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Fanno
parte dei cosiddetti “lipocromici apigmentati” i
canarini bianco recessivo e bianco dominante o soffuso. Sappiamo che tutti i lipocromici non sono altro che dei melaninici in cui non viene espressa la melanina del piumaggio. La presenza di pezzature scure che appare di tanto in tanto nella prole sul mantello bianco ne è la prova ed evidenzia come, anche sugli apigmentati lipocromici, agisce già una prima mutazione l’ “acianismo”. Possiamo pertanto dire che : - il bianco è un canarino privo di disegno a seguito della mutazione detta “acianismo” e sul quale agisce un ulteriore mutazione che inibisce i lipocromi. - Di conseguenza il suo piumaggio presenta una livrea di colore bianco ad eccezione dell’occhio che resta nero. Nel bianco recessivo la mutazione (albinoide) è ben visibile osservando il colore della pelle che appare di colore violaceo. Il bianco dominante (mutazione letale non albinoide) è distinguibile dal bianco recessivo per il fatto di mantenere le soffusioni lipocromiche (nei soggetti migliori si limitano alla sola parte esterna delle remiganti primarie) e per la pelle che resta normale, color giallastro. La brillantezza, la luminosità, il candore del suo piumaggio bianco è la caratteristica peculiare che contraddistingue un ottimo canarino bianco da uno appena sufficiente o mediocre. E' anche vero che - se questa caratteristica non è supportata da una forma proporzionata ed imponente, difficilmente il soggetto riuscirebbe a primeggiare in una esposizione, considerato anche l’ottimo livello qualitativo raggiunto ed il ragguardevole numero di lipocromici bianchi esposti ad ogni manifestazione ornitologica. Nella scheda di giudizio la varietà e la categoria è unificata nella voce “apigmentazione lipocromica” e prevede ben 55 punti, pertanto ne consegue che i parametri di valutazione per questi soggetti sono indirizzati in particolare alla luminosità del bianco espresso, al piumaggio, alla forma ed al portamento. Per effetto dell’assenza di pigmenti è fondamentale presentare alle esposizioni questo canarino in condizioni di pulizia ottimali. All’atto del giudizio un canarino bel pulito fa sempre una migliore impressione ed a parità di caratteristiche, nei bianchi, è uno dei fattori che può determinare la vittoria oppure no. Per questo motivo, ai fini espositivi rivestono
un ruolo importante i lavaggi che vanno effettuati con regolarità dallo
svezzamento dei novelli in poi usando all’uopo solo sostanze
naturali. A tal proposito gli allevatori che selezionano
il bianco si sbizzarriscono nel cercare e sperimentare ogni tipo di
prodotto che possa dare la giusta lucentezza al piumaggio dei canarini. Personalmente alterno il bagnetto con sola acqua a bagni con bicarbonato o con qualche goccia d’aceto. Faccio inoltre uso di uno shampoo a base di estratti vegetali che aiuta anche a prevenire le affezioni cutanee delle più svariate origini, comprese quelle parassitarie e fungine oltre a rendere le piume meno untuose. Nei giorni antecedenti l’esposizione questi lavaggi sono intensificati ed il giorno prima della mostra i bianchi da esporre vengono lavati manualmente con l’ausilio di uno spazzolino a setole morbide.
A causa del suo colore bianco, in questo canarino non è distinguibile la categoria ma si può indubbiamente asserire che anche nei lipocromici bianchi troviamo gli intensi come i brinati ed i mosaico. Mentre l’intenso è abbastanza facilmente distinguibile osservandone la struttura ed il suo piumaggio corto, per il brinato ed il mosaico le cose sono notevolmente complicate. I bianchi a struttura intensiva sono generalmente più bianchi ma anche più piccoli. Il piumaggio deve essere abbondante ed in un certo senso questo canarino viene valutato e giudicato quasi fosse un canarino di forma e posizione liscia. D'altronde per ottenere degli ottimi bianchi bisogna tenere in debito conto l’assortimento della coppia riproduttrice, evitando di accoppiare brinato x brinato oppure brinato x mosaico perché alla lunga il piumaggio nella progenie ne risente dando luogo a sbuffi, cravattini, scompostezza generale, lumps. Studiare le caratteristiche morfologiche dei soggetti riproduttori diventa quindi fondamentale.
Il bianco recessivo si accoppia in purezza o anche utilizzando dei gialli portatori di bianco recessivo.
Originariamente l’accoppiamento
in purezza generava canarini caratterizzati da scarsa vitalità.
Ciò non è più un problema - La selezione e
l’utilizzo
dei lipocromici gialli per generare dei portatori a loro volta accoppiati
con i bianchi hanno fatto sì che la prole ottenuta fosse
più robusta, diminuendo sensibilmente i problemi di infecondità e
di mortalità embrionale. Il bianco soffuso è dominante, ma è anche letale – ciò significa che non possiamo ottenere dei bianchi dominanti omozigoti. Accoppiando tra loro due bianchi dominanti infatti avremo una percentuale di embrioni che muoiono nel guscio.
In
genere si preferisce accoppiare
i bianchi dominanti con un pigmentato (meglio se giallo) ma anche
l’accoppiamento tra due
dominanti è ottimo,
l’unico inconveniente è la mortalità embrionale
del 25 %, per il resto la prole ottenuta sarà normale e spesso
ottima. Tra i lipocromici apigmentati annoveriamo anche i bianchi ad occhi rossi “Albini”. Per questa ulteriore mutazione sovrapposta nei bianchi vale quanto già esposto in precedenza e quindi avremo gli albini recessivi e gli albini dominanti. Rispetto ai bianchi recessivi e dominanti già trattati c’è da aggiungere che gli albini presentano generalmente una taglia inferiore rispetto agli altri bianchi e l’ allevamento della prole risulta più difficoltoso. Quando si inserisce nel proprio allevamento un soggetto di cui non si conoscono perfettamente le origini, può capitare di veder nascere per puro caso dei soggetti ad occhi rossi. Se il soggetto oo.rr. è una femmina è probabile che il maschio della coppia riproduttrice sia un portatore di satinè, se invece il novello ad oo.rr. è un maschio significa che entrambi i genitori siano dei portatori di phaeo. Il colore rosso che caratterizza l’occhio è dovuto alla mancanza di pigmentazione melaninica che quindi rende visibile la circolazione del sangue all’interno dell’organo visivo del canarino. Questa maggiore sensibilità provoca una diminuzione della vista oltre ad un fastidio alla luce. In covate miste tra novelli normali ed altri ad occhio rosso quest’ultimi crescono sovente più deboli e le nutrici tendono ad imbeccare preferibilmente i soggetti ad occhio nero. Anche nell’assortimento dei riproduttori è da privilegiare l’utilizzo di un portatore con un occhio rosso in quanto l’accoppiamento in purezza contribuisce ad acuire la depigmentazione dell’occhio amplificando le problematiche di cui sopra. Non bisogna naturalmente generalizzare, ci sono delle ottime allevatrici albine che portano avanti regolarmente e senza alcuna difficoltà intere nidiate allo svezzamento. Alcuni semplici accorgimenti, come quello ad esempio di posizionare le gabbie dei riproduttori ad oo.rr. in condizioni di luce non diretta nè troppo intensa, può risultare sufficiente ad avere ottimi risultati riproduttivi.
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