Uccelli al microscopio a Terni Lunedì prossimo inizia il corso di ornitologia della Provincia

TERNI - Prenderà il via il 13 marzo il corso di ornitologia “Gli uccelli delle zone umide della Provincia di Terni”. L'iniziativa è stata promossa dal Centro iniziative ambiente Valnerina e dalla Provincia di Terni che ha ottenuto il patrocinio per questo corso di formazione rivolto ai docenti e nell'ambito della formazione prevista dal Servizio pubblica istruzione ed università della provincia di Terni. Il corso è si rivolto in modo particolare agli insegnanti ma anche agli educatori ambientali fra cui si annoverano molti gruppi ed associazioni no-profit. Obiettivi del corso sono molteplici. Innanzitutto fornire agli utenti una conoscenza approfondita degli ambienti umidi più idonei della Provincia di Terni e sull’avifauna che li frequenta ed elementi di base per il riconoscimento delle specie acquatiche di uccelli. Poi revisionare criticamente il materiale bibliografico disponibile ad uso degli specialisti e degli osservatori. Quindi far acquisire conoscenze di base sulla strumentazione ottica più idonea all’osservazione degli uccelli e sull’ottimizzazione del loro uso e accennare ai possibili approcci scientifici per studiare gli ambienti considerati, in relazione anche ad una corretta gestione delle zone umide. Infine offrire elementi conoscitivi sulle modificazioni ambientali in relazione all’avvicendamento di specie diverse, con differenti esigenze ecologiche. Senza tralasciare cenni di fotografia naturalistica e tecniche innovative di ripresa fotografica.

Uccelli: in tutto il pianeta è a rischio una specie su otto

Una specie su otto è a rischio, 1.213 specie, cioè, sul totale delle 9.917 esistenti: questi i numeri dell'allarme estinzione per il pianeta uccelli. Il pericolo più grave è la distruzione e il degrado dell'habitat, soprattutto zone umide, praterie e foreste, che minaccia l'87% di questi animali; subito dopo la caccia e il prelievo diretto, responsabile dell'estinzione di 50 delle 150 varietà di uccelli estinte dal 1500 ad oggi.

E' la denuncia dell'ultimo articolo dell'Earth policy (''Cieli vuoti, uccelli a rischio''), l'istituto americano di studi sullo sviluppo sostenibile diretto da Lester Brown. La popolazione di uccelli si è ridotta del 25% dai tempi preagricoli, in massima parte a causa della conversione degli habitat in aree agricole, che negli ultimi 300 anni sono passate dal 6% a quasi il 33% della superficie terrestre.

Tre quarti dei volatili in pericolo - si legge nell'articolo - hanno come habitat principale le foreste, che vengono distrutte al ritmo di circa 13 milioni di ettari all'anno, un'area equivalente a quella della grecia. Negli ultimi anni le maggiori perdite si sono verificate in Asia (in particolare nel Borneo e a Sumatra), dove le foreste tropicali umide di pianura stanno sparendo a una velocità incredibile: dal 2000 a oggi è stato disboscato quasi il 40% delle foreste indonesiane, e tre specie di uccelli su quattro che dipendono dalle foreste di pianura di sumatra sono sul punto di estinguersi.

Globalmente, le specie indonesiane a rischio di estinzione, tra cui molte specie di pappagalli e cacatoa endemici, sono 118, il numero piu' elevato tra tutti i paesi del mondo. Segue a ruota il Brasile, dove le specie in pericolo sono 115. L'espansione delle città e delle fabbriche ha inoltre ridotto la foresta pluviale atlantica brasiliana del 90%. Ciò che resta ospita circa 950 specie di uccelli, 55 delle quali endemiche e in pericolo.

La caccia ha provocato la sparizione della colomba migratrice, uno dei volatili più numerosi al mondo, nell'arco di una generazione. Lo sfruttamento diretto - che include la caccia a fini alimentari e la cattura a scopi commerciali - è il secondo più importante pericolo dopo la perdita di habitat, e interessa circa un terzo delle specie a rischio. L'eccessivo sfruttamento mette in pericolo 52 delle 388 specie di pappagalli esistenti.

In ordine di pericolosità segue poi l'introduzione - deliberata o accidentale - di specie non native, che interessa all'incirca il 28% delle specie a rischio. Nell'arcipelago delle Hawaii, predatori e malattie importate si sono aggiunti ai problemi legati alla perdita di habitat e hanno fatto sparire più della metà delle oltre 100 specie di uccelli endemici. Opossum, topi e altri mammiferi introdotti in Nuova Zelanda negli ultimi 200 anni hanno distrutto la diversità un tempo abbondante di grandi volatili, che si erano evoluti per oltre 80 milioni di anni senza predatori naturali.

L'inquinamento è un ulteriore fattore di rischio che interessa il 12% delle specie in pericolo. I comuni volatili campestri dell'europa occidentale si sono ridotti del 57% tra il 1980 e il 2003, e il declino viene in buona parte attribuito all'agricoltura intensiva. L'avvelenamento diretto dovuto all'uso di fertilizzanti e pesticidi non è la sola causa: lo sversamento di prodotti chimici ha contaminato le zone umide usate dagli uccelli acquatici migratori e gli inquinanti organici persistenti (ad esempio i residui di ddt, le diossine e i bifenili policlorurati) si accumulano nella catena alimentare provocando deformità, incapacità riproduttiva e epidemie. Il 7% delle specie di uccelli a rischio sono inoltre minacciate da morti accidentali. Il rapido declino delle popolazioni marine negli ultimi 15 anni coincide con la crescita della pesca commerciale con i palangari.

Ogni anno le operazioni di questo tipo uccidono oltre 300.000 esemplari che vengono attirati dalle esche e intrappolati: 19 delle 21 specie di albatross sono oramai a rischio o quasi, per l'impatto con i sistemi di pesca. (Ansa)

 

Nasce l'"Associazione Ornitologica dell’Alta Murgia" 12/01/2006

Per chi fosse interessato o avere informazioni può presso la sede in Via Trombelli, 15 a Corato, o scrivere a ornitologialtamurgia@libero.it. ---------------------------------

Nei giorni scorsi si è tenuta la prima assemblea costitutiva dell’Associazione Ornitologica dell’Alta Murgia. Per l’occasione è intervenuto l’Assessore all’Ambiente ed Ecologia del Comune di Corato, Cataldo Tarricone che si è complimentato per l’iniziativa ed ha augurato, ai presenti, il pieno raggiungimento dei nobili scopi della costituenda Associazione. I tantissimi Coratini appassionati di Ornitologia, prima iscritti ad una sezione FOI (Federazione Ornitologica Italiana) di un paese limitrofo, hanno deciso, in massa, di dare vita ad una sede tutta Coratina. Una miriade di appassionati, ha accolto di buon grado l’idea, ormai matura e realizzabile, dato il gran numero di esperti, allevatori ed amatori, di dotarsi di una sede che permettesse loro, in piena autonomia, di dedicarsi, sfruttando la forza del gruppo, a questa insanabile passione, che li vedeva impegnati da tempo a sacrificare parte o tutto il loro tempo libero, a questo diffusissimo hobby, peraltro praticabilissimo, data la dimensione quasi sempre minuta di questi nostri amici volatili e il conseguente moderato impegno, anche in termini economici, necessario al loro allevamento. Questa Associazione, affiliata alla FOI, si prefigge di dar vita ad attività che abbiano lo scopo di tutelare e valorizzare le bellezze naturali, paesaggistiche e faunistiche della nostra Murgia, attraverso metodiche ed iniziative ambientalmente sostenibili. Inoltre, statutariamente, è prevista ogni azione atta a promuovere la conoscenza del mondo degli uccelli, delle loro abitudini, delle loro necessità, della loro storia, anche in termini genetici e del loro habitat. Intende impegnarsi, altresì, a diffondere tecnologie e moderni sistemi per una corretta metodica di allevamento sia a scopo ornamentale che espositivo, incentivando anche la riproduzione di soggetti in via di estinzione oltre che candidandosi come partner, per progetti sperimentali di “Pet Teraphy”, da attuarsi in collaborazione con centri specializzati. Infine la neo nata Associazione, tra i principali scopi statutari, annovera quello di volersi interessare, quindi, alla sensibilizzazione dei giovani affinchè possano dedicarsi, con passione, amore e rispetto, ai volatili da compagnia, anche allevando una semplicissima coppia di canarini. Detta associazione ha, tra le sue progettualità, l’elaborazione di progetti di educazione ambientale da sottoporre all’attenzione di Scuole, Centri Sociali, Centri Ricreativi, promuovendo non solo un semplice hobby ma cercando di trasmettere la consapevolezza che tutto quanto pulsa di vita, non solo va protetto, ma assecondato ed amato, perché un essere umano, in quanto dotato di intelligenza, è in grado di capire un animale, ma difficilmente può accadere il contrario.

E' uscito il nuovo numero di “ecologia urbana” Il rilancio della rivista si è concretizzato,anche grazie al coinvolgimento del nuovo Editore Belvedere L’attenzione viene focalizzata sul tema della biodiversità urbana: animali e piante che vivono nelle città, habitat urbani nelle caratteristiche biologiche ed ecologiche, e gli aspetti gestionali che li legano alla società umana. Il progetto editoriale prevede i temi “classici” di zoologia, ornitologia, entomologia, erpetologia e botanica, ma anche gli aspetti applicativi quali arboricoltura e forestazione urbana, progettazione e gestione di aree verdi e reti ecologiche, opere di mitigazione degli impatti delle infrastrutture, gestione e aspetti sanitari delle specie “problematiche”, ecc. La seconda parte della rivista è dedicata al “Forum”, aperto a 360° verso tutte le tematiche di ecologia urbana: città sostenibile, Agende 21 Locali, bioarchitettura, pianificazione urbanistica, territorio, problemi urbani quali inquinamento, traffico, rifiuti ed energia, attività di educazione ambientale, animali domestici, aspetti sociali, iniziative di enti, istituti, società e associazioni. Il fascicolo da poco pubblicato si compone di 48 pagine + copertina a colori. Nello speciale “Tavola Rotonda: Avifauna urbana” troverete 8 articoli: • confronti con l’Europa • avifauna dei capoluoghi • Atlanti e censimenti di Milano, Genova, Parma e Napoli • censimenti dei rapaci notturni • avifauna delle cave A seguire un articolo sulla qualità urbana, ed un altro sulla valutazione della stabilità degli alberi, a cura di docenti dell’Università di Pisa, ed infine le Rubriche: “Letti per voi” con riassunti di articoli scientifici e tecnici di rilievo e la “Cronaca naturalistica delle città”.

