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MARK
BITTENER non conosceva molto sugli uccelli quando per primo
notò i quattro commensali ornati di piume all’esterno della finestra
del soggiorno, della casa che stava pulendo, sulle Red Hills
di San Francisco.
Ma il dimenticato poeta cantante cantautore pensò tra se:
Pappagalli.
Pappagalli in libertà....
In San Francisco.
No
non poteva essere.
Mark
che aveva vissuto parecchi anni a Wahington aveva traslocato e stava
concludendo la sistemazione della sua nuova piccola abitazione e
rimase folgorato dalla vista dei moltissimi pappagalli che si potevano
scorgere tra i rami degli alberi delle Telegraph Hills..
| Alcuni
di questi meravigliosi uccelli venivano
a fargli visita tra i rami di un ginepro all’esterno della sua
casa, un sollievo dal suo lavoro in qualità di governante di
una donna anziana, che aveva trovato per sbarcare il lunario. |
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I
giorni successivi dedicati allo studio e all'osservazioni di questi
stormi di pappagalli confermare confermarono le conclusioni dello
studios E.Blattner sui pappagalli delle telegraph Hills di
San Francisco.
Mark inoltresi pose tutta una serie di domande :
Come
avevano fatto i pappagalli a raggiungere San Francisco ?
Erano
stati animali domestici di qualcuno ?
Se
erano realmente pappagalli, di che specie erano ?
Essi
erano soltanto lunghi un piede, e Mark aveva sempre creduto che
i pappagalli fossero
molto più grandi.
Se
essi erano realmente pappagalli, come sopportavano il freddo ?
Dopo
molti mesi di studio Mark potè alla fine dare risposte alle domande.
| Fu
organizata una conferenza al Gatway Parrots Club nel Queen Park
nel Settembre del 2004 |
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Ma
già l'anno prima aveva editato un libro che ebbe un discreto
successo “ The Wild Parrots of Telegraph Hills . A love story”
Wuthings (Harmony Book, 290 pagine). Infine agli inizi dell'anno
fu chiamato come consulente del film di Judy Irving : The
Wild Parrots of Telegraph Hills, in cui tra l'altro recitò
in una piccola parte.
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Mark
ci ha risposto ancora in una recente intervista telefonica dalla
sua casa in California.
“ Gli uccelli sono stati catturati nel sud America e spediti
qui per essere venduti come animali domestici “
probabilmente
furono introdotti senza le dovute certificazioni dal Messico.
| Bittener
sospetta che i primi membri del gruppo erano pappagalli fuggiti
da un contenitore destinato ad un negozio di di animali, o anche
sarebbero potuti esser stati liberati dai proprietari delusi
per il troppo chiasso che facevano. |
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Probabilmente
il gruppo era una combinazione delle tre ipotesi.
Gli
uccelli sono Conuri testa rossa (Aratinga erythrogenis) e Conuri
mitrati (Aratinga mitrata) che sono nativi dell’Ecuador e del Perù.
“ Il freddo non è un problema per loro.” .
Bittener
ci ha detto
:“Essi
sono attualmente più infastiditi dal caldo che dal freddo. Quando
fa caldo come 80 gradi (farhneit) essi tengono le loro ali separate
dal corpo e ansimano”.
Ma
ha aggiunto che secondo lui il freddo è un problema per gli uccelli
più piccoli come i budgies (ondulati di colore) che sono
spesso chiamati parrocchetti.
“
Vi sono stati budgies qui nel gruppo, ma non in inverno. “ .
Dall’ottobre
del 1990 , anno in cui Bittner ha visto i pappagalli, il gruppo
è aumentato di circa una dozzina di uccelli.
In
dicembre , durante un insolito improvviso freddo, la temperatura
ha raggiunto i - 28 gradi (farheneit) Bittner è stato impressionato
dalla tenacità degli uccelli fino ad allora, ma egli era sicuro
che non sarebbero sopravvissuti al freddo.
Mark
conferma l'esistenza di altri gruppi di pappagalli fuggiti alla
cattività e che hanno fatto lo stesso percorso.
