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Claudio De Nunzio IL GRANATINO (Uraeginthus granatina (Linneo, 1766) Su questo delizioso uccello ornamentale, poco si sa sia per quanto riguarda l'allevamento ed il mantenimento in cattività, sia per le difficoltà di reperimento in commercio essendo specie questa sempre più raramente importata e dal prezzo non proprio accessibile a tutti. Il discorso base, trattando di questa come di altre specie di difficile reperimento, è soprattutto quello di invogliare gli appassionati allevatori di esotici a collaborare fra loro nella ricerca delle fonti in cui è possibile rintracciare soggetti a prezzi più accessibili, onde permettere un allevamento in cattività razionale ed abbastanza corrente che porti come conseguenza ad una diminuzione dei prezzi e ad interessare quindi un numero sempre maggiore di appassionati. Certo, chi ne è in possesso, o meglio ancora chi è riuscito a far riprodurre questa specie, si guarda bene dal fornire dati precisi, non rendendosi conto che così facendo reca un danno non solo a tutta l'ornitologia amatoriale ma anche a se stesso. Se per una ragione qualsiasi (epidemia o altre cause di mortalità) i soggetti in possesso di questi fortunati allevatori dovessero perire sarebbe problematico ed anche finanziariamente proibitivo, per molti di loro, rimpiazzare gli uccelli perduti e si troverebbero così a dover rimpiangere la stolta « gelosia » che inevitabilmente si rivolterebbe contro loro stessi. Lo scopo di siti come il nostro, è quello di rendere partecipi gli ornitofili di tutti i successi riproduttivi di un certo interesse e quindi, continuo a ripetermi, è opportuno tenere al corrente tutti gli Allevatori tramite l’invio di articoli, dei successi ed anche degli insuccessi ottenuti, descrivendone sistematiche di allevamento, di mantenimento, di preparazione dell'habitat artificiale, insomma di tutti quegli accorgimenti a volte anche insignificanti che possono aiutare a portare al successo la riproduzione di quelle specie che comunemente vengono ritenute « difficili ». Come dicevo, anche gli insuccessi devono essere portati a conoscenza di tutti in quanto permetterebbero ad altri di evitare gli stessi errori, con le comprensibili perdite di tempo del caso. Ritornando al Granatino, è opportuno fare di questi una descrizione accurata in quanto, come dicevo dianzi, i soggetti qui da noi sono alquanto rari e non sono molti quelli che li conoscono. Anche alle mostre non sono per niente comuni, anzi, a quel che mi è dato sapere, difficilmente si possono trovare in mostra esemplari a concorso nati in cattività. LE CARATTERISTICHE Di lunghezza totale fra i 13,5 ed i 15 cm, di cui 6 riguardanti la coda, il maschio, veramente splendido, presenta il becco rosso, la parte anteriore della fronte azzurra, redini nere, mento e gola scuri (nerastri, bruno-neri, bruno scuro).Il corpo è quasi totalmente granata-bruno, le guance sono viola e il sopraccoda, così come il sottocoda, è di un bello azzurro brillante mentre la coda è di una tonalità più scura, decisamente blu. Iride rossa e zampe brune. La femmina, con piumaggio del corpo prevalentemente bruno-cenere, ha il dorso tendente al grigio rosato e le parti inferiori grigio giallastre. il viola delle guance è molto attenuato e solo il sopraccoda e azzurro.
L' AREALE E L'HABITAT Originario dell'Africa meridionale, questo Astrildide si incontra, come indicato in figura, nelle zone nord della Provincia del Capo, nello Stato Libero d'Orange, in Transvaal, nel Natal, nell'Africa del Sud Ovest, nel sud dell'Angola, nel sud Zimbabwe e in alcune zone del nord dello Zimbabwe. Nelle parti sud dell'Est Africa Portoghese si trova la sottospecie Uraeginthus granatina angolensis (Clancey, 1961), di tonalità più pallida e con l'ala lievemente più corta (mm 62-70 anziché 71-82 come nella forma tipo). Le zone frequentate sono quelle secche ed aride con bassa vegetazione cespugliosa I e spinosa, dove l'uccello si nutre con piccoli semi ed insetti. Non di rado si imbarca con altri soggetti di piccola taglia, per lo più appartenenti alla stessa famiglia.