ECOLOGIA URBANA è sul web: www.ecologia-urbana.com

AMBIENTE: SOUVENIR ILLEGALI; GUIDA A VALIGIA SICURA / SCHEDA (ANSA) - ROMA, 22 dic -

Non piu' di 250 grammi di caviale a persona, divieto assoluto di importazione per gli scialli in shahtoosh e i prodotti in tartaruga marina, permessi di esportazione per i souvenir in corallo. Questi alcuni dei divieti e delle regole contenute nella ''Guida al commercio consapevole di animali e piante'' che tutti i turisti potranno ora consultare prima di recarsi all'estero. Di seguito le regole per alcuni souvenir piu' popolari: - Caviale: tutte le specie di storioni sono incluse nella CITES. Non tutti sanno che e' consentito importare fino a un massimo di 250 grammi a persona di caviale e che se si supera questa quantita' e' necessario richiedere un permesso di esportazione e di importazione. - Prodotti in tartaruga marina: per tutte le specie di tartaruga marina vige un divieto di commercio internazionale, pertanto la loro esportazione e la conseguente importazione sono vietate. In questo caso il miglior consiglio e' di astenersi dall'acquisto. - Corallo: ai Carabi tutti i souvenir ricavati da specie di coralli necessitano di un permesso di esportazione. - Pappagalli: in Brasile tutte le specie di pappagalli, con pochissime eccezioni, sono incluse nella CITES e per molte di queste il commercio e' rigorosamente controllato. - Scialli in shahtoosh: per fare un solo scialle, un vero e proprio status symbol, vengono uccise illegalmente quattro antilopi tibetane, la cui lana viene contrabbandata in India per la lavorazione. Il commercio e il possesso di tali scialli che stanno portando all'estinzione questa specie sono vietati e le sanzioni sono molto pesanti. - Cactus: tutte le specie di cactus sono incluse nella Cites e per il loro commercio sono necessarie le opportune autorizzazioni. (ANSA). GU 22/12/2005 14:00 © Copyright ANSA

ANIMALI, LE SETTE SPECIE AL MONDO VICINE A ESTINZIONE

ROMA - Ecco le sette specie animali che secondo lo studio dell'AZE (Alleanza Estinzioni Zero) potrebbero sparire nel giro di poche decadi senza immediati interventi di salvaguardia.

Il cinghiale pigmeo (Sus salvanius) è minacciato in modo critico ed è presente solo in India nella regione dell Assam.

Allevato in cattività, è interessato da un progetto di reintroduzione nell ambiente naturale della Durrell Wildlife. Il 'golden bat', o pteropo di Rodrigues (Pteropus rodricensis) è il pipistrello maggiormente minacciato di estinzione a causa della deforestazione. E' presente solo nelle isole di Rodrigues, in oceano indiano, dove sopravvivono appena 70 individui, mentre la popolazione delle vicine isole Mauritius si è estinta

. Due piccole aree andine della Colombia sono i soli luoghi dove e possibile imbattersi nel colino dal collare (Odontophorus strophium), una rara specie di quaglia. Ne vivono non più di 1.000 esemplari e le foreste che costituiscono il loro habitat e la loro fonte di nutrimento (sono anche dette quaglie del legno) sono devastate dal taglio illegale.

Uno degli anfibi piu rari del mondo è il rospo di Maiorca (Alytes muletensis), che vive solo nella parte Nord dell'isola. La sua caratteristica è che i maschi trasportano le uova fecondate nella loro parte posteriore.

Ci sono meno di 200 parrocchetti Echo nelle Mauritius (Psittacula eques), e vivono in una zona del Sud Est delle isole. La principale minaccia è la perdita di habitat, ma questi verdissimi pappagalli sono anche costretti a competere per il cibo con specie introdotte, come ratti e macachi.

Il propiteco coronato (Propithecus tattersalli) è un lemure presente solo in Madagascar, classificato come minacciato in modo critico dall'IUCN: vive in un area di appena 30 km.2.

Infine il pipistrello delle Seychelles (Coleura seychellensis), una delle specie più a rischio al mondo: ne restano meno di 100 esemplari minacciati dal disturbo dell'uomo nelle grotte e dal turismo.

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CRESTANO DEL GRAPPA (TREVISO):

CARDELLINI “MUTANTI” IMPORTATI ILLEGALMENTE DAL BELGIO E RIVENDUTI A CARO PREZZO, LA FORESTALE SCOPRE E BLOCCA IL TRAFFICO ILLECITO

Si tratta di uccellini particolari, frutto di incroci e manipolazioni genetiche, trasportati in Italia, nascosti in un sottofondo di un camper, privi di qualsiasi documentazione sanitaria, fiscale e di provenienza. Attualmente 125 cardellini sono sotto sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria.

Quattro le persone denunciate a piede libero

9 Dicembre – Gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno smantellato un traffico illecito di cardellini rari, importati illegalmente dal Belgio senza autorizzazioni e documentazioni, e rivenduti ad amatori, che li acquistavano sotto banco e spendevano fino a 1800 euro per ogni esemplare. Si tratta di uccellini particolari, provenienti da allevamenti del Belgio, privi di qualsiasi documentazione sanitaria, fiscale e di provenienza.

Attualmente 125 cardellini sono sotto sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria. Gli uccellini venivano importati in Italia grazie ad un particolare stratagemma. Gli autori del reato, infatti, avevano appositamente modificato un camper, creando un sottofondo in cui venivano nascoste le bestiole.

Il trasporto clandestino era una pratica che continuava da mesi. Il camper, con a bordo i piccoli “clandestini”, è stato bloccato a Crestano del Grappa (Treviso), in seguito a pedinamenti e ad una serie di appostamenti, dagli agenti del Corpo forestale dello stato di Crestano del Grappa in collaborazione con il personale del Comando Stazione Forestale di Enego (Vicenza) e del Coordinamento provinciale di Vicenza.

I cardellini in questione, in seguito a numerosissimi incroci, erano stati modificati geneticamente, mantenendo sempre le caratteristiche ancestrali, che sono quelle del cardellino (Carduelis carduelis) varietà “maior”, di origine russa. A seguito degli incroci, effettuati anche con il il cardellino brasiliano, che è ormai praticamente estinto, si era arrivati persino a far nascere un esemplare albino.

La destinazione di questi animali erano numerosi clienti e amatori, particolarmente affezionati a questa merce rara da collezionisti e da esposizione, in particolare nel sud Italia.

Per il momento sono quattro le persone denunciate a piede libero, responsabili del traffico illecito.

 

 

Fumo passivo, anche volatili, cani e gatti a rischio

Gli animali che subiscono tra le mura domestiche il vizio dei loro padroni hanno il 60% di probabilità in più di contrarre un tumore

NEW YORK (Stati Uniti) - Dopo aver messo al bando il fumo in tutti i bar, ristoranti e locali pubblici della città, il sindaco della Grande Mela Michael Bloomberg adesso lancia la cosiddetta «crociata animalista anti-smoking». Lo scopo: bandire le sigarette anche dall’intimità del focolare domestico, visto che sono dannose ai pet.

RISCHIO TUMORI - «Il fumo passivo mette gravemente a repentaglio la salute degli animali domestici» - tuona Bloomberg in una nota diffusa dal sito www.nyc.gov - se il vostro animale vi sta veramente a cuore, eliminate subito il fumo anche da casa vostra». Da oggi anche chi non ha figli, fidanzati, mogli o mariti di cui preoccuparsi, è invitato a pensare a Fido, (Reuters) Silvestro e Titti. Uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology dimostra infatti che i cani esposti al fumo passivo hanno il 60% di probabilità in più di contrarre il tumore ai polmoni. Secondo la stessa ricerca i cani a muso lungo quali collie e levrieri raddoppiano l’incidenza di tumori al naso, se vivono in un ambiente di fumatori.

GATTI VULNERABILI - E le cattive notizie riguardano anche i gatti. Tra quelli «fumatori» passivi, rivela uno studio della Tufts University, i linfomi sono addirittura il triplo. Il problema degli animali casalinghi, secondo questi studi, non riguarda solo l’aria che respirano. «Particelle di tabacco restano intrappolate nel loro pelo - spiega un ricercatore della Tufts - e vengono ingoiate durante il rito quotidiano della pulizia praticato da tutti gli animali domestici». I più vulnerabili sarebbero i gatti. «Sono molto più sensibili dei cani al fumo passivo - spiega la nota veterinaria di Manhattan, Jennifer Chaitman - perché più soggetti all’asma e alla bronchite».

ANCHE I VOLATILI - Ma le sigarette hanno un effetto letale anche su pappagalli e canarini, tanto che la American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Aspca) elenca il tabacco tra i «veleni» più dannosi per gli uccelli. «Il fumo passivo è particolarmente dannoso per i volatili perché dotati di un tratto respiratorio molto sensibile - spiega il portavoce dell’Aspca, Dana Farbman - le sigarette possono causare un accumulo di fluidi e portare alla polmonite, spesso letale».

CASE SMOKE FREE - Anche se Bloomberg non può vietare il fumo nelle case dei newyorkesi, il suo obiettivo, secondo gli addetti ai lavori, è proprio questo. La nuova crociata pro-pet rientra nella campagna «smoke-free home» lanciata dal sindaco, secondo il quale bandire il fumo dalle abitazioni è il «primo passo» che i fumatori incalliti - ma «civili» e «altruisti» - debbono intraprendere, se vogliono veramente smettere il vizio. «Per proteggere i non fumatori non basta cambiare stanza, aprire le finestre o usare filtri dell’aria - spiega Bloomberg -. No smoking vuol dire non fumare. Anche quando siete a casa da soli».

