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Se provate a chiedere ad un suonatore di violino, cosa stia suonando, quasi certamente, vi risponderà: musica. Se chiedete ad un ornicoltore/ornitologo cosa alleva, con buone probabilità, vi risponderà: uccelli. Per il vero appassionato, che vorrebbe acquisire in collezione sempre nuove specie, non v’è alcuna differenza fra l’impossibile Rondone (cosi vicino, cosi lontano) ed il comunissimo Verdone. Chi fa Bird-watching sa com’è difficile poter fermare un’immagine fuggente. Ricercare ed aspettare, pazientemente, il momento dell’incontro ravvicinato, che spesso tarda o non viene. Ecco allora che il Bird-watcher affina il suo comportamento si trasforma, se ornicoltore, in aviary-bird-watcher. Il vero momento gratificante, per l’allevatore-osservatore, è avere agevolmente in osservazione, a pochi metri, quelle specie difficili, che in natura, sono pressocchè inavvicinabili. Se poi oltre che osservare quella difficile specie riesce ad ottenerne anche la riproduzione, il cerchio si chiude; raggiunge il massimo pensabile e immaginabile. Dall’inavvicinabilità in natura, alla comoda vicinanza a palmo di naso, in voliera. E quali specie sono più inavvicinabili di quelle che abitano le estese praterie dove la presenza dell'osservatore è avvertita, per il tipo d'ambiente spoglio e disadorno, già a chilometri di distanza? Adesso, nel cimentarci, verso soggetti nuovi da acquisire in ornicultura, sembrerebbe si debba trattare chissà quale specie appariscente, pregiata, costosa, difficile da possedere. E invece, la nostra attenzione, sul foglio bianco da riempire, è stata attratta, questa volta, da una specie non colorata, non pregiata, non costosa, ma rara si, difficile da riprodurre anche. Il nostro interesse si è rivolto verso la Calandra. Un abitatore inavvicinabile di quelle praterie che si estendono a perdita d'occhio. Un altro rappresentante delle allodole. Il Re delle allodole. Fra esse, la più grande, la più massiccia, la più tozza, la meno elegante; col solito piumaggio mimetico da “passero femmina”, con le solite unghie dritte e lunghe, specialmente la prima posteriore, caratteristiche da uccello terricolo e non arboricolo; col solito canto delle allodole, gaio, piacevole e allegro. Anzi non il solito; proprio sul canto dobbiamo soffermarci. |
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CANTO Alcuni appassionati del canto del Cardellino, usano addestrare giovani Calandre all’apprendimento di questo solo, singolo, canto. PASSATE TECNICHE DI PRELIEVO Vuoi i divieti d’approvvigionamento, vuoi l’alto costo raggiunto, vuoi la diminuzione della specie, attualmente è pressocchè assente come uccello da canto e d’allevamento. Non risulta vi siano allevatori che si dedichino a tale specie. A quali fattori attribuire questa costante, inarrestabile, diminuzione numerica della specie in natura ed in cattività? |
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In Sicilia è specie sedentaria. Anziani coltivatori riferiscono che non appena si procedeva alla semina delle varie colture, che in pianura si avvicendavano nel corso dell’anno, le Calandre come da direttiva concordata, piombavano nei terreni seminati e facevano man bassa. A ottobre, periodo post-riproduttivo, del dopo-muta e di grandi stormi e assembramenti, erano le semine di fave, piselli, ceci ad essere aggredite. A novembre - dicembre, laddove il contadino, tralasciava la vigilanza di terreni che erano riusciti a superare la prima fase della semina e già si intravedevano nuovi germogli e giovani piantine, vi era la seconda aggressione; i capolini erano strappati letteralmente dal terreno con gravi danni per l’economia agricola. Da giugno, i pomodori in maturazione erano molto apprezzati; a settembre, le piantine di carciofi, appena interrate, erano prelevate una dopo l’altra. I raccolti erano costantemente compromessi, se i campi non fossero stati guardati a vista. Era ovvio che con la mentalità (e le priorità/necessità) del tempo, la specie andava combattuta. Il primo colpo, la specie, lo subi' negli anni cinquanta del secolo scorso, con l’immissione sul mercato, facilmente distribuito dai Consorzi Agrari, di varietà di frumento prima trattato e poi anche avvelenato (colorato). Fu il primo passo verso lo sterminio non solo della Calandra ma di tutte le varie specie di pianura che condividevano quel particolare ambiente, modificato, antropizzato, che potremmo chiamare appropriatamente della “Steppa Cerealicola”. La Calandra poi, per l’abitudine di formare enormi gruppi d’individui risultava maggiormente vulnerabile verso la trappola del frumento avvelenato. Il primo aiuto pertanto che ci sentiamo di dare, come ornicoltori, è di facilitare la riproduzione domestica. LONGEVITA’ |
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CONCLUSIONE Noi allevatori dovremmo essere considerati preziosi custodi di un immenso parco uccelli. Un gratuito, enorme serbatoio di geni ancestrali e non. Quasi una novella Arca di Noe’, dove alloggiano tantissimi esemplari pronti ad essere d’aiuto, se necessario, a rinfoltire, con le dovute cautele, quelli presenti in questo sempre più minacciato mondo artificiale. Chi si stanca, (col tempo può succedere), non abbandoni tutto, ma passi la staffetta a qualche altro volenteroso che intende iniziare a “correre”. Ringraziamenti: si desidera porgere sentiti ringraziamenti a
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