IVO FALCHI

OSSERVAZIONI ED ESPERIENZE IN VOLIERA ESTERNA CON ALCUNI ESOTICI COMUNI

PRIMAVERA

L'avvicinarsi della primavera si manifesta in voliera verso la metà di febbraio ed è in questo periodo che durante le ore più calde della giornata i soggetti che popolano l'aviario vengono presi da una sorta di eccitazione collettiva. Questa "frenesia" è destinata a cessare non appena il freddo ha il sopravvento su quei blandi raggi di sole che si erano fatti sentire con immenso piacere per gli uccelli esotici che non perdevano occasione per riunirsi nei punti più caldi della voliera per trarre tutti i benefici possibili dall'esposizione diretta ai raggi solari. Però questo è solo l'inizio: l'impercettibile, per ora, ma progressivo allungarsi delle ore di luce influisce positivamente sulla rinascita della vita attiva degli uccelli.

Quest'anno ho purtroppo constatato che queste giornate abbastanza calde e diciamo insolitamente primaverili giocano brutti scherzi ai soggetti, in special modo alle femmine. I bruschi sbalzi termici ed i ritorni al freddo dopo qualche giorno di elevate temperature hanno scondizionato parecchie femmine e due di esse, una di Padda grigio e una di Domino, sono morte per non essere riuscite ad espellere l'uovo già formato. Temo quindi molto di più questo periodo di transizione che non l'inverno con il suo clima rigido. Gradatamente il ritorno del bel tempo e del tepore favoriscono la condizione "amorosa" di parecchi esotici, primi fra tutti i Diamanti mandarino che praticamente non cessano mai di nidificare anche se durante la brutta stagione la deposizione è meno frequente e le uova non vengono covate.

 

 

ESPERIENZA DI ALLEVAMENTO CON LA NONNETTA COMUNE (LONCHURA CUCULLATA )

La prima esperienza di cui voglio parlare è quella dell'allevamento delle Nonnette.

LONCHURA (SPERMESTES) CUCULLATUS Nonnetta Classificazione Ordine Passeriformi, famiglia Estrildldi. Caratteristiche Lunghezza 9 cm. Testa, collo e gola neri; parti superiori marrone scuro. Copritrici superiori della coda e fian• chi con strie marrone scuro; parti inferiori camoscio, scapolari verde metallico. Occhi marrone, becco grigio (la mandibola superiore è piú scura), zampe grigio scuro. Habitat Campagna aperta, fattorie e vicinanze dl villaggi. Distribuzione Africa a sud del Sahara fino all'Angola e allo Zimbabwe; anche nelle isole di Pemba, Zanzibar, Mafia, Como re, e in alcune isole del Golfo di Guinea; 2 sottospecie. Cattività Questi uccelli sono molto amichevoli e vivacissimi anche se possono essere aggressivi, e abitualmente lo sono durante il periodo di nidificazione: in tale periodo attaccano anche gli uccelli piú grandi. II maschio effettua una danza, emettendo un richiamo appena percettibile, in primavera e in estate. Tuttavia, non si riproducono facilmente. Per migliorare le possibilità di successo, si dovrebbe metterli in una voliera esterna ben fornita di piante, in un posto tranquillo, in cui vi siano solo uccelli della loro specie. Sono necessarie delle cassette-nido commerciali, e una grande varietà di materiale per costruire é nido (erba secca, fieno, torba, muschio, ecc.). Le 4-6 uova si schiuderanno dopo 12-13 giorni e ambedue i sessi si dividono il compito di covare e allevare i piccoli. Dopo 18 giorni i giovani lasciano il nido, ma i genitori continueranno a nutrirli per altri 14 giorni. Dopo questo tempo, però, devono essere separati dai genitori, per evitare lotte.

Possedevo già una coppia, o presunta tale, da circa due anni. L'anno scorso pur dimostrando buon affiatamento ed una certa propensione alla nidificazione la loro buona volontà era frustrata in modo irrimediabile dall'affollamento che imperava in voliera, dovuto come ho già avuto occasione di scrivere alle troppe coppie di Diamante mandarino ed ai relativi piccoli che non favorivano certo il crearsi delle condizioni ideali per la nidificazione di' quei soggetti che probabilmente avevano bisogno di una certa riservatezza e soprattutto del proprio territorio da difendere.

A settembre dell'anno scorso quello che io avevo sempre ritenuto maschio (pur non avendolo mai visto cantare) morì e mi rimase la femmina, non in buone condizioni fisiche. Mi decisi così ad acquistare una nuova coppia. Devo ammettere che le Nonnette mi avevano affascinato, nei mesi precedenti, per il loro comportamento, per la brillantezza del piumaggio, per l'indole non cattiva ma molto decisa e senza mezzi termini, insomma senza volerle troppo umanizzare, mi sono sempre sembrate "essenziali" e padrone del loro ambiente.