Alessandra Farkas

05 dicembre 2005

2.12.05

INFLUENZA POLLI: SEQUESTRATI PAPPAGALLINI AD ALGHERO

Provenivano da Barcellona via aereo.

2 dicembre 2005 -

L'Unità di Crisi locale per l'influenza aviaria dell'Azienda Sanitaria Locale n. 1 di Sassari ha realizzato il suo primo intervento operativo.

I medici veterinari del Servizio Sanità Animale, su richiesta della Polizia dello scalo aeroportuale di Alghero, la notte del 29 novembre, hanno provveduto a sequestrare due pappagallini cocorite acquistate a Barcellona.

I volatili, sprovvisti della loro certificazione sanitaria, erano stati imbarcati da un turista sardo sull'aereo atterrato ad Alghero alle ore 22 e proveniente da Girona. Gli animali, che non presentavano alcuna sintomatologia respiratoria o intestinale riferibile all'influenza aviaria, sono stati portati presso il Centro recupero fauna di Bonassai per essere sottoposti comunque ai previsti controlli clinici e di laboratorio.

L'Unità di crisi locale dell'Azienda sanitaria sassarese è stata istituita il 18 ottobre scorso con il compito di pianificare gli interventi da porre in atto in caso di focolaio di influenza aviaria. In particolare si occupa dell'estinzione del focolaio (abbattimento, distruzione degli animali, disinfezioni), controlli sulla corretta etichettatura delle carni avicole, potenziamento dei controlli sui prodotti alimentari contenenti carni avicole.

L'Unità di crisi, coordinata dalla Direzione Sanitaria Aziendale, è composta da un veterinario del Servizio di Sanità Animale e di un veterinario del Servizio di Igiene degli alimenti di origine animale, da un medico del Servizio di Igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian), da un medico del Servizio di Igiene Pubblica, da un medico del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro.

(Rag/Ct/Adnkronos)

26.11.05 Sequestrati nel Nisseno 745 polli non registrati

Caltanissetta

Nell'ambito di controlli sulle misure di prevenzione dell'influenza aviaria, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanita' di Ragusa hanno sequestrato un maxi allevamento avicolo in contrada Arcia a Niscemi (Caltanissetta).

Il provvedimento riguarda in particolare 745 galline e 5 pappagalli che non erano stati dichiarati dall'allevatore. L'uomo rischia la denuncia per violazione della normativa sanitaria. Sequestrati anche 2 cinghiali e 3 maiali che venivano allevati in condizioni igieniche ritenute non idonee dai carabinieri.

L'operazione e' stata condotta con l'ausilio dei tecnici dell'Ufficio Veterinario dell'Ausl2. Campioni prelevati dagli animali sequestrati verranno sottoposti a test di laboratorio.

ansa

Il parco d'Orleans di Palermo compie 50 anni 22

novembre 2005

Il parco D'Orleans, il giardino di Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione, ha compiuto 50 anni.

La villa, infatti, venne regalata ai bambini di Palermo dal primo presidente della regione, Giuseppe Alessi, che incaricò il ragionier Salvatore Lauricella di realizzare un giardino ornitologico aperto al pubblico gratuitamente, a condizione che i visitatori fossero accompagnati da un bambino.

È l'unico parco ornitologico d'Italia e uno dei pochi esistenti in Europa.

Oltre alle numerose specie di pappagalli esotici rari, come Ara, Cacatua e Conuri, è possibile osservare cicogne, fenicotteri, pellicani rosa e uccelli autoctoni oggi estinti in Sicilia, come l'avvoltoio Capovaccaio, il Pollo Sultano, il Francolino, il Gufo e il Cavaliere d'Italia.

Queste specie, fanno parte di un progetto che permetterà di reinserire nei luoghi più idonei della Sicilia i piccoli che nasceranno da queste coppie al fine di creare nuovi nuclei di riproduzione in libertà. Unica è anche la ricca collezione di colombi utile a spiegare ai bambini la teoria della selezione della specie di Darwin. Infatti, è proprio partendo dal colombo grigio ancestrale (quello che tutti noi conosciamo e vediamo nelle piazze d'Italia) che Darwin cominciò a elaborare la sua teoria.

 

Ambiente e società WWF, la forza della Natura In oltre quarant’anni di attività, il World Wildlife Fund è divenuto punto di riferimento per cittadini e istituzioni in fatto di salvaguardia dell’Ambiente. Naturalisti, scienziati e volontari si impegnano sul fronte della difesa della natura

Venerdì, 18 Novembre 2005

A cura di Alessandra Versienti

Il World Wildlife Fund fu istituito in Svizzera l’11 settembre 1961 da un gruppo di scienziati, naturalisti e personalità di tutto il mondo con l’intento comune di salvaguardare la natura del pianeta. I fondatori Charles Lindbergh trasvolatore dell'Atlantico, Julian Huxley, scienziato e presidente dell'UNESCO, Peter Scott, naturalista e ornitologo, i naturalisti Kay Curry-Lindhal, svedese, José Valverde, spagnolo e il neozelandese Edmund Hllary conquistatore dell'Everest, presieduti dal principe Bernardo d'Olanda, diedero vita ad una associazione che aveva come obiettivo la raccolta di fondi per aiutare concretamente la natura in tutto il mondo.

Oggi il WWF è la più grande organizzazione mondiale dedicata alla conservazione della natura e vanta la collaborazione di oltre 5 milioni di persone in più di novanta paesi. Dal 1961 World Wildlife Fund è impegnato in prima linea nel campo della tutela degli ambienti naturali più minacciati e della salvaguardia di specie animali a rischio di estinzione. In Italia, l'Associazione è attiva dal 1996 e può contare sul sostegno di 300.00 soci e 400.000 sostenitori i cui obiettivi sono fermare il degrado del pianeta e rendere possibile un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura. Questi intenti si concretizzano grazie alla collaborazione dei cittadini e al coinvolgimento di imprese e istituzioni che, insieme, contribuiscono a preservare gli habitat naturali e a rendere più vicina a tutti la Natura.

Le Oasi sono un esempio di tale cooperazione: più di 30.000 ettari di natura strappati al degrado e alla distruzione. L’operato di soci e sostenitori del WWF non si ferma qui. In tutto il mondo la Natura è in pericolo e ovunque è necessario un intervento capillare di sensibilizzazione e salvaguardia. La massima attenzione dell’Associazione si concentra sui Global 200, le ecoregioni essenziali per la continuazione della vita sulla Terra. Secondo gli esperti, le ecoregioni - fra cui le Foreste Tropicali, la Grande Barriera Corallina Australiana, la Regione del Capo in Sudafrica, le Alpi e il Bacino del Mediterraneo in Italia - custodiscono il 90% della biodiversità mondiale.

Sono migliaia i progetti sul campo, realizzati sulla base di sei ambiti tematici prioritari: Foreste, Acque dolci, Mari e coste, Specie a rischio, Cambiamenti climatici e Sostanze tossiche. Ciascun progetto coinvolge centinaia di persone tra esperti biologi, ricercatori, zoologi, medici veterinari, tecnici, cui si aggiunge il supporto dei volontari WWF sul territorio. In Cina, ad esempio, il WWF si occupa della salvaguardia del panda gigante, in India della tigre, in Africa dei Gorilla e attraverso il network TRAFFIC protegge centinaia di specie esotiche come scimmie, rettili e pappagalli che sono vittime del commercio clandestino.

Nell’intento di diffondere uno stile di vita in linea con il rispetto dell’Ambiente, l’attività dell’Associazione si estende anche a programmi di educazione ambientale nelle scuole, alla promozione del turismo sostenibile e alla lotta contro l’inquinamento e il traffico delle città.

Info WWF Italia ONLUS Via Po 25/c 00198 Roma tel. 06.844971

 