“
Vi è un gruppo che vive annualmente intorno a Chicago “ Ed ancora
“
vi sono gruppi a Brooklyn sul Long Island e nel Conneticut, Portland
e Seattle. Il freddo non è un problema “ ha ripetuto.
Altri
posti che vantano pappagalli liberi includono San Diego,
St Gorge, Utah e Phoenix , Arizona
Ho
sentito che vi è un gruppo a New Orleans e vi sono gruppi nel Texas
e in quasi tutta la Florida” ha detto Bittner.
E
la sua curiosità circa i pappagalli selvaggi aumenta. Bittner ha
ritrovato se stesso guardandoli e studiandoli sempre di più.
Più
li guardava e più ne rimaneva affascinato. I vecchi problemi, l'ansia
, la frustrazione per la notorietà venuta a mancare sono scomparse
e si sente un uomo "nuovo".
Bittner
sapeva che se voleva conoscerli meglio , e lo fece, egli avrebbe
dovuto identificarli individualmente, uno per uno, con pazienza
certosina. Pareva un obiettivo impossibile.
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Eccetto
per i due conuri testa blu (Aratinga acuticaudata) facilmente
riconoscibili dalla loro colorazione,a nche a distanza. Ma
Mark Bittner era determinato. Egli imparò a riconoscere ogni
uccello e dette un nome ad ognuno: Connor e Paco, Mingus e
Mandela.
Giorno
dopo giorno, settimana dopo settimana, egli pazientemente
li osservò e li nutrì.
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Così conquistò completamente la loro fiducia tanto che essi si appollaiavano
sulla sua testa , si mettevano in fila sulle sue braccia e mangiavano
dalle sue mani. A volte, lo spettacolo dei pappagalli e lo speciale
legame con il loro amico non alato rendeva Bittner un’attrazione
turistica di come non si erano mai viste sulle Hills.
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Nel
mese di Ottobre Bittner ha dovuto sgomberare la casa da Telegraph
Hill. E' finito nell’altra parte della baia di San Francisco,
nell’area dell’Oakland, dimenticando i pappagalli selvaggi.
.
“Quando ho visitato la collina,che ho lasciato, un anno piu
tardi, non avevo pianificato di iniziare a nutrirli ancora”
egli disse .
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“Ma essi si ricordavano di me ed io li riconobbi” .
Per
sei mesi tornò alle colline a nutrire i suoi amici. I nuovi dell’attuale
gruppo diventato ancora più numeroso avevano accettato Bittner come
parte del gruppo. Ma questa volta era stato diverso. Bittner
non avrebbe mai raggiunto la speciale intima relazione che aveva
avuto con gli uccelli all’inizio.
Sebbene
i numeri fluttuassero, la dimensione del gruppo era cresciuto costantemente.
“Vi
erano circa 160 uccelli nell’ultimo conteggio, ma quello era prima
delle nascite. In più vi erano state anche delle morti da allora.”
Sebbene
Bittner continui ad alimentare il gruppo , non lo potette fare nello
stesso modo in cui lo faceva prima in quanto non aveva più molto
tempo libero
“
Quando li alimentavo, lo facevo solo una volta al giorno. Anche
se avessi voluto alimentarli di più, non volli. Essi non avevano
bisogno di me, riuscivano ad alimentarsi da soli e con l'aiuto degli
abitanti delle Hills. “
I
Pappagalli mi avevano spinto a scrivere, cosa che ho sempre gradito
ma per un sacco di complicate ragioni non ho mai fatto. Essi mi
hanno dato una storia da raccontare ed una ragione per scrivere
“.
“Dar
da mangiare ai pappagalli è una cosa divertente da fare quando ho
tempo ovviamente. Continuerò a farlo” ha detto.
“ Li tengo sempre d’occhio”
La
gente che è stata coinvolta dalla storia dei Wild Parrots
of the Hills non perde la speranza che Bittner continuerà
a raccontare e a scrivere. Mark ha deciso che il suo prossimo libro
tratterà della loro vita nelle strade, comunque aggiorna sempre
i dati relaivi ai pappagalli sulle “parrot pages” della Pelican
Media sul sito www.pelicanmedia.org
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© Reporter
Sarah Casey Newman E-Mail snewman@post-dispatch.com |
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