Acquistai dunque una "coppia" da una rivenditrice alla Sagra degli Uccelli di Castano Primo (Milano); chiesi alla signora se sapesse, magari, distinguere una coppia facendole capire che non ero esperto nel riconoscere a prima vista il maschio e la femmina. Questa mi tranquillizzò ed aggiunse che in tanti anni a contatto con quegli esotici non aveva mai sbagliato un accoppiamento, e fu di parola.Immessa il giorno stesso in voliera la coppia si dimostrò subito affiatata. Vidi più volte il maschio emettere il caratteristico canto, anche se non lo potei udire; la femmina ispezionava continuamente nidi a pera in vimini e nidi a cassetta, seguita dal maschio con relativo filo di fieno nel becco. Insomma, il quadretto d'insieme mi sembrava abbastanza idilliaco. La cosa però non ebbe un seguito; la brutta stagione era alle porte ed avrebbe messo fine ad ogni velleità riproduttiva.

La coppia trascorse l'inverno molto bene senza soffrire per il freddo e il cattivo tempo. La notte si ritirava in un nido a cassetta e non mostrava insofferenza od aggressività nei confronti degli altri uccelli ospiti dell'aviario. Il terzo soggetto, superstite della coppia precedente, pur stazionando sempre nelle vicinanze forse a causa delle sue cattive condizioni di salute era lasciato in disparte e non riuscì a passare dicembre.

In primavera il comportamento delle due Nonnette attirò nuovamente la mia attenzione. La loro aggressività aumentò notevolmente, parlo di aggressività ma devo ribadire che non furono mai violente, limitandosi, particolarmente il maschio, a cacciare ogni intruso senza distinzione di taglia non appena questi transitava nel raggio di un metro dal nido a cassetta in legno che avevano scelto.

Il maschio volava in continuazione da un posatoio all'altro con il solito filo di fieno nel becco. Lo stesso comportamento ero riuscito a vedere, sia pure con meno vivacità, nei Domino e nei Becco d'argento.

Verso i primi d'aprile il nido fu completato e rimase vuoto per molti giorni, poi ispezionandolo verso la metà d'aprile notai quattro uova che al tatto risultarono calde. La coppia stava covando e le mie apprensioni incominciavano.Non sapendo quando avevano iniziato l'incubazione tenni conto dei giorni di cova partendo da quello della scoperta delle uova e 14 giorni dopo notai alla sera due pulii totalmente grigi vellutati con solo un accenno di globi oculari, molto chiari rispetto ad altre specie di esotici.

Il giorno successivo verso sera tutti e quattro i piccoli erano sgusciati. La schiusa avvenne 1' 1.5.1994 e sino al giorno 6 la femmina non uscì dal nido; era il maschio che freneticamente girava per la voliera alla ricerca di tutto, dai semi ai rametti di centocchio che sono solito fornire ai soggetti. Appetite erano anche le larve delle tarme della farina che però non venivano aperte da loro ma erano letteralmente rubate dal becco degli altri uccelli che involontariamente prov vedevano per loro a sgusciarle.

Dopo questa "operazione" il maschio entrava in un nido a pera abbandonato e posava le larve sul fondo, costituendo così una piccola scorta e successivamente lo vedevo entrare nel nido dov'erano i piccoli, molto probabilmente per portare l'imbeccata. Al sesto giorno anche la femmina uscì per lunghi periodi alla ricerca di cibo.

Notai che gradivano molto i semi allo stato lattiginoso di erbe spontanee. I piccoli crescevano molto lentamente; a sei giorni erano praticamente ancora senza le fessure dei globi oculari e non avevano nessuna piuma che stesse spuntando. L'alimentazione, superati i primi giorni, stava passando da marcatamente insettivora a quasi completamente granivora, con una particolare predilezione per il centocchio.

Nonostante qualche preoccupazione causata dal clima che era decisamente tornato a punte di freddo pressoché invernale i piccoli erano sempre vivi e vegeti e con enormi gozzi riempiti quasi per intero di poltiglia verde.

Li inanellai a 12 giorni senza particolari difficoltà in quanto ormai la zampa aveva raggiunto di mensioni adeguate. Il 22 maggio uscirono dal nido e già subito nei primi quindici minuti di volo acquistarono sicurezza e forza. La colorazione generale era di un bruno grigiastro abbastanza uniforme, zampe e becco neri; permangono ancora per una settimana circa dopo l'involo i contorni bianchi ai lati della bocca, molto visibili nell'oscurità del nido.

I giovani formano un vero e proprio branchetto con i genitori ed al mattino presto sembrano prendere lezioni di volo. Infatti padre e madre volando da un ramo all'altro della voliera emettono un breve richiamo e ad uno ad uno i novelli li seguono, mentre invece durante le ore più calde stanno celati nel folto della vegetazione del sambuco.

Mentre sto ultimando questa nota ( 15.8.1994 ) i quattro giovani hanno terminato la muta e si distinguono dai genitori solo per l'anellino che ho loro applicato. Le sei Nonnette saranno tenute insieme in quanto vorrei tentare di creare una piccola colonia che possa riprodursi in voliera.

Ringrazio con l'occasione l'amico Truffi per l'articolo sulle Nonnette africane apparso tempo fa su " Avifauna " (Rivista dell'AON n.d.r.)che non solo a me ma anche ad altri allevatori ha fatto conoscere questi interessanti esotici africani.

 

 

 

 

Ivo Falchi - per Avifauna per gentile concessione

 

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