Cfs ed Interpol, dieci anni di collaborazione Specie in via di estinzione

– In Italia lotta dura della Forestale Importanti operazioni condotte in difesa della natura insieme al personale delle polizie di tutto il mondo, accordi internazionali e formazione. E grazie all'operato svolto dal Corpo forestale dello Stato, l'Italia è entrata a far parte del Gruppo internazionale Wildlife, insieme a Germania, Repubblica Ceca e Svezia È un settore d'intervento forse non sufficientemente conosciuto, ma è dal 1995 che il Corpo forestale dello Stato partecipa attivamente e con successo all'efficace e prestigioso network per le attività di polizia internazionale denominato Interpol. Questa sigla, nell'immaginario collettivo rimanda a scenari polizieschi, che la cronaca ci trasmette tramite i media, legati ai grandi traffici di armi, droga, di minori o alla criminalità organizzata. Risale invece al 1993 il periodo di istituzione, su iniziativa di alcuni Paesi membri (Olanda, Canada, Usa, Belgio,ecc.) di un gruppo di lavoro denominato Environmental Crime Working Group, suddiviso in tre sottogruppi. Il gruppo Flora e Fauna (Wildlife crime), il gruppo sul traffico di Tossico-Nocivi (Pollution) e il gruppo sul Traffico delle Sostanze Radioattive (R-Active Substances). Una rappresentanza del servizio Cites del Corpo forestale, partecipa, sin dal 1995 al Gruppo Wildlife in qualità di contact-person per l'Italia. L'Interpol (International criminal police organization), nasce nel 1923 ed è costituita da 184 Paesi membri. Lo staff, ospitato in una prestigiosa e futuristica sede, nel palazzo di vetro sito nella Cité Internationelle (Lione – Francia) progettato da Renzo Piano è costituito da personale delle polizie di tutto il mondo. La missione dell'Interpol è quella di supportare le polizie dei Paesi membri nello scambio e nella trasmissione veloce delle informazioni, degli atti e dei provvedimenti a carattere sopranazionale. In particolare è proprio in seno al gruppo Wildlife (Flora e Fauna), che il Corpo forestale dello Stato riveste un ruolo cruciale. Questo gruppo è diviso in aree macroregionali (Europa, Asia, Sud-Nord America, Oceania, Africa) e condivide le proprie esperienze in meeting annuali e, unitamente agli altri gruppi, partecipa alla Conferenza plenaria internazionale sugli Environmental Crime. Grazie all'operato svolto dal Corpo forestale dello Stato, l'Italia è entrata a far parte del Gruppo internazionale Wildlife, insieme a Germania, Repubblica Ceca e Svezia. Questa è la misura di un successo riconosciuto in questo settore all'Amministrazione. Particolare interesse suscita, il fatto che nel nostro Paese esista una cosiddetta, «Wildlife law enforcement agency», rappresentata da un Corpo di polizia con competenze statali e giurisdizione nazionale, qual è il Corpo forestale dello Stato. Le iniziative e le attività che hanno trovato stimolo e genesi nell'«Interpol Wildlife Crime Working Group»dal 1995 ad oggi sono state molteplici e tra le più disparate. Sul fronte delle grandi inchieste sul traffico di specie protette basti citare: L'operazione «Tulipano», che ha portato al sequestro di oltre 2.000 pappagalli, tra cui specie rarissime, come l'Ara color giacinto e l'Amazzone a fronte rossa. In questa operazione sono state utilizzate diverse pratiche investigative come ad esempio le intercettazioni telefoniche, i test genetici e la rogatoria internazionale. Nel totale dei ventotto indagati di quest'inchiesta, sono stati emessi sette mandati di cattura, tra cui uno internazionale per un cittadino olandese arrestato poi in Belgio e estradato in Italia nel 1997. I funzionari olandesi dell'Interpol hanno partecipato attivamente alle operazioni in Italia e allo scambio di informazioni. L'operazione «Gaur» sui trofei di caccia grossa. Specie rare come tigri, orsi malesi e tibetani, leopardi, argali, bufali indiani (come il Bos gaurus indiano vicino all'estinzione) venivano cacciati nel Sud Est asiatico, in Africa e successivamente importati in Europa e in Italia. L'indagine è letteralmente «maturata» nel corso di una delle riunioni del Gruppo Interpol, nella quale il delegato francese ha trasmesso informazioni preziose al personale del Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato, dalle quali è partita l'inchiesta che ha portato al sequestro di migliaia di animali imbalsamati, detenuti illegalmente. La recente operazione «Marco Polo», condotta tra il 2004 e l'anno in corso, sulla medicina tradizionale cinese, e che ha portato brillanti risultati. Gli agenti della Forestale hanno infatti scoperto l'impiego di parti e prodotti derivati da specie ad alto rischio d'estinzione, come il rinoceronte per il corno, la tartaruga marina per le scaglie e la tigre e il leopardo per le ossa ed i peni essiccati. In questo caso sempre l'Interpol olandese, in stretto contatto con i forestali del Servizio Cites di Roma, ha fornito il necessario supporto informativo che ha permesso di districarsi tra i termini in ideogramma cinese e le citazioni in pin yin, o fonetico mandarino. Sono stati sequestrati 9mila prodotti e sono state 20 le persone indagate. L'operazione «Condor», condotta dal Nucleo Operativo Cites di Ancona che ha portato a sequestrare, a un cittadino tedesco, diverse uova di capovaccaio e cicogna. La confisca è stata portata a termine anche grazie all'aiuto dell'Interpol di Austria e Germania, che hanno proiettato questo caso in un'inchiesta più vasta, coinvolgendo anche un cittadino austriaco, che in Puglia deteneva un allevamento illegale di rapaci. Nel mese di luglio 2005, sono stati sequestrati oltre 200 rapaci vivi appartenenti a specie rarissime. A questi, che sono solo alcuni casi trattati e favoriti dalla partecipazione all'importante ambito di cooperazione internazionale, vanno aggiunte le iniziative nel campo della formazione, nate dal Gruppo Interpol. È il caso dell'accordo siglato tra il Corpo forestale dello Stato e il Lusaka Agreement di Nairobi (governi di Kenia, Tanzania, Uganda, Zambia, Lesotho, Sud Africa, Etiopia) per le attività di cooperazione, formazione e assistenza agli stati membri nel settore dei crimini su flora e fauna. A questo accordo sono seguite missioni formative in Kenia e Tanzania rivolte ai guardaparco e forestali locali.

(«Il Forestale» n.30/2005 di Marco Fiori)

(Fonte Corpo forestale dello Stato)

(10 Novembre 2005)

 

- 2 - COM.PA 2005: NATURA ON LINE, DOCUMENTI A PORTATA DI MOUSE

Sarà presentato nel corso di un convegno il nuovo servizio della Forestale per la richiesta on line delle certificazioni di riesportazione e commercio di esemplari di flora e fauna protetti dalla Convenzione di Washington. «Da oggi, chi opererà in modo scorretto, avrà un alibi in meno: non potrà dire di essere ricorso a sotterfugi per aggirare una richiesta di documenti troppo lunga e complessa» ha dichiarato il Capo della Forestale, Cesare Patrone 4 Novembre – Il Corpo forestale dello Stato, nell’ambito del Com.pa di Bologna – Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese – ha promosso per sabato 5 novembre (ore 12.00 - Padiglione 19 - sala C) un convegno dal titolo "La tutela delle specie in via di estinzione. La certificazione on line del servizio Cites del Corpo forestale dello Stato”.

 

Notizie - 1 - COM.PA 2005: IL 94% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA NEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

I Forestali? Ambientalisti , affidabili, coraggiosi , ed esperti. E il Corpo? Destinato a crescere sempre più nel futuro. Per gli italiani l’emergenza ambientale maggiore è l’inquinamento atmosferico, più degli incendi boschivi. «Ma attenzione – dice il Capo della forestale, Cesare Patrone – i roghi sono aumentati di numero. Se vengono percepiti come meno pericolosi è solo perché gli interventi di spegnimento hanno consentito quest’anno di ridurre del 33% la loro portata distruttiva» 4 Novembre – Nel corso del Com.pa Bologna – Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese – il Corpo forestale dello Stato ha reso noto i risultati del sondaggio Ipsos, svolto tra il 6 e il 10 ottobre 2005, su un campione di 1001 interviste rivolte alla popolazione compresa tra i 18 ed i 64 anni, che descrivere la percezione che i cittadini hanno dell’attività dei Forestali, e delle principali emergenze ambientali del nostro Paese.

SYDNEY, 11.46 Robot antibomba salva un pappagallo in trappola 07/11/2005 11.46.00 [Notizie dal mondo] (ANSA) -SYDNEY, 7 NOV -

Un robot disinnesca-ordigni ha salvato un pappagallino rimasto intrappolato dentro una casa parzialmente crollata. E' accaduto a Sydney, in Australia. Il volatile, un cacatua australiano, era rimasto per due giorni nell'appartamento dopo che l'intera casa era sprofondata di qualche metro, a causa di un enorme buco che si era aperto tra le fondamenta e un tunnel adiacente. 'Siamo tanto tanto felici di poter riavere Tweetie' ha detto la proprietaria dell'animale. KQW

2.11.05 NEW YORK, 17.47 Arriva la radio web per cani, gatti e canarini 02/11/2005 17.47.00 [Italia/mondo] (ANSA) - Fido, Titti e Silvestro con l'Ipod e le cuffie: e' in arrivo dagli Usa la DogCatRadio, prima emittente web per cani, gatti e canarini. La nuova radio e' dedicata a tutti loro ma anche ai criceti e ai pappagalli. L'obiettivo degli organizzatori e' di riempire la loro solitudine, combattere l'alienazione e tenere a bada a l'ansia quando il padrone e' lontano.La radio, solo per loro, trasmette 17 ore al giorno.

 

Roma, 31 ottobre 2005 CONFERENZA STAMPA Venerdì 4 novembre, ore 11.30, Campidoglio, Sala Carroccio STORNI: RIPARTE LA CAMPAGNA ALLONTANAMENTO

Promossa dal Comune di Roma in collaborazione con la Lipu "Il Comune di Roma ha dimostrato più volte di saper trovare il giusto equilibrio per una perfetta convivenza tra cittadini umani e non. E il 'Piano Storni' è in assoluto il rimedio più efficace e rispettoso della natura e degli animali, anche grazie al prezioso contributo della Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu). Per questo anche quest'anno faremo ripartire la Campagna di allentamento incruento degli storni". E' quanto dichiara Monica Cirinnà, delegata per i Diritti degli Animali del Comune di Roma, che venerdì 7 novembre, alle ore 11.30, in Campidoglio (Palazzo Senatorio, Sala del Carroccio), insieme alla responsabile del progetto della Lipu Chiara Manghetti, presenterà alla stampa il Nuovo Piano Storni del Campidoglio. Saranno illustrati l'operazione storni, i tempi e i metodi operativi, la programmazione degli interventi nella Capitale, i risultati degli anni passati sulle zone 'trattate'. La Lipu renderà noti, inoltre, i risultati definitivi dello studio commissionato dal Campidoglio sugli storni che nidificano a Roma. Durante la conferenza stampa si terrà una dimostrazione di come funziona il 'grido di stress' dello storno, con tutta la strumentazione necessaria e il megafono collegato al lettore cd.

