al lavoro mentre intaglia camei, si sentono a pieno titolo anche loro delle piccole opere d’arte. Una giusta pretesa ? I risultati espositivi del 2005 sembrano dar loro ragione. Una fila di gabbie disposte ad L con tanti piccoli baronetti dentro.

Alcuni in bombetta ed ombrello, altri con il ciuffo alla Beatles, altri più compassati e composti, appartengono alla famiglia dei Consort discendenti di una nobile ed antica famiglia scozzese.

Scherzi a parte, balza subito agli occhi la qualità molto alta. Si capisce che l’allevatore ha seguito le giuste regole di selezione. Ed ecco che Pietro mi presenta tutti i suoi piccoli amici. Buongiorno signora campionessa che ha vinto all’Internazionale di Reggio Emilia nel 2005, buongiorno a tutti i primi e secondi posti che hanno conquistato questi campioni. Gli occhi di Pietro brillano ed è contento anche Giuseppe, ragazzino simpaticissimo. Questione di DNA probabilmente. Ed ecco che con la sua tipica parlata napoletana, pacata ed ironica, Pietro con un fiume di parole, indica i fratelli, i cugini, i parenti, gli amici di questa bella famiglia inglese. Gli chiedo, ma perché proprio i gloster ?

E Pietro mi guarda con quella sua aria giocosa e sorniona, un po’ distante come a voler capire se sto giocando o chiedo seriamente. I gloster perché - richiedono impegno, precisione, perfezione, messa a punto. I gloster perché - è quasi come crearli personalmente con mani precise ed artistiche, quasi come un bellissimo cameo, di cui i giapponesi hanno avuto il piacere di ammirare e possedere, nei tempi passati ma anche adesso e si spera anche in futuro.

Pietro gli inglesi li tratta così, con arte, con dolcezza, con quella meravigliosa umanità di cui un napoletano verace è portatore (quale legge di Mendel si applicherà?).

Sarà perché questi geni sono stati trasmessi ai suoi gloster il motivo per cui ti guardano con quelli occhi profondi quando esci dalla stanza e sembrano voler dire … GOOD BYE Sir , You are always welcome. Arrivederci alla prossima visita.

 

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© Attanasio Mozzillo e Pietro Simonelli per Avifauna - 2006 - le foto sono di pietro Sinonelli - tutti i diritti riservati