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COME
ALLEVO I MIEI DIAMANTI DI GOULD
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(n.d.r.)
Renzo Moretti è originario del Novarese. Da ormai più di trent'anni
residente in Sud Africa è Consigliere nazionale dell' A.F.S.S.A..
con sede a Città del Capo, una Associazione che raccoglie gli
allevatori sudafricani specializzati nell'allevamento degli
esotici australiani. La A.F.S.S.A. ha chiesto tramire il sig.
Moretti di poter scambiare esperienze e notizie con Avifauna
incontrando, da parte della nostra Redazione, la più ampia disponibilità
a riguardo. |
Dalle @mail che
mi giungono ultimamente da amici allevatori italiani, noto con sorpresa
che da Voi il Diamante di Gould (Chloebia gouldiae) viene
spesso e volentieri fatto svezzare dalle cosidette balie, pratica
che da noi in Sud Africa è attuata raramente se non quasi mai.
La sconsigliamo
sempre ai nostri giovani allevatori e pensiamo che alla base di
un buon allevamento di esotici australiani ci sia la scelta di affidare
interamente l'onere della riproduzione e dello svezzamento ai genitori,
senza nessun intermediario.
Da noi il 90%
delle nascite è naturale ed è forse per questo che abbiamo una produzione
annuale notevolissima di novelli.
Tanto per fare
un esempio sulla diversità, forse, del sistema di conduzione che
esiste fra i nostri allevatori ed i vostri, possiamo affermare che
da noi sono sconosciuti gli allevamenti con il riscaldamento artificiale
( ed in inverno anche in Sud Africa la temperatura scende sotto
lo zero).
Quest'anno allevando
con il sistema più naturale possibile e con uccelli abituati alle
basse temperature ho prodotto una quarantina di Diamanti di Gould
e ne ho persi solo cinque, un risultato buono ma non eccezionale
rispetto a quello di altri amici allevatori.
Il mio modo di
alllevare è molto semplice e come tutte le cose semplici funziona.
Sebbene a Dicembre,
periodo in cui qui in Sud Africa il Diamante di Gould nidifica,
la temperatura salga di molto (in Dicembre qui da noi si va al mare)
alloggio i miei soggetti in voliere quasi per intero chiuse e al
riparo da famosi venti del capo di Buona Speranza che spazzano la
città dove risiedo (allego un disegno chematizzato della voliera
lunga 6 mt, alta 2 e con una profondità di 2 mt, con tetto in fiberglass);
il riparo dai venti è essenziale in ogni periodo dell'anno.
Superata la muta
che alla nostra latitudine dura da agosto sino a fine novembre,
introduco i nidi tipo box (ci si può farsi un'idea guardando il
disegno allegato), lo imbottisco nella parte più nascosta di erba
secca e soffice, con il pugno do un primo abbozzo di forma e lascio
quindi ai miei soggetti l'incombenza della prosecuzione e dell'imbottitura.
Ispezioni, controlli e cose del genere sono limitati ai casi di
sola emergenza.
Nella mia voliera
alloggio 20 coppie di Gould, una coppia di Diamanti pappagallo
e una coppia di cantori di Cuba.
La dieta da noi
usata durante il periodo della riproduzione è uguale in linea di
massima a quella usata in Italia, eccetto forse per alcune cose,
una volta alla settimana prepariamo semi ammollati che iniziano
a germinare, lattuga e spinaci in abbondanza (molto appetiti) e
sopratutto semi raccolti in natura che vengono somministrati in
abbondanza sopratutto ai giovani.
Importantissima
una razionale pulizia della voliera o delle gabbie in cui sono alloggiati
gli uccelli. Il fondo delle voliere viene ricoperto con sabbia di
mare. Il sale è una necessità per il Diamante di Gould, contiene
infatti materie indispensabili come oligoelementi, calcio, iodio,
ecc. (naturalmente è possibile fare questo se si abita nelle vicinanze
del mare, ma oggi sono in commercio anche da voi vari tipi di sabbia
fine che hanno gli stessi componenti) ed inoltre pongo a disposizione
delle coppie regolarmente dei pezzettini di legna bruciata, che
i Diamanti di Gould becchettano regolarmente. Immelman un
noto ornitologo, notò che in Australia, nei nidi allo stato libero,
sovente venivano trovati questi pezzetti di brace, naturalmente
fredda. Dicono sia un ottima cura anche preventiva per le gastroenteriti
che con facilità colpiscono il Diamante di Gould. Dò
questa notizia da interpretarsi naturalmente con le dovute riserve,
in quanto si tratta solo di una supposizione. Grattugio infine delle
comuni alghe di maresulle sementi secche ... e questo è tutto.
Vorrei inoltre
far notare che evito accoppiamenti in consanguineità troppo stretta,
che è dannosa per poter disporre sempre di un buon ceppo robusto.
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