12.10.05 ARCICACCIA: UN PIANO PER PREVENIRE L'INFLUENZA AVIARIA

*di Emilio Galano

Roma - La caccia e i cacciatori sono indispensabili strumenti di monitoraggio dell’eventuale diffusione dell’influenza aviaria e come tali assolvono ad un servizio di pubblica utilità in tema di garanzie certe per la salute pubblica come peraltro suggerito già da tempo dall’Unione Europea attraverso le significative parole del Commissario alla sanità e alla protezione dei consumatori, Markos Kyprianou. E’ questo il senso della collaborazione che l’Arcicaccia Nazionale ha offerto al Governo italiano, ribadita questa mattina in un incontro con la segreteria del ministro Storace, allorché i rappresentanti dell’Associazione hanno sottolineato l’esigenza che i provvedimenti sull’influenza aviaria siano dettati dal rigore scientifico e sulla base di qualificate competenze. Non si tratta di cadere nella retorica difesa di facciata dell’attività venatoria ma di rispondere all’interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini. Per questo l’Arcicaccia ha già prodotto materiale divulgativo per allargare gli spazi di conoscenza individuale sul virus dell’influenza aviaria e sui possibili accorgimenti da adottare per prevenire un eventuale contagio animale-Uomo, contagio che finora non è mai avvenuto e che le conoscenze scientifiche finora acquisite rivelano che “la quantità di virus presente in un selvatico infetto non appare sufficiente a trasferire l’infezione all’Uomo”. Le pubblicazioni dell’Arcicaccia si basano sulle valutazioni medico scientifiche di illustri ricercatori dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e su cartelle tecniche distribuite in occasione del XIII Congresso di Ornitologia, alla luce delle quali viene escluso qualsivoglia provvedimento di chiusura dell’attività venatoria alle specie migratrici mentre viene riaffermata la necessità di coinvolgere i cacciatori nell’opera di prevenzione. L’Arcicaccia proporrà al Ministero della Salute di elaborare un piano organico di monitoraggio che individui le aree del nostro Paese da sottoporre a campionamento delle specie migratrici ritenute più vulnerabili al virus; così come proporrà di effettuare mirati censimenti e abbattimenti selettivi finalizzati a successivi esami virologici. Il problema dei problemi, come sostengono gli scienziati, è dato dalla possibilità che il virus venga diffuso attraverso contatto dagli animali vivi (selvatici compresi) e non certo da quelli, a vario titolo, morti poiché il virus muore con l’animale.

ALTRO CHE PROPOSTA DI CHIUSURA DELL’ATTIVITA’ VENATORIA!

E’ vero semmai che dai cacciatori può venire un contributo assai apprezzabile all’individuazione del pericolo aviaria.

* DIRIGENTE NAZIONALE ARCI CACCIA/CSAA

LUCI SPENTE A NEW YORK PER AIUTARE GLI UCCELLI

Durante la migrazione molti esemplari rari si schiantano, accecati, contro gli altissimi palazzi NEW YORK

Per salvare gli uccelli durante la migrazione la Grande Mela è disposta a spegnere le luci dei grattacieli con più di 40 piani. Dopo la mezzanotte la linea dell'orizzonte di Manhattan sarà buia, almeno nei periodi delle migrazioni (primavera e autunno). Gli ornitologi hanno infatti dimostrato quanto le luci siano dannose per i volatili nel periodo delle migrazioni. Dal 1997 più di 4000 uccelli migratori sono rimasti uccisi o feriti proprio perché, accecati, si sono schiantati contro i grattacieli. «LIGTHS OUT OF NEW YORK». «Luci spente a New York».

E' questo il titolo dell'iniziativa di cui si è fatto promotore E. J. McAdams il direttore di Audubon (una rete di associazioni che propongono iniziative per la salvaguardia dell'ambiente) e che ha ricevuto l'appoggio di tutte le autorità della città. Sull'esempio di Toronto e Chicago, anche NY - appoggiando questo progetto - dimostra sensibilità nei confronti della natura. «La bellezza dell'ambiente è qualcosa che non può essere sostituito - dice McAdams - Qualora queste specie di volatili si estinguano non c'è modo di ripristinare la situazione iniziale». «Non c'è ragione per cui non si possa affrontare questo piccolo sforzo» ha dichiarato Steve Spinola, presidente del Real Estate Board of New York (la principale associazione di categoria nell'ambito della proprietà immobiliare) aggiungendo che questa sarà anche l'occasione per risparmiare un po' di energia.

22 settembre 2005 -Corriere della Sera

Virus dei polli: a Giakarta vittime e paura «Un'eventuale pandemia non coglierà l'Italia impreparata»: il ministro della Salute rassicura

GIAKARTA - Quattro vittime accertate in appena due mesi, il decesso sospetto di una bimba di cinque anni che aveva accusato i sintomi della malattia e altre sei persone ricoverate con la stessa diagnosi: l'Indonesia è in piena epidemia da influenza aviaria. Lo ha ammesso il governo di Giakarta annunciando lo sterminio di milioni di animali in tutte le zone in cui si è diffusa la malattia. Intanto in Italia il ministro Francesco Storace getta acqua sul fuoco dell'allarmismo: «L'Italia è pronta, avremo il vaccino entro 3-4 mesi dall'inizio di un'eventuale pandemia». «Il focolaio dell'influenza», ha detto ieri il ministro della Sanità indonesiano, Siti Fadillah Supari, «ha ormai raggiunto le dimensioni di un'epidemia e il contagio continuerà a diffondersi fino a quando non sarà possibile determinarne l'origine». L'annuncio è stato fatto dopo che in un ospedale della capitale Giakarta, appositamente individuato dalle autorità per curare i pazienti che potrebbero avere contratto il virus dei polli, era morta una bambina di 5 anni che aveva accusato i sintomi della malattia. I primi test cui è stata sottoposta la piccola, ha però aggiunto il ministro, hanno dato esito negativo. Ma l'ultima parola deve ancora arrivare: il responso è basato su test preliminari effettuati localmente e altre analisi andranno fatte su campioni di sangue inviati ad un laboratorio di Hong Kong. Finora in Indonesia sono state quattro le vittime del virus: venerdì scorso una donna di 37 anni era morta a Giakarta, dove nel luglio scorso si erano spenti un uomo e le sue due figlie. Ancora non si sa, per ammissione delle autorità sanitarie, quale e dove sia il focolaio dell'infezione, anche se finora tutti i casi riportati sono avvenuti a Giakarta dove sono ricoverate altre sei persone con i sintomi della malattia e due di esse sono già risultate positive al test. Ieri dopo la morte della bimba, a Giakarta si è diffuso il panico con gente che si precipitava in farmacia a comprare confezioni di vitamina C, altri che vendevano al mercato pappagallini e canarini, e i commercianti di polli e anatre sull'orlo della disperazione. Lunedì lo zoo è stato chiuso per 21 giorni dopo che 19 uccelli erano risultati positivi al H5N1 e due impiegati erano stati ricoverati. Se sarà confermato che la bimba è morta per altre cause, resterà fermo a 63 il numero dei decessi per l'H5N1 nel Sud Est asiatico dalla fine del 2003. Ma le previsioni per il futuro sono allarmanti. Secondo Hitoshi Oshitani, responsabile della task force dell'Oms (Organizzazione mondiale della salute) incaricata in Asia di fronteggiare il virus dei polli, ci sono tutte le premesse perchè l'influenza aviaria si trasformi, forse sin dal prossimo inverno, in una pandemia catastrofica in grado di uccidere milioni di persone prima che gli esperti trovino un vaccino adeguato. Intanto in Italia i consumi di pollame sono già calati di circa il 20% e gli allevatori temono una nuova psicosi tipo “mucca pazza”. Dal canto suo il ministro della Salute torna a ribadire le sue rassicurazioni: «Un'eventuale epidemia del virus non ci coglierà impreparati - ha detto - i vaccini saranno distribuiti entro 3-4 mesi dalla eventuale dichiarazione di pandemia da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e sono stati già acquistati 185 mila cicli terapeutici per una prima risposta di emergenza». E dagli esperti ascoltati ieri in audizione dalla commissione Affari sociali della Camera arriva infine la ricetta per affrontare un'eventuale pandemia: investimenti economici, preparazione tecnico-scientifica e collaborazione con i Paesi in cui il virus è già attivo.

Monica Viviani

IMPORTANTE

INFLUENZA AVIARE IN OLANDA

Spettabile REDAZIONE DI AVIFAUNA

per avere informazioni aggiornate circa la situazione europea può consultare il sito

ufficiale dell' OIE

http://www.oie.int/eng/en_index.htm

Per informazioni più dettagliate circa l'Olanda vI segnaliamo il sito del Ministero dell'Agricoltura olandese

http://www.minlnv.nl

Oltre ad informazioni generali, può trovare punti di contatto e-mail per domande specifiche.

Distinti saluti.

Dr De Angelis Antonino Ministero della Salute DGVA - Uff. III

 

IN SVIZZERA UN BAROMETRO PER SEGUIRE L'EVOLUZIONE DELL'AVIFAUNA INDIGENA

BERNA - La stazione ornitologica di Sempach (LU) ha messo a punto un barometro che permette di seguire l'evoluzione dell'avifauna indigena.

La Svizzera, come altri Paesi europei, si è impegnata a fermare il regresso della biodiversità. Lo Swiss Bird Index (SBI), come è stato definito il progetto, deve permettere di valutare se questo obiettivo è raggiunto. Lo SBI comprende diversi indicatori che mostrano l'evoluzione delle presenze delle specie di uccelli nidificatori sia nella loro totalità che nella loro ripartizione in diversi gruppi. Non meno di 169 delle 171 specie regolari sono comprese nel calcolo dell'indice. Mentre il barometro generale indica la stabilità degli idigeni(la diminuzione di una specie è compensata dall'aumento di un'altra), lo SBI rileva se nell'avifauna qualcosa non va, per esempio la scomparsa nell'Altipiano del Prispolone.L'evoluzione dell'indice permetterà in futuro di vedere se gli sforzi per fermare il declino delle specie rare hanno portato i loro frutti. Lo SBI dovrebbe rilevare anche altri dati sull'ambiente in generale, essendo gli uccelli buoni indicatori dell'influenza umana sulla natura e il paesaggio. ATS Svizzera -

9 settembre 2005

Task force per salvare gli animali Squadre di veterinari a New Orleans

Nell'immane disastro umano provocato da Katrina c'è un altro dramma che sta commuovendo l'America: quello delle centinaia di cani, gatti e animali domestici che gli sfollati sono stati costretti ad abbandonare

L'America intera si è commossa per Palla di Neve, un cucciolo che non ha potuto seguire il suo padroncino durante l'evacuazione verso Huston. Squadre di animalisti sono a New Orleans per salvare il cucciolo e gli altri animali abbandonati, portando loro cibo e acqua potabile. Associazioni veterinarie e organizzazioni per la difesa degli animali domestici stanno lavorando freneticamente a New Orleans in queste ore per salvarne il maggior numero possibile e per liberare quelli che sono rimasti intrappolati nelle loro gabbie o cucce durante l'uragano.

