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Circa due anni or sono acquistai due Parrocchetti della regina Alessandra (Polytelis alexandrae) da un amico, commerciante ambulante di uccelli, che dopo poco tempo deposero le uova (ben tredici) ma constatai con notevole delusione che la maggior parte di queste presentava forature, probabilmente causate dalle unghie, mentre le le restanti, integre, erano purtroppo infeconde. Tolte le uova rotte, continuai ad osservare la coppia notando che la femmina si avvicinava al maschio credo per farsi imbeccare, dato che si comportava proprio come i giovani parrocchetti che chiedono il cibo ai genitori. Il maschio invece non mostrava alcun segno di interesse e scappava via, approfittando dello spazio offerto dalla voliera.
Mi ricordai allora che l'amico dal quale avevo acquistato la coppia era in possesso di un'altra che, sulla roulotte di cui lui si serviva per gli spostamenti nelle varie fiere e mercati, aveva deposto le uova sul fondo della gabbia in cui era ospitata, anche se poi, come d'altro canto dato il trambusto era logico prevedere, aveva abbandonato la cova. Comprai così questa seconda coppia e osservandola poi con attenzione notai che il maschio presentava, più o meno all'estremità della terza remigante primaria, una strozzatura nelle barbe della penna, seguita da una appendice a forma di goccia della lunghezza approssimativa di un paio di centimetri, caratteristica che i soggetti acquistati in precedenza non possedevano.
Meglio esaminata a questo punto la letteratura (e per un esame approfondito rimando ai testi citati in bibliografia, dove chi è interessato all'argomento potrà trovare dati al riguardo della biologia della specie allo stato libero e in cattività) mi sono reso conto che questa appendice si sviluppa dopo la terza muta, a circa due anni di età, e che è quindi chiara indicazione che il soggetto è adulto e potenzialmente atto ed idoneo alla riproduzione.
Tornando a noi, la femmina della nuova coppia dopo due settimane di permanenza in voliera esterna depose le uova sul fondo, uova che furono successivamente rotte. Quest'anno le cose sono andate diversamente. La femmina ha deposto in un contenitore cilindrico di plastica, del diametro di cm 30 ed alto cm 90, che avevo predisposto riempito di trucioli e di torba per un'altezza di circa 20 cm con alcuni fori l sul fondo, ingresso a 40 cm dalla base rappresentato da un foro circolare di 10 cm di diametro. Di undici uova sette andarono al solito incrinate ma quattro si rivelarono integre e feconde e dopo circa ventisei giorni nacquero tre pullus ricoperti di piumino bianco. Il quarto non schiuse. Con una alimentazione adeguata e sostanziosa, rappresentata da pane e latte zuccherato, frumento e granoturco bolliti, lasciati ad asciugare e poi inumiditi con gocce di polivitaminico, uova sode tritate con il guscio, pane grattugiato con zucchero e vitamine del complesso B, larve di tarme della farina, molta frutta, verdura ed erbe grasse e succose, i tre giovani sono già grandi e volano su e giù per la voliera pieni di vitalità. Ho ritenuto opportuno informare sul risultato ottenuto gli amici che si dedicano all'allevamento dei parrocchetti perché questa esperienza dimostra che, contrariamente a quanto si è letto da qualche parte, la femmina del Parrocchetto della regina Alessandra è una buona covatrice ed una ottima allevatrice. Al contrario del maschio, che però a sua volta sa rendersi simpatico, avvicinandosi alla rete della voliera e, sfoggiando la sua superbia, emette le caratteristiche strida, lasciandosi quasi toccare lusingato dall'offerta di una larva di tenebrione, di cui è particolarmente ghiotto. © G.Bertolaso e Avifauna - 2006 BIBLIOGRAFIA Bertagnolio P. - Pappagalli da gabbia e da voliera, Encia, Udine, í971 Dube of Be~fort - Parrots and parrot-bke birds, T.H.F., Nentune City, 1969. Forshaw J.M. - Parrots of the world, 1973, 2a ed. Devid ~ Charles, Newton Abbot, 1978. Rutgers A. - The handbook of foreign birds in coIour, voI. two, slanford Press, London, 1965, 3 repr. 1975. |
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