LA RIPRODUZIONE Come per la pressochè totalità degli estrildidi,la riproduzione ha inizio ad estate inoltrata, i nidi di struttura ovale con orifizio d'ingresso laterale , costruiti con sterpi ed erbe secche su alberelli o bassi cespugli a pochi decimetri d'altezza dal terreno. Le uova deposte, bianche e senza macchiettature, caratteristica comune i degli uccelli che nidificano in cavità naturali o artificiali, variano da 3 a 5 per covata e pare vengano incubate dalla sola femmina per un periodo oscillante intorno ai 11 - 1 2 giorni La specie è, nelle zone in cui si riproduce,e , attaccata da uccelli parassiti come la Vedova Reale, ( V i d u a r e g i a ) , con cui condivide grossomodo l'areale ,influisca in modo particolarmente negativo sulla specie i piccoli vengono allevati con alimentazione insettivora. Non risulterebbe, comunque che la pressione operata dal parassitismo influisca in modo particolarmente negativo sulla specie, i piccoli vengono allevati con alimentazione insettivora.IL COMPORTAMENTO IN CATTIVITA' Di difficile acclimatazione, una volta ben ambientato non presenta particolari difficoltà di manutenzione. Alcuni testi insistono nel consigliare di tenere i soggetti ad una temperatura uniforme che nell'inverno non deve scendere sotto i 18 gradi. 2 Posso assicurare per esperienza diretta che tutto ciò è falso. I miei soggetti svernano praticamente all'esterno e vengono tenuti in ambiente interno nei soli mesi di dicembre e gennaio, comunque mai in locali riscaldati. La temperatura invernale in questi locali e sui 10 gradi e talvolta scende anche a 7. Ciò non di meno gli uccelli non hanno mai manifestato il benché minimo inconveniente. Non disponendo di voliera esterna ho giocoforza tentato la riproduzione dei Granatini in una gabbia di tipo inglese. Durante il mese di settembre la coppia ha imbottito il porta-nido del tipo di quelli in commercio per gli esotici con matetriale vario e verso il 15 di settembre la femmina depose due uova alla cui cova provvedeva anche il maschio. Purtroppo dopo una settimana il nido veniva abbandonato in quanto le condizioni metereoligiche erano alquanto peggiorate e l a differenza di temperatura tra il giorno e la notte era notevolmente elevata. UN fatto cusioso si verificò durante il periodo della cova:: avendo dimenticato aperto lo sportellino della gabbia involontariamente,, il maschio prese il volo, andandosi a posare su un alberto di un giardino attiguo al mio terrazzo. Convinto oramai di aver perduto il soggetto, seppur deluso non me ne occupai più di tanto. Il giorno seguente mentre accudivo gli altri uccelli posti sul mio terrazzo, notai che il m.di granatino era tornato e si aggrappava alla gabbia dove la femmina stava covando.Non curandosi della mia presenza effettuava continui voli dal giardino alla gabbia porgendo piccoli insetti alla femmina in cova . A questo punto presi la decisione di aprire lo sportello della gabbia ed aspettare gli eventi. Pensavo che sarebbe tornato al suo alloggio oppure nella peggiore delle ipotesi avrei perso anche la femmina, qualora questa lo avesse seguito. .Al viaggio successivo notai con stupore che, vista la porta aperta, entrò tranquillamente andando a posarsi sul nido andando acantare tranquillamente. Non volendo correre ulteriori rischi, richiusi la porticina felice di essere tornato in possesso del mio meraviglioso soggetto. Una considerazione si può comunque trarre, a margine di questo inconveniente. Abitando in zone tranquille si può tentare l'allevamento di questa specie lasciando i soggetti liberi dopo la nascita dei piccoli, sopperendo in tal modo alla difficoltà di svezzamento della prole e tentando così in pratica quello che ormai molti fanno, e con successo, per l'allevamento del Ciuffolotto. Era infatti mia intenzione effettuare l'esperimento nel prossimo autunno ma malauguratamente la femmina, dopo un periodo di deperimento fisico a mio parere dovuto alla non più giovane età, periva nonostante avessi tentato ogni cura per salvarla. Non disponendo di una seconda femmina, il Granatino ha ora per compagna una bella femmina di Cordon Bleu e non dispero, data l'affinità fra le due specie, di riuscire nel tentativo di questa ibridazione In caso di successo se ne riparlerà nel prossimo autunno. Claaudio DeNunzio per Avifauna - tutti i diritti riservati |
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