Nell'America che si dispera di fronte a una devastazione destinata a rivelare nei prossimi giorni la vera entità dell'orrore, c'è anche chi si aggrappa a una storia che ha già assunto la forza del simbolo. La storia di Palla di neve riassume in sé il dramma di centinaia di sfollati che sono stati costretti a partire abbandonando cani e gatti, criceti e canarini e quei cari compagni di strada che in inglese sono teneramente definiti "pets".

Palla di neve è uno dei tantissimi "pets" che gli sfollati hanno dovuto abbandonare al loro destino. Il cucciolo, che un bambino di New Orleans aveva cercato di far salire sull'autobus diretto a Huston, era stato bloccato da uno degli agenti incaricati dell'evacuazione. Il piccolo, quando si è reso conto che non sarebbero state fatte eccezioni, ha cominciato a urlare e a piangere disperatamente. Con il cuore in gola, mentre l'autobus lasciava la città, aveva continuato a gridare "Palla di neve, Palla di neve!". I genitori e i passeggeri avevano cercato di confortarlo in tutti i modi ma senza risultati. Il bambino, tra lacrime e lamenti, è anche stato male e ha cominciato a vomitare.

La storia è presto giunta alle orecchie dei cronisti locali per poi rimbalzare a livello nazionale. La vicenda ha presto commosso l'America che ha dato inizio ad una vera e propria caccia a Palla di neve: c'é chi ha offerto ricompense a chi riuscirà a trovare il cucciolo e lo riporterà al bambino. Sul sito della United Animal Nations, un'organizzazione animalista, sono arrivati centinaia di messaggi e foto. Per un momento pareva che Palla di neve fosse stato trovato.

Poi la smentita. Per gli States una missione che ha la forza del grande Kolossal Hollywoodiano, possibilmente a lieto fine: "Salvate il soldato Palla di neve!".

settembre 2005

A SUBIACO AVVOLTOIO SOCCORSO DAL CFS

Un raro esemplare di Avvoltoio grifone è stato soccorso dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato.

Il rapace è stato trovato, venerdì mattina, agonizzante, da due cercatori di funghi di Camerata Nuova, paese nei pressi di Subiaco, mentre attraversavano i boschi di Campo Secco a circa 1.500 metri di altezza.

Sono così scattati i soccorsi degli agenti della stazione di Camerata Nuova del Corpo forestale dello Stato, intervenuti insieme ad un veterinario e ad altri agenti del Nucleo agroalimentare forestale (Nas). Un primo esame sul grifone avrebbe escluso l'avvelenamento, orientando la diagnosi verso l'ingestione di qualche animale che aveva provocato ostruzione, avendo riscontrato evidenti difficoltà nel deglutire.

Trasportato al centro Lipu del Bioparco di Roma, il rapace è stato intubato per essere curato dall'intossicazione.

Newsletter Corpo Forestale dello Stato

5 settembre 2005 UN CUCCIOLO PER GUARIRE

Gli animali hanno proprietà terapeutiche.

Negli Stati Uniti, ad esempio, il 40% dei malati di Aids possiede un pet-partner, cioè un animale da compagnia in quanto l'animale riduce lo stress derivante dalla condizione di isolamento e di solitudine che la malattia, nonché l'ambiente lavorativo, familiare e sociale producono. Inoltre prendendosi cura dell'animale (spazzolarlo, lavarlo e somministrargli il cibo ed eventualmente i farmaci), il malato acquisisce il senso di responsabilità (per cui non è più lui ad essere curato, ma è lui a curare) che potenzia il livello di autostima.

Non è un caso quindi che ventimila persone coinvolte nella tragedia dell'11 settembre 2001 (l'attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York) siano state sottoposte a pet-therapy, ottenendo nella maggior parte dei casi, specialmente nei bambini, un considerevole stato psicologico. Non solo,stando a una ricerca condotta in Scozia è emerso che tutti coloro che avevano un animale in casa avevano effettuato il 20% di visite mediche in meno rispetto a chi non aveva l'animale. Ancora, sempre in Gran Bretagna, un sondaggio condotto su un campione di 700 persone proprietarie di gatti ha rilevato che oltre l'80% dei più anziani ha dichiarato che l'animale lo aveva aiutato a superare periodi di stress. Il 62% ha detto che il proprio gatto lo aveva aiutato ad affrontare meglio periodi di solitudine e il 75% ha confessato di aver preferito in certe circostanze la compagnia del gatto a quella degli amici o del partner. Altri studi inoltre hanno dimostrato che il rapporto uomo- animale interviene sulla produzione di adrenalina (epinefrina) e altri ormoni corticosteroidi(ormoni dello stress) con il risultato finale di una minore pressione arteriosa, un ritmo cardiaco e respiratorio più lento, una riduzione del tono muscolare. Gli animali sono dunque utilissimi come aiuti terapeutici per soggetti con malattie croniche, persone convalescenti, anziani, bambini.

Questi animali cosiddetti "guaritori" aiutano, offrono un senso di protezione, un legame di dipendenza e di cure, creano un senso di responsabilità nei loro confronti. Diverse specie animali possono essere impiegate nella Pet- Therapy. Chiaramente le specie domestiche sono quelle da preferire proprio per il forte legame che da tempo le unisce all'uomo. Gli animali coinvolti nella pet-therapy sono criceti, conigli, cavie, cincillà, furetti, uccelli (pappagallini ondulati, canarini, pappagalli), pesci, delfini, animali da cortile (asini, capre, mucche, cigni, ecc.), gatti, cavalli e cani. L'interazione uomo-animale porta benefici sia a livello dell'umore, agendo sui sistemi neurotrasmettitoriali deputati a questa funzione, sia migliorando la resistenza dell'individuo alle affezioni. Particolarmente significativo è il ricorso alla Pet-Therapy nell'autismo infantile. L'autismo è una malattia mentale che interessa tutte le regioni del mondo ed è presente in famiglie di ogni gruppo etnico e sociale. Si ritiene che la prevalenza dell'autismo sia stimabile attorno all'un per mille. I maschi risultano in tutti gli studi più colpiti delle femmine con un rapporto di circa quattro a uno. In Italia i dati mostrano una prevalenza di 5,24 casi su diecimila, mentre indagini epidemiologiche condotte su scala regionale indicano tassi di prevalenza più alti 7,2:10.000 in Piemonte e 7,9:10.000 in Lombardia.

La Pet Therapy è uno strumento terapeutico complementare e integrante alle irrinunciabili terapie neurocognitive e comportamentali nell'autismo; propone attraverso momenti ludico-ricreativi un nuovo approccio del paziente all'ambiente e alle modalità terapeutiche, attivando un ulteriore recupero delle disabilità a livello cognitivo e relazionale. "Coinvolge" il paziente attraverso il contatto corporeo con un essere che pur animato non attiva richieste verbali ad essere parte attiva del suo momento terapeutico e protagonista del suo recupero. Il contatto fisico obbligatorio con l'animale che fa richieste indirette e dà risposte "pelle a pelle" è un elemento nuovo che "costringe" il paziente ad uscire dal suo isolamento e che stabilisce un punto di contatto indiretto con il terapista rinforzando il recupero di abilità sociali, dell'indipendenza e dell'autonomia.

La necessità per il paziente di cercare da solo atteggiamenti e risposta da evocare nell'immediatezza nel contatto e nell'accudimento dell'animale, lo spinge ad una consapevolezza maggiore, e ad utilizzare atteggiamenti di imitazione del comportamento del terapista al fine di mantenere un più stabile contatto con l'appagante rapporto con l' animale. Attraverso l'animale il paziente ha la possibilità di mettersi in contatto con un ambiente ricco di stimoli emotivi, sensoriali e relazionali, che difficili da gestire all'inizio lo conducono progressivamente verso il rinforzo e l'acquisizione di nuove modalità attraverso cui esprimere i propri bisogni e affetti, stabilire semplici scambi e relazioni sociali e rilassarsi.

La possibilità di entrare nel "loro" mondo e di comunicare attraverso un linguaggio "alternativo" permette di rinforzare e stimolare l'uso delle sue deficitarie capacità cognitivo- relazionali anche agli ambienti extraterapeutici.

 

ULTIME NOTIZIE - 2 settembre

RISCHIO DI INFLUENZA AVIARIA A PRIMAVERA IN ITALIA

«Se la diffusione del virus non sarà bloccata, c´è un alto rischio che l´influenza dei polli possa raggiungere il Medio Oriente, l´Africa settentrionale e trovarsi alle porte dell´Europa, Italia compresa, per la primavera 2006».

E´ l´allarme lanciato dalla Fao sul virus dei polli, dopo la contaminazione di centinaia di animali verificata in Russia. La contromisura - avvertono gli esperti - è una sola: controllare gli uccelli migratori che si spostano verso Ovest.

Per gli esperti della Fao seguire costantemente, per la prima volta nella storia, tutti i passaggi del virus significa avere in mano un´arma concreta ed efficace per controllare l´eventuale pandemia di influenza, attesa dagli studiosi di tutto il mondo dopo la terribile Spagnola del 1918, l´Asiatica del 1957 e la Hong Kong del 1967. Tre gli imperativi. Il primo: «Non solo farmaci, ma sorveglianza». E poi: «Controllare le rotte degli uccelli». E infine: «Seguire il virus».

L´Sos del direttore della divisione Fao per la salute animale, Samuel Jutzi, ieri a Roma, è diretto a tutti i Paesi membri e a tutti Paesi industrializzati. «E´ sorprendente - dice - come si stiano investendo molti fondi in farmaci antivirali. Preoccuparsi della salute umana va bene, ma nello stesso tempo è necessario investire nel controllo dell´epidemia negli animali, per ritardare o addirittura evitare la pandemia di influenza nell´uomo».

Il ministro della Salute, Francesco Storace, ha recepito l´allarme e sottolinea: «Acquisiremo gli atti della Fao per una valutazione rigorosa».

 

Mercoledi, 31 Agosto 2005 Notizie

OPERAZIONE "ANELLI INFEDELI": CONTROLLI SULLA COMPRAVENDITA DI ANIMALI, SEQUESTRATI CENTINAIA DI ESEMPLARI, IDENTIFICAZIONI CONTRAFFATTE E MANCANZA DI CAUTELE SANITARIE

Si è conclusa con il sequestro di centinaia di animali, con la segnalazione di maltrattamenti e con la contestazione di varie irregolarità l'operazione che per diversi giorni ha portato gli agenti del Corpo forestale dello Stato ad effettuare controlli e perquisizioni, presso importatori di animali da compagnia e di richiami per la caccia al capanno in provincia di Vicenza, Verona e Forlì.

Molti animali, secondo le certificazioni, proverrebbero da allevamenti dell'est europeo e dalla Russia, ma gli anelli di identificazione posti sulla zampa, sembrerebbero contraffatti. Nel corso dei controlli sono emerse violazioni sanitarie potenzialmente pericolose per la salute pubblica. Pappagalli venivano venduti senza il necessario periodo di quarantena per escludere malattie trasmissibili all'uomo. Sugli animali sequestrati, anche per escludere che siano stati contagiati dal "virus dei polli", vista la loro provenienza dall'est europeo, o da altre malattie, sono stati eseguiti prelievi che verranno analizzati presso l'Istituto zooprofilattico di Forlì

31 Agosto

 

CACCIA: L'APERTURA IN ANTICIPO METTE A RISCHIO 14 SPECIE DI UCCELLI (AGE) ROMA - 31 agosto-

La caccia riapre in anticipo in molte regioni il prossimo giovedi' e ben 14 specie di uccelli selvatici, già a rischio estinzione, finiranno nel mirino dei cacciatori. E' quanto denuncia la Lega italiana protezione uccelli.

A peggiorare le cose è il fatto che alcune delle specie prese di mira, come il Combattente, la Pernice rossa e il Moriglione, sono concentrate prevalentemente in Europa. ''Cacciare specie in declino fin dai primi giorni di settembre costituisce un rischio gravissimo per le nostre popolazioni nidificanti - afferma Vittorio Cavallaro, vicepresidente della Lipu -. In tale periodo, infatti, queste popolazioni risultano più vulnerabili perchè gli uccelli migratori della stessa specie arriveranno in Italia non prima della metà di ottobre.

Si rischia dunque di compromettere seriamente, o addirittura di cancellare come nel caso del Moriglione o della Moretta, le coppie nidificanti nel nostro Paese''. Senza dubbio ''dannose'', le cosiddette pre aperture sono anche spesso illegali, dato che spesso ''manca la predisposizione di piani faunistico-venatori da parte delle Regioni -spiega Cavallaro - così come prevede l'art.18 della legge 157/92''.

Tra le Regioni, la maglia nera della Lipu va alla Basilicata, che ha inserito ben 33 specie cacciabili in pre apertura dal 4 settembre. Seguono le Marche (14 specie cacciabili, compreso il Combattente che e' specie in grave declino), il Molise (13 specie), l'Umbria (12 specie) e il Veneto (9 specie). Campania e Puglia limiteranno le pre aperture a sole due specie, ma apriranno il fuoco su Quaglia e Tortora. Quest'ultima sarà poi anche nel mirino dei cacciatori laziali.

Tabelle di marcia diverse a seconda dei territori provinciali, invece, per Emilia-Romagna e Toscana, mentre il Piemonte ha limitato l'anticipo della caccia solo a tre aziende territoriali caccia (atc).

Promosse infine Abruzzo, Liguria, Sardegna, Valle D'Aosta e le Province di Trento e Bolzano, che hanno decretato l'apertura normale della stagione alla terza domenica di settembre, senza alcuna pre apertura.

 

Traffico di cardellini: un giro d’affari illecito di 500mila euro all’anno

Data di pubblicazione: 29/08/2005

Un’importante operazione è stata messa a segno dagli uomini della Forestale di Napoli. A seguito di una perquisizione - disposta dalla Procura della Repubblica di Napoli - sono stati trovati presso l’abitazione di A. A. (50 anni, residente a Mugnano di Napoli), ben 98 cardellini, 8 reti per cattura e 20 trappole per piccoli uccelli. L’uomo era già noto agli investigatori del Corpo forestale dello Stato, per numerosi precedenti specifici. È proprio in questo periodo che avvengono le catture dei piccoli di cardellino nei pressi delle colture agricole, mediante l’utilizzo di reti di cattura (in gergo i soggetti dediti a tali attività illegali vengono chiamati “paratori di rezza”). E, infatti, dopo apposito provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, nella mattinata di ieri è scattato il blitz: il cospicuo “bottino” reperito era pronto per essere immesso nel fiorente mercato illegale.

I cardellini sequestrati erano quasi tutti piccoli – al massimo 30-40 giorni di vita -, tant’è che al Centro di recupero della fauna selvatica (Cras) del Wwf di S. Leucio (Caserta) sono stati subito liberati, poiché non avevano ancora perso l’attitudine al volo. Il giro d’affari complessivo legato alla compravendita illecita dei cardellini è consistente; si stima che i primi uccellini catturati nei mesi di maggio-giugno vengano venduti a non meno di 25/30 euro l’uno. Successivamente, nei periodi di abbondanza di fauna illegalmente catturata, il prezzo cala fino a 7/10, per un giro complessivo d’affari che si stima essere non inferiore a 500.000 euro all’anno.

L’operazione, secondo quanto dichiarato dal Vice questore aggiunto forestale, Ciro Lungo, è di per sé rilevante in quanto apre uno spaccato significativo su attività illegali ancora non ben delineate nella loro strutturazione, ma certamente ben consistenti e fiorenti nell’hinterland napoletano. I forestali ricordano che anche la semplice detenzione dei cardellini (carduelis carduelis) è vietata dalla Legge 157/92 in materia di prelievo venatorio. La detenzione di più di 5 cardellini, in particolare, si configura come specifico reato penale.

Fonte Corpo forestale

 

CORMORANO UCCISO DA TEPPISTI ALL'ISOLA D'ELBA (ANSAweb)-

LIVORNO, 29 AGO -Un cormorano e' stato arpionato e ucciso da un gruppo di teppisti, sulla spiaggia della Finiccetta, a Marciana Marina (Isola d'Elba). Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Capitaneria di Porto, chiamati dai bagnanti, hanno fermato e denunciato un diciottenne di Imola (Bologna) con ancora il fucile subacqueo in mano ed hanno multato la banda di teppisti. Lo ha reso noto Legambiente Arcipelago Toscano. L'associazione chiede ''al Comune di Marciana Marina, al Parco Nazionale, al ministero dell'ambiente di costituirsi parte civile per ottenere il massimo dei risarcimenti, da destinare alla conoscenza, protezione e valorizzazione della costa della Finiccetta e dei suoi Cormorani, ma anche per far si' che l'uccisore ed i suoi amici abbiano la dura punizione che si meritano per un atto cosi' insensatamente crudele''. La piccola colonia di uccelli marini si era recentemente arricchita di una nidiata di pulcini che si faceva avvicinare tranquillamente dai bagnanti.

LE CASE DEGLI ITALIANI AFFOLLATE DI SPECIE ESOTICHE, OLTRE 20 MILA I PAPPAGALLI (ANSA)

Il fascino dell'esotico colpisce sempre di più anche chi deve scegliere l'animaletto con il quale convivere. Le case degli italiani ospitano ormai un milione di tartarughe, tra le 30 e le 50 mila iguane, oltre 20 mila pappagalli, 500 mila roditori, 3 mila tra leoni e pantere e 10 mila serpenti, ai quali vanno aggiunti altri 500 mila esemplari di strane specie e ben 12,1 milioni di uccelli e 16 milioni di pesci da acquario, molti dei quali provengono da mari lontani. Una passione, quella per gli animali esotici, che è andata aumentando negli ultimi sei-sette anni, spiega la Lav.

In tutto, infatti, nei salotti italiani trovano posto quasi 46 milioni di animali, di cui solo 7,5 milioni sono gatti e 7 milioni cani. Non solo pero' avere a che fare con serpenti e leoni puo' essere pericoloso a causa della loro aggressività e della nostra scarsa dimestichezza, ma bisogna fare conti anche con virus e malattie. Secondo il Wwf, le zoonosi, cioè le malattie infettive degli animali che possono contagiare l'uomo, stanno infatti registrando tassi di crescita sempre più alti. Clamydia Psittacidi (sull'uomo si manifesta con affezioni varie a carico dell'apparato respiratorio fino alla polmonite), Salmonella e Tubercolosi dei Primati quelle che già hanno fatto capolino. A tutto questo, poi, si deve aggiungere che il commercio illegale di fauna esotica è fra i primi mercati clandestini per fatturato e numero di persone coinvolte, con un giro d'affari sporchi pari a 7 miliardi di euro (un terzo del commercio internazionale pari a 20 miliardi) e l'estinzione, a causa dell'uomo, di 100 specie di animali ogni anno. Basti pensare che un esemplare di Condor delle Ande può valere fra i 7.000 e gli 8.000 euro. E proprio l'Italia, dove nel 2004 il Corpo Forestale dello stato ha registrato un incremento del 22% delle violazioni relative al commercio di specie selvatiche in via di estinzione (Cites), ''è il più grande importatore al mondo di pelli di rettile e quarto in Europa nel commercio di uccelli vivi da compagnia'', secondo i dati di Legambiente, ed il sesto mercato europeo per quanto riguarda i rettili vivi.

LIETO EVENTO SUL MONTE PELLECCHIA: E' NATA UN'AQUILA REALE

L'unica coppia di Aquila reale ancora presente nell'Italia centrale ha avuto un piccolo, finalmente. Sul monte Pellecchia, a 850 metri di altezza, nel territorio del comune di Licenza, uno dei 13 Comuni del parco regionale dei monti Lucretili, è nato un aquilotto, che in questi giorni ha appena spiccato il primo volo sulle alture circostanti. Alcuni fortunati turisti sul Monte Pellecchia hanno avuto la possibilità di ammirare lo spettacolo del piccolo accompagnato nel volo da una possente aquila adulta. (notizia Enpa)

OPERAZIONE "ANELLI INFEDELI" CONTRO IL TRAFFICO DI CARDELLINI: SEQUESTRI A VERONA

Con l'operazione "Anelli infedeli" la Guardia Forestale di Verona è riuscita a trovare, seguendo la segnalazione delle Guardie Zoofile dell'Enpa e dei volontari della Lipu, le prove dell'importazione clandestina di Cardellini non allevati in cattività. Grazie al controllo che ha verificato lo spessore degli anellini sulle zampe degli uccelli, è stato possibile verificare l'irregolarità di cinque esemplari trovati in due negozi; pare facciano parte di un carico enorme proveniente dalla Russia, addirittura 10.000 cardellini trasportati in condizioni estreme, stipati in casse, dei quali solo una minima percentuale giunge viva a destinazione. E' ancora in corso l'indagine per catturare l'importatore italiano. (notizia Enpa)

UCCELLI VERI E INTAGLIATI AL MERCATINO DI YUQUANLU

di Gabriella Bonino Radio China International

Tutti sanno che i Cinesi sono ottimi artigiani e sanno trasformare il materiale più semplice in splendide opere d'arte.

Nel corso di una recente visita al mercatino di Yuquanlu, ossia della Strada della sorgente di giada, distante solo una fermata di metropolitana dalla sede della nostra Radio, ho avuto la riprova della fervida fantasia con cui i Cinesi guardano al mondo.

Il mercatino occupa un viale di pioppi che è isola pedonale e che collega due grosse arterie di traffico parallele. Di conseguenza l'ombra e la piacevole freschezza ne fanno un ottimo rifugio nei torridi mesi estivi, mentre nelle altre stagioni è semplicemente un piacere passeggiare fra le bancarelle colorate ed osservare la varia mercanzia.

L'ultima novità del mercatino sono delle enormi figure in legno di pavoni ricavate da grandi radici di alberi: l'effetto d'insieme e' impressionante perchè l' artigiano è riuscito a creare nei particolari le venature delle piume del pavone, secondo linee sinuose ed eleganti, inserendovi persino gli straordinari "occhi" che così tanto contribuiscono alla bellezza d'insieme della ruota del pavone. L'intreccio delle radici forma quasi un ricamo sui bordi della ruota, mentre le zone più vicine al corpo dell'animale sono rese in modo più compatto, proprio come nella realtà. Accanto a questi straordinari pavoni, che per le loro dimensioni possono decorare un'intera parete, si trovavano tavolinetti alti e slanciati ricavati anch'essi da enormi radici, utilizzabili come sostegno per vasi da fiori: questo genere di mobiletto è molto amato in Cina, e benché qui si tratti di arte popolare, spontaneo

è il richiamo alle sontuose sedie e tavolini delle residenze nobiliari dell'epoca Qing, ricavate pure da radici, ma lavorate più pesantemente, con un effetto d'insieme piuttosto barocco. I mobili dell'ultima dinastia imperiale avevano infatti già perso la linearità essenziale dell'epoca Ming, considerata il culmine dell'arte del mobile in Cina.

Ritornando al nostro mercatino popolare, sullo stesso spiazzo ho ancora visto una scultura orizzontale in legno e radice raffigurante un insieme di pietre da inchiostro tradizionali cinesi, inframmezzate da rami di pino, un tema piuttosto originale per un mezzo espressivo come il legno.

Accanto alla bottega all'aperto del mobiliere, un'anziana fioraia espone i fiori di stagione, cioè i crisantemi, venduti al modico prezzo di 3 yuan o 600 lire l'uno, sia per il tipo normale che per quello dai lunghi petali ricciuti. E' da notare che in Cina i crisantemi sono coltivati solo per apprezzarne la bellezza e non sono affatto legati al significato italiano di omaggio ai defunti. I toni di viola, giallo dorato e bianco dei crisantemi si accompagnano al giallo acceso delle grandi bacche del pistacchio, che vedo per la prima volta, tondeggianti e carnose.

Accanto al fioraio innumerevoli sono i venditori di pesci ed uccelli e di tutto il materiale necessario al loro allevamento. Nel settore pesci, quelli dorati fanno naturalmente la parte del leone: di colore variante dal rosso fuoco, all'arancio ed anche al nero deciso, guizzano nelle vasche coi loro grandi occhi sporgenti, il ventre tondo e la poderosa coda. Tipici della Cina, venivano allevati in grandi giare di ceramica dipinta anche all'interno, e spesso con motivi di pesci, oppure in vasche sostenute da un lungo piede, sempre in ceramica colorata, che ora stanno ritornando di moda. Alcuni di questi pesci dorati hanno un capo fiorito, per via di una escrescenza che dona loro un aspetto quasi guerriero.

Nel settore uccelli, prevalgono le varie specie di canarini, tortore, piccioni, pappagalli, oltre ai tipi canterini, molto apprezzati dai cinesi .

E' infatti una abitudine dei vecchi pechinesi portare a spasso ogni giorno i propri uccelli nella tipica gabbia rotonda di bambù: le gabbiette vengono trasportate al parco in bicicletta e poi appese ai rami degli alberi, lasciando che i volatili gareggino in trilli e gorgheggi, per la gioia dei presenti.

Durante il trasporto, le gabbiette sono ricoperte con una tendina di stoffa blu, che viene calata anche la sera. A volte un singolo può possedere più uccelli, per cui deve addirittura disporre di un triciclo per trasportare al parco le innumerevoli gabbie che ospitano la sua famigliola volante.

I pechinesi amano molto anche i piccioni, ospitati in grandi gabbie sia sui tetti delle vecchie case ad un piano del centro storico, che sui balconi dei grandi condomini di venti piani dei nuovi quartieri di abitazione.

Trovo molto commoventi queste piccionaie che sporgono dai piani alti dei palazzi, chiaro simbolo dell' anelito al ritorno alla natura e alla tradizione degli abitanti della capitale, che ha visto così grandi cambiamenti negli ultimi anni.

Al mercatino numerosi sono anche i gattini bianchi, che attendono un padrone nelle loro gabbiette, secondo una moda recente per la Cina. Al mercatino si vendono anche libri di seconda mano, incensi di tipo cinese ed indiano, pietre colorate per timbri, pietre da giardino del sud della Cina, molto apprezzate per le loro forme strane, ed in questo periodo di tardo autunno, guanti di lana e di pelle.

Insomma, una visita alle bancarelle permette di apprezzare tutto il colore della vita quotidiana di Pechino.

 

VIRUS POLLI: CONSULTO UE SU RISCHIO UCCELLI MIGRATORI

ANSA BRUXELLES, 24 AGOSTO

L'Unione europea potrebbe decidere di aumentare la sorveglianza normalmente in atto sugli uccelli migratori per ridurre ulteriormente la possibilità che possano diffondere l'influenza aviaria attraverso la Ue. La questione sarà discussa domani a Bruxelles dagli esperti veterinari dei Paesi membri, durante un consulto dedicato alla valutazione della diffusione dei casi di influenza aviaria registrati a partire da luglio in alcune regioni della Russia.

L'Unione europea potrebbe decidere di aumentare la sorveglianza normalmente in atto sugli uccelli migratori per ridurre ulteriormente la possibilità che possano diffondere l'influenza aviaria attraverso la Ue. La questione sarà discussa domani a Bruxelles dagli esperti veterinari dei Paesi membri, durante un consulto dedicato alla valutazione della diffusione dei casi di influenza aviaria registrati a partire da luglio in alcune regioni della Russia. La riunione di domani farà il punto sui rischi per il pollame europeo: nessuna decisione è attesa, ma saranno adottate raccomandazioni su come aumentare la vigilanza europea contro il virus. In settembre un altro incontro tra gli esperti sanitari valuterà la situazione nell'eventualità di una trasmissione dell'influenza all'uomo. "Riteniamo che il rischio di trasmissione dell'epidemia da parte degli uccelli migratori sia molto basso", ha affermato il portavoce della Commissione Ue, Philip Tod. "C'è già un sistema di sorveglianza che potrebbe essere rafforzato". Quattro associazioni animaliste hanno invece chiesto oggi alla Ue di bloccare le importazioni di uccelli selvatici, affermando che gli animali esotici (come i pappagalli) possono incrementare i rischi di una diffusione del virus dei polli. Dal 12 agosto scorso, l'Unione europea ha chiuso le frontiere a tutti i prodotti e i tipi di pollame provenienti dalla Russia e dal Kazakhstan, comprese le piume e gli uccelli da voliera. Oggi il ministro russo dell'Agricoltura, Aleksiei Gordeiev, ha comunque affermato che l'epidemia e' stata circoscritta e localizzata. (ANSA)

SCOPERTE DUE NUOVE SPECIE DI UCCELLI IN COLOMBIA

(ANSA) - WASHINGTON, 24 AGO

Due nuove specie di uccelli, chiamati Tapaculos, sono state scoperte nelle montagne della Colombia. Secondo Birdlife International, gli uccelli -di piccola taglia, timidi, che vivono nel folto delle foreste - sono contraddistinti dal canto, che ha permesso di identificare le nuove specie. A causa della situazione politica in Colombia, gli esperti avevano finora avuto difficolta' ad avventurarsi nell'area del loro habitat, 300 km sulla Cordigliera.

(nella foto: Colombia foresta montana)

 

 

 

 

